lunedì 17 agosto 2009

sabato 18 luglio 2009

Gela: aumentano i tumori


Si chiama Sebiomag. E' uno studio commissionato dall'assessorato regionale al territorio per ricercare nel sangue e nelle urine di un campione di cittadini di Gela, Butera e Niscemi, la presenza di metalli pesanti e pesticidi. Presenti esponenti dell'Osservatorio Epidemiologico Regionale, della Fondazione Maugeri, il dirigente dell'Ufficio speciale aree a rischio , il sindaco di Butera, gli assessori comunale e provinciale all'Ambiente, i dott. Pino Piva, Lillo Buttiglieri e Salvatore Migliore per l'Asl 2.
Oltre a Sebiomag sono stati presentati vari studi su Gela. Lo studio descrittivo della mortalità nel periodo 1995 - 2002 e dei ricoveri ospedalieri nel 2001 - 2007 ha tracciato un profilo dello stato di salute della popolazione residente a Gela, Niscemi e Butera confrontata con quelli della Regione.
E' emerso che a Gela la mortalità è più elevata dell'atteso per cause tumorali e non soprattutto negli uomini. Più eccessi di mortalità, più eccessi di ricoveri a Gela.
Un altro studio sulla mortalità di lavoratori del petrolchimico ha evidenziato un aumento significativo di morti per cancro polmonare fra chi lavora e risiede a Gela rispetto a chi vi lavora ma risiede altrove. Gli studiosi sostengono che questo dato suggerisce un ruolo dell'inquinamento atmosferico come causa di questa patologia e chiedono la messa a punto a Gela di un adeguato sistema di monitoraggio dell'aria. Gli operai hanno un incidenza più rilevanti di ricoveri ospedalieri rispetto agli impiegati.
Rilevanti sono i dati sui ricoveri per malattie cardiovascolari e respiratorie acute, della pneumoconiosi cioè le affezioni da polveri nei polmoni tra gli uomini, sulla broncopneumopatia cronica ostruttiva che ammette una causa professionale nel 20- 30% dei casi, sulla nefrite e le nefrosi riconducibili all'esposizione al mercurio. E' stato evidenziato che va approfondita la prevalenza della patologia renale tra gli ex lavoratori del clorosoda.
L'attenzione era puntata però su Sebiomag perchè è la prima volta che si fa uno studio cercando metalli pesanti e pesticidi legati alle attività industriali ed agricole nel sangue dei residenti. Lo studio ha riguardato 250 persone di entrambi i sessi, si età tra 20 e 44 anni, residenti di cui 118 a Gela , 29 a Butera e 39 Niscemi estratti a sorte. Hanno partecipato anche 76 volontari.
Risultato: c'è un'esposizione diffusa da arsenico con alcuni valori singoli alti molto superiori rispetto a quelli riscontrati in popolazioni non esposte in ambito lavorativo o in circostanze accidentali. L'esposizione ad arsenico appare recente, è maggiore negli uomini e in chi fa uso di pesce e verdura o acqua di acquedotto. L'arsenico è cancerogeno e la fonte di esposizione va meglio ricercata ma è chiaro che sotto accusa è la contaminazione ambientale (l'acqua, la terra, l'aria e i cibi) causata dagli scarichi industriali a mare e nel sottosuolo.
Il prof. Fabrizio Bianchi (Cnr) ha evidenziato che saranno ripetute le analisi su quei soggetti in cui è stata rilevata un'altissima concentrazione di arsenico per poter capire di che tipo di arsenico si tratto e sarà approfondito anche lo studio degli stili di vita. Gli studiosi comunque ritengono che vada anche effettuato un monitoraggio ambientale mirato con particolare attenzione all'arsenico ma va anche rafforzato il sistema di sorveglianza epidemiologica sulla popolazione.
La cosa più importante è, insieme al proseguio degli studi sulle interazioni tra ambiente e salute, quella di bonificare, risanare il territorio eliminando le fonti di esposizione per le comunità.
Se il suolo ed il mare sono inquinati le sostanze nocive entrano nella catena alimentare, se l'aria è avvelenata ci si ammala e si muore più facilmente. [La Sicilia]

mercoledì 8 luglio 2009

Gela: singolare iniziativa dell'Associazione Vox Populi


Particolare interesse ha suscitato l’iniziativa promossa dall’Associazione Culturale Vox Populi di un torneo di calcetto con squadre miste (formate da ragazzi e ragazze) denominato Wo&Man.
Si tratta del primo torneo del genere che si organizza a Gela, e lo si deve alla brillante intuizione della sua organizzatrice, Roberta Alfeo, decisa a sperimentare nuove forme di aggregazione e di divertimento, volte allo stare insieme e allo scambio di idee.
Non nuova a queste iniziative sociali, l’Associazione Vox Populi ha voluto avviare un percorso di educazione a “stare insieme” tra ragazzi e ragazze, in nome dell’amicizia e del rispetto reciproco, in uno scenario di sano agonismo sportivo. Il clima di amicizia che si è creato durante il torneo ha fatto germogliare lo spirito di collaborazione tra tutti i partecipanti che si son ripromessi tutti insieme di avviare altre iniziative sociali che coinvolgano tutti quei ragazzi che hanno voglia di spendersi e di creare qualcosa di diverso e di costruttivo.
“Abbiamo voluto creare qualcosa che mancava qui a Gela –afferma Roberta Alfeo, l’organizzatrice- Si erano visti tornei femminili ma mai dei tornei con squadre miste. Il successo dell’iniziativa è andato oltre le nostre aspettative, tanto che stiamo già pensando all’organizzazione di un altro torneo invernale. I ragazzi hanno capito subito lo spirito che animava il torneo –aggiunge - non lasciandosi prendere troppo dall’agonismo in alcuni casi inevitabile. Abbiamo anche introdotto il sistema delle votazioni sugli spalti per coinvolgere soprattutto gli spettatori che, con il loro voto, hanno decretato la miglior giocatrice e la giocatrice più simpatica”.
Grande e inaspettata la risposta del pubblico, che non ha voluto mancare a questa novità assoluta per Gela, accompagnando con il loro incitamento tutte le squadre partecipanti ed esultando ad ogni gol segnato da qualsiasi squadra.
Il primo torneo Wo&Man è stato vinto dalla squadra I Fantastici 5 che in finale ha battuto la squadra dei Delirius con punteggio di 6-3. Il premio come capocannoniere del torneo è andato ad Alessandra Tosto, mentre il premio per la migliore giocatrice, votata dal pubblico, è andato a Lorena Tilaro. Inoltre, è stato assegnato un premio speciale alla giocatrice più simpatica, sempre votata dal pubblico, vinto da Roberta A. della squadra dei Clown.
Il presidente della Vox Populi, Massimiliano Tuccio invitando tutti quanti ad inscrivere la propria squadra al torneo autunnale.
Nella foto, Massimiliano Tuccio, presidente Vox Populi, premia la squadra vincitrice I Fantastici 5, formata da: Alessandra Tosto (capocannoniere del torneo), Giulia Di Dio, Serena Cascino, Agatino Pasqualino, Giuseppe Di Dio.

giovedì 2 luglio 2009

Consigliere comunale di Gela si rivolgeva alla mafia


Imponevano a tappeto agli imprenditori di Gela il pagamento di tangenti alla mafia, ma anche l'assunzione di operai e la fornitura di materiali.
Il dato emerge dall'indagine che questa mattina ha portato la polizia ad eseguire dodici ordini di custodia cautelare, emessi dal gip del Tribunale di Caltanissetta. Si tratta di indagati ritenuti affiliati alla famiglia gelese degli "Emmanuello".
I provvedimenti sono stati notificati in carcere ad undici indagati, mentre uno è agli arresti domiciliari. L'accusa per loro è di associazione mafiosa ed estorsione continuata e aggravata, in danno di commercianti ed imprenditori di Gela.
L'operazione, denominata "Cerberus", è stata condotta da agenti della Squadra mobile di Caltanissetta, del Commissariato di polizia di Gela e della Questura di Brescia. L'inchiesta è coordinata dal procuratore Sergio Lari, dall'aggiunto Domenico Gozzo e dal sostituto della Dda, Nicolò Marino.
L'indagine fa parte della ricerca del boss latitante Daniele Emmanuello, morto mentre tentava di fuggire dal covo in cui si era rifugiato nel dicembre 2007 nelle campagne di Enna. Il giudice ha ordinato il sequestro di due imprese edili gestite dalle cosche, mentre è stato svelato il ruolo di vertice delle donne della famiglia Emmanuello e soprattutto sono stati intercettati uomini politici e professionisti che si rivolgevano ai capimafia per dirimere situazione controverse.
La polizia ha arrestato l'imprenditore Sandro Missuto, 31 anni, di Gela, titolare delle due imprese edili che sono state sequestrate su ordine della magistratura. L'uomo è accusato di far parte di Cosa nostra a Gela e di essere vicino alla famiglia degli Emmanuello. In un "pizzino" trovato nell'esofago del latitante Daniele Emmanuello, durante l'autopsia, vi era scritto il nome di Missuto, che avrebbe dovuto occuparsi di un lavoro lungo il tratto autostradale della Salerno-Reggio Calabria. L'indagine della Dda di Caltanissetta ha rivelato l'esistenza di un "connubio affaristico" tra Missuto e la ditta "Safab spa", che ha sede a Roma, e in Sicilia negli ultimi anni si è aggiudicata appalti di importanti opere pubbliche, in particolare: il parcheggio multipiano davanti al palazzo di giustizia di Palermo e il termovalorizzatore di Bellolampo. Gli uffici dei cantieri di Palermo della Safab sono stati perquisiti dalla polizia. In passato sulla Safab gli investigatori avevano svolto accertamenti nell'ambito dell'inchiesta sulla strage in cui venne ucciso Paolo Borsellino perché in via D'Amelio la ditta aveva alcuni uffici.
A guidare il clan Emmanuello ci sarebbe una donna di 81 anni, Calogera Pia Messina, chiamata "Zì Calina". È l'anziana madre di Daniele Emmanuello, il boss latitante, ucciso dalla polizia nel dicembre del 2007, durante le concitate fasi della cattura, in un covo localizzato nelle campagne di Enna. Un vero e proprio "capo carismatico" in abiti femminili, che è indagato per associazione mafiosa. La polizia sostiene che a lei viene periodicamente consegnata la quota parte degli incassi illeciti della "famiglia"; da lei gli affiliati attendono ordini; a lei si rivolgono le vittime del racket e persino uomini politici!
In un'intercettazione telefonica, un consigliere comunale di Gela le chiede di intervenire con tutta la sua autorevolezza perché il proprio fratello, imprenditore, in regola coi pagamenti al racket, era stato picchiato ed aveva subito un'estorsione da un mafioso, Angelo Bassora, la cui moglie (sua dipendente) era stata da lui licenziata per assenteismo. "Zì Calina" non promette nulla, anzi dice che non può fare niente, ma poi, secondo gli investigatori, chiama un suo mafioso di fiducia e gli ordina di intervenire presso il Bassora. [La Sicilia]

E NOI STIAMO ANCORA QUI A PARLARCI ADDOSSO...


domenica 28 giugno 2009

Jacko is dead? Long Life to Jacko...




Non c'entra nulla con Gela, non c'entra nulla con quseto Blog, e forse non c'entra nulla con me stesso... ma non si può far finta di nulla!
Jacko non c'è più, e con lui non c'è più il Re della musica Pop.
Almeno questa è l'opinione diffusa.
La mia opinione è ben diversa.
Un artista che ha trasformato la musica in passi danzanti, che ha oscurato l'importanza delle parole e della musica stessa con i suoi passi innovativi, coi suoi passi sussultori, con il famoso Moon Walker con il quale tutti ci siamo cimentati almeno una volta nella vita! Per lo meno quelli della mia età...
Forse è vero che sia stato il Re del Pop, se al Pop si dà la valenza che esso descrive: popolare. Ma nulla più!
Perdonatemi se vado controcorrente e se urto la sensibilità di alcuni... ma io questo grande genio della musica non l'ho mai visto in Michael Jackson!
Non gli ho mai visto suonare uno strumento, non ho mai notato nei suoi testi quella scintilla capace di aprire orizzonti fino ad allora mai scorti, ha solo coreografato musica e testi che, senza la sua coreografia, si sarebbero persi nel dimenticatoio dove risiedono le comete...
Merito che gli riconosco è quello di aver aperto una nuova strada nel campo dei videoclip, che con lui sono diventati dei veri e propri cortometraggi. Ma accanto aveva Jhon Landis... non proprio l'ultimo arrivato!
Molta elettronica nella sua musica, anzi, nelle sue canzoni, visto che lui di musica non ne masticava... Molto sintetizzatore, e pochi strumenti musicali. Vogliamo davvero farci trascinare dal gorgo di sentimentalismo che ha assalito tutto il mondo per la scomparsa di Jacko? O vogliamo per un momento fermarci e analizzare le cose da un altro punto di vista? Avete notato che quando muore qualcuno siamo tutti lì pronti a dire: "era un grand'uomo"! Tutti! Sempre!
Facile. Troppo facile!
Per me Jacko non fu un grand'uomo! Non so nemmeno se fu un uomo... ma questo non cambierebbe la mia vita. Cambierebbe la mia vita farmi trascinare da questo vortice di perbenismo e incensiatorio che si è creato attorno al suo nome.
Un artista diventa unico quando crea qualcosa che rimane nel tempo: lui ha creato il Moon Walker e un nuovo modo (faraonico) di cantare, ha creato un nuovo modo di fare videoclip... MA NON HA CREATO UN NUOVO MODO DI FAR MUSICA!
Quello è stato un privilegio di pochi... tre dei quali sono morti a 27 anni! E chi di musica un poco ne mastica... sa a chi mi riferisco!
Per quanto mi riguarda, i geni della musica sono altri. Omettendo i 27enni scomparsi, ne rimangono pochi, davvero pochi. Ma non voglio star qui a dirvi chi sono, altrimenti non ne usciamo più. Anche se chi mi conosce sa a chi mi riferisco...
Adesso sono tutti lì ad ascoltare e a guardare i video di Thriller, Billie Jean, Bad, Black and White, o We're The world, Man In The Mirror, o Somebody's Watching Me (questa se la ricorderanno in pochi...), io preferisco ricordarlo con un altro brano, quello che l'ha consacrato come solista, anche se in questo video che ho postato è presente quasi tutto il suo repertorio video, per non far torto a nessuno...
Dunque il mio omaggio a questo grande personaggio (perchè comunque grande lo è stato) è lo stesso augurio che faccio a tutto voi, che si traduce con le parole del titolo di quel brano: NON FERMARTI FINCHE' NON NE HAI ABBASTANZA.


domenica 21 giugno 2009

Gela: Turismo ad una svolta?


Ancora una volta la città di Gela diventa teatro di ritrovamenti di importanti reperti archeologici.
Sembra sia stata portata alla luce una sorta di “vena” aurea che non fa altro che regalarci testimonianze dell’epoca sottoforma di anfore e altri reperti. Il futuro Museo del Mare che si sta prospettando a Gela… praticamente si sta costruendo da solo!
Ma per la promozione del turismo a Gela, ho come l’impressione che i nostri politici/amministratori vogliano perdere tempo su un caso che invece ha urgenza di essere attenzionato. Tutti lamentano l’eterna promessa incompiuta che rappresenta il turismo, il mancato decollo definitivo di questa risorsa immensa che il nostro territorio offre, ma contestualmente non si fa abbastanza sul serio affinché esso diventi il nostro cavallo di battaglia. Certo, bisognerebbe rivalutare le zone che possono essere oggetto di turismo, non possiamo pretendere di trovare tutto già fatto, altrimenti che rivalutazione sarebbe? La rivalutazione turistico-archeologica potrebbe significare il miracolo di Gela che tutti aspettiamo, il decollo definitivo, con nuove attività commerciali e pubblicità per i nostri luoghi.
Se le cose fossero fatte per bene, si creerebbe quello sviluppo che proietterebbe Gela verso quella definitiva consacrazione come attrazione turistica che meritano i nostri paesaggi e la nostra storia. Se le cose invece sono fatte male si creerebbe quella confusione e quell’aria di “paesone” cha ha tutt’oggi la nostra città. Una città senza organizzazione, con gli uffici turistici del Comune che sono sprovvisti di una guida pieghevole, di quelle brochure che guidano il turista tra le attrazioni paesaggistiche.
E’ così che si favorisce il turismo?
No, cosi non lo si favorisce. Arrivano turisti da ogni dove e trovano i siti archeologici chiusi… dopo aver fatto migliaia di kilometri per venirli a visitare!
Ma sembra che il pensiero comune sia: “tanto si campa lo stesso”!
Occorre passare con la divulgazione di queste brochure pieghevoli se vogliamo favorire il turismo, dei pieghevoli che parlino di Gela, di Manfria, delle mura greche (uniche nel bacino del mediterraneo), dell’Acropoli, del Castelluccio, della nave greca, degli ultimi ritrovamenti.
Bisogna creare dei circuiti turistici che facciano scoprire al visitatore non solo i luoghi e i monumenti, ma anche la cucina nostrana, le nostre tradizioni, il nostro artigianato (ci sono molti piccoli artigiani che chiedono solo di mostrare al mondo le loro “creature”).
Tutto ciò non è un corpo estraneo al turismo: è tutto collegato. Compreso, purtroppo, quei paesaggi a ridosso del mare violentati dall’abusivismo edilizio! A tal proposito, dobbiamo metterci in testa che aumentare le entrate comunali con opere di urbanizzazione o con la trasformazione di terreni agricoli in aree edificabili non può più essere la soluzione principe per risanare le casse comunali. E per fortuna questo lo si è capito da un pezzo, anche se qualcuno ancora si ostina a costruire abusivamente villette a ridosso del mare, come hanno raccontato le recenti cronache...
Inoltre, Gela si potrebbe proporre come Centro Universitario Specialistico per lo studio dell’Archeologia… e non solo dal punto di vista locale o regionale, ma potrebbe diventare un centro mondiale! Abbiamo i mezzi, abbiamo le risorse naturali… cerchiamo le risorse umane! Non vedo perché i nostri beni archeologici debbano andare in altre città e non fungere da fulcro verso l'elevazione della nostra città a Centro Universitario Archeologico!
Occorre soltanto che noi gelesi ci crediamo per primi.
Si creerebbe sviluppo e lavoro. Sviluppo e lavoro che a Gela da oltre 40 anni sono un connubio monopolizzato dallo stabilimento petrolchimico! Sembra che a volte non riusciamo a vedere al di là del nostro naso, o forse non vogliamo vedere!
Ma di che abbiamo paura?
C'è qualcuno che abbia il coraggio di intestarsi questa battaglia?
Bisogna voltare pagina, bisogna guardare in direzioni prima seminascoste da troppa "abitudine" e da troppa faziosità.
Siamo ad una svolta: abbiamo bisogno introdurre il nuovo senza copiare il vecchio, essere fieri di ciò che abbiamo e, soprattutto, farlo sapere al resto del mondo!

lunedì 15 giugno 2009

Turismo: Anno zero!


Nessuna classe politica e dirigente è riuscita a trasformare una vera e grande risorsa che il nostro territorio possiede, in ricchezza economica, sociale, occupazionale e culturale.
Siamo allora all'anno zero!
E’ questo il responso, clamoroso sino a un certo punto, di una sessione sondaggistica con cui l’associazione VOX POPULI di Gela ha voluto sondare l’umore della città rispetto alla capacità del territorio di promuoversi e di fare turismo.
Si continua a fare turismo spontaneo e non progettato...
Il giudizio sul grado di cultura dell’accoglienza mostrato a vario titolo dagli operatori economici, ha palesato un risultato incontrovertibile: tutti ad esprimere un parere negativo per come viene offerta l’immagine della città.
Tutti ad auspicare una nuova vocazione turistica della costa gelese e l’assoluta necessità di provvedere a modificare l’impianto socio-economico per puntare a un modello di sostenibilità che, a partire dalla valorizzazione del patrimonio archeologico e naturalistico, facesse da volano ad una rinnovata ed importante ripresa economica .
È l’ennesima dimostrazione di come, se davvero si volesse rendere Gela competitiva rispetto alle altre mete turistiche siciliane e non solo, si dovrebbe necessariamente cambiare marcia.
“Prima tappa, obbligata e fondamentale, offrire a chi sceglierebbe la meta locale un ampio ventaglio di cortesia, disponibilità e convenienza –afferma Massimiliano Tuccio, presidente Vox Populi. Si deve creare sinergia tra il Comune, la Provincia la Regione e gli imprenditori del settore, affinché il turismo produca, nel rispetto dell’ambiente, ricchezza ed occupazione.
Non è più tempo di viaggi promozionali o gite turistico-istituzionali senza un disegno concreto e strategico di sviluppo del territorio.
Non è più tempo di sprecare risorse ed energie
.
E, soprattutto, non è più tempo di aspettare: il territorio in cui vogliamo vivere domani lo si deve costruire adesso.
La responsabilità è di tutti: amministratori locali, imprenditori, operatori turistici, operatori economici, operatori sociali e culturali e aggiungo anche di noi cittadini.
Ognuno per la propria parte di responsabilità.
Non c’è mai stato un piano innovativo e concreto di promozione turistica, di comunicazione dei beni e degli eventi culturali”.
Abbiamo una sola terra da condividere: non basta stare a guardare.
Noi crediamo fermamente nelle risorse di questo territorio e nella sua vocazione turistica.