mercoledì 27 febbraio 2008

Elettori o pupi siciliani?

Si avvicina il giorno delle elezioni. E si avvicina il giorno in cui scegliere chi votare. Anzi, il giorno in cui sono obbligato a scegliere tra i nomi che altri hanno deciso per me!
Ma perchè le chiamano elezioni? perchè le chiamano consultazioni elettorali quando nessuno ci consulta? Nessuno!
Questa legge elettorale è degna di un paese con regime totalitario!
Noi cittadini non abbiamo alcuna possibilità di scegliere chi ci aggrada, niente primarie, niente voce in capitolo per far concorrere un nostro "vero" rappresentante. Tutto si decide all'interno dei partiti politici. Le segreterie politiche decidono i nomi da mandare in lista, e noi, come dei pecoroni ben addestrati, seguiamo il nostro bravo cane pastore e andiamo a mettere la croce su un foglio con dei nomi! Tutto qui. Possibilità di scelta? NESSUNA!
Una politica al servizio dei cittadini contribuenti pensa al bene comune, non pensa al bene personale ne alle proprie carriere. Una politica “padronale” si adopera a soddisfare le esigenze dei suoi “sudditi”! Perchè è questo che siamo noi: sudditi! Nessuna possibilità di scelta! Potrei anche passare sopra al fatto che i nomi vengano "calati" dall'alto (come in effetti succede), ma accettare il fatto che tra questi nomi da loro scelti io non possa nemmeno esercitare il mio DIRITTO di scelta, NO, QUESTO NON LO POSSO ACCETTARE!
NON SI PUO' RIDURRE L'ELETTORE AD IGNARO AZIONISTA DELLE CARRIERE POLITICHE DEI SUOI RAPPRESENTANTI!!! NON SI PUO'!!!
Il cittadino non deve essere oggetto passivo di decisioni politiche, bensì soggetto attivo di scelte adottate nel suo interesse.
Ma qui non siamo in un paese libero, siamo in Italia, mica a Cuba...
Una buona politica mantiene in primis gli impegni assunti con tutta la cittadinanza, impegni non promesse! E invece assistiamo ad uno squallido spettacolo di una politica, anzi, di una malapolitica, che si limita a mantenere in primis gli impegni con i propri amici e alleati!
E poi se resta tempo e voglia, e se sono ancora al potere, e se qualche partitino con appena 1,2% di consensi non fa cadere il governo perchè la moglie è stata beccata con la bocca piena di marmellata, allora pensano agli impegni assunti con noi cittadini!
Li pensano... mica li onorano!
Mantenere la promessa di mettere al centro dell'attenzione e dei propri impegni una buona ed onesta politica al servizio della collettività, rinunciando ai privilegi per pochi di una mala politica al servizio di qualche adepto, è una scelta obbligatoria se davvero si vuole bene a noi italiani e si vuole il bene comune, dando una risposta a chi all'estero ci sbeffeggia! Ma ditemi un nome, uno solo, un solo nome di politico che abbia ottemperato a questa attenzione e a questo impegno!
E' qui che nasce il sentimento comune, come letto nei commenti si questo blog, di non andare a votare! E come si fa a far cambiare idea a chi è convinto di questo? quali argomentazioni usare per portarlo a votare? voi ne avete una? seria? plausibile? e non retorica? io non ne ho!
Ripetere la solita frase secondo la quale se non si va a votare allora è unitile lamentarsi? no... non funziona più... non l'accetto! Non più! Anzi, visto che alle nostre istituzioni poco importa della (non) scelta che io andrò a fare col mio (non) voto, io gli agevolerò il compito non andando a votare, e poco importa se così rinuncio al mio diritto di scelta, anzi, COSì FACCIO VALERE IL MIO DIRITTO DI NON FARMI TRATTARE COME IL CLASSICO "PUPO" SICILIANO DI CUI ALTRI MUOVONO I FILI!
E se lo facessimo tutti, tutti quanti, questa sarebbe la vera rivoluzione!
Sono un elettore, ma altri decidono per me! Sono un cittadino, ma altri decidono per me!
Questo non è uno Stato di diritto...
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19 commenti:

Romina ha detto...

Pesantuccio ciò che hai scritto caro Gianni. E' chiaro che dentro di te c'è una rabbia per questo stato di cose che è visibile ad occhio nudo. Devi comunque considerare che non tutti hanno nella loro indole la capacità di presa di posizione che hai tu. Non so se questo ti viene dal coraggio, dalla voglia di cambiare le cose, dalla voglia di affermarti (anche se non credo) o semplicemente è solo voglia di dire la tua. Certo la legge elettorale così com'è è stata definita una "porcata" da destra e da sinistra. Ricordiamoci che è una legge voluta da Berlusconi per scongiurare la sua sconfitta alle ultime elezioni... E adesso? chi faorirà? ma la domanda vera non è questa, caro Gianni. La domanda vera è: chi avvanteggerà il popolo del non-voto? Anche Grillo e Fiorello hanno azzardato questa campagna, ma loro per altri motivi (vedi Napoli). Ho solo un dubbio: ma se ne Berlusconi, ne Veltroni, riuscissero ad ottenere la maggioranza (visto che ci sono altri candidati premier) chi andrà al governo????
Comunque, alla fine del tuo post non ho ben capito se la tua era una dichiarazione esplicita di non-voto o semplicemente una provocazione per svegliare le coscenze sopite e dunque ignare della legge elettorale attuale...

Anonimo ha detto...

Non vorrei essere passivo o passitivista ma O ti mangi sta minestra O ti ietti da finestra!!

Enver ha detto...

Pesante o no, tutto ciò che esprime Gianni mi invita a un paio di riflessioni. Vediamo se seguo il filo che si vorrebbe portare avanti. Se, come dice lui, la politica ci ha estorto il diritto di scegliere ci ha tuttavia lasciato l'illusione di esercitare un diritto: quello di votare. Quindi se andiamo a votare ci rendiamo "complici" del sistema, che da noi vuole semplicemente il consenso, per potersi dire democratico. Tanto, in definitiva, decidono "loro". Se ho capito bene ed è questa l'idea, mi sembra che sia in linea con il resto delle riflessioni che si possono trovare in questo sito. Se però consideriamo il mondo politico come una casta, con la quale non è possibile interagire se non per mezzo dell' elezione, ciò prevede una nostra maggior responsabilizzazione. Significa, cioè, che tutte le volte in cui nella nostra vita normale di cittadini compiamo un' azione, dobbiamo riflettere sul peso delle nostre azioni, sulla loro "politicità", ovvero sulla ricaduta che hanno sulla vita degli altri. Dunque, purtroppo, il problema di avere un petrolchimico, e l'inquinamento a esso connesso, resterà "politico": nessuno, con le proprie forze può pensare di poterlo chiudere e di poter offrire un' alternativa lavorativa a chi ancora ci lavora dentro. Non si potrà migliorare la situazione sanitaria a Gela, ma la qualità della vita sì. Si può curare, ognuno per ciò che riguarda il proprio piccolo (il famoso "giardino dietro casa" che nessuno vuole mai che sia toccato) può cercare di rendere più vivibile il posto in cui sta. Ad esempio evitando di produrre un inquinamento ulteriore, si potrebbe smettere di prendere l'auto per fare 100 metri, oppure buttare le cartacce, cosa che distrugge quel poco di verde pubblico di cui disponiamo. Si potrebbe pensare un secondo di più a sporcare la nostra spiaggia, visto che non ci sono bagni privati, che la tengano pulita come a Rimini ... e torniamo al discorso della responsabilizzazione.

Giusy ha detto...

Una cosa vorrei far risaltare in ciò che ha detto enver: ognuno di noi si cura il proprio giardino e sta attento affinchè non venga toccato. E' questo il punto. Mi spiego: volete fare il termovalorizzatore? sono d'accordo, ma non nel mo paese! Volete fare i rigasificatori? sono d'accordo, ma non nel mio paese! Volete fare la TAV? sono d'accordo, ma nel mio paese non passa! Allora spiegatemi di quale progressoo, come l'ha definita enver, di quale responsabilizzazione si parla? Il discorso di Gianni è un discorso provocatorio, quello di non votare per non rendersi complice, come dice enver, di una malapolitca diffusa, o, come dice Gianni, di non essere trattato come un pupo siciliano. Io non credo che alla fine Gianni decida di non andare a votare, ma, come dice lui, c'è qualcuno che abbia un solo motivo per cui andarci? enver ha detto una cosa sacrosanta: la politica così non ci da modo di interagire con essa! E allora che facciamo?
Poi è chiaro che se si fa un discorso di responsabilizzazione ci sta bene tutto, anche andare a votare, ma la responsabilizzazione se è unilaterale si chiama sudditanza...

prozac ha detto...

L’esprimere il proprio voto è l’espressione più alta della democrazia. Solo attraverso il voto il cittadino può far capire il suo pensiero e dimostrare fiducia o sfiducia per il lavoro svolto da chi ci amministra. Ritengo quindi corretta l’azione del voto come un diritto,dovere che il cittadino deve compiere. Ora naturalmente in mezzo a tutto sto marasma di politici che Non ci rappresentano, e che pertanto non fanno valere quello che sono le nostre esigenze, diventa difficile dare una preferenza. Ecco allora che si scende ai famosi compromessi. Sapendo che ormai nulla si può fare per cambiare quello che veramente ci sta a cuore, e cioè, migliorare i servizi, migliorare la qualità della vita, i trasporti, la pulizia, le scuole e chissà quante altre cose ancora, si preferisce dare la preferenza al famoso AMICO di turno. Quello che essendo AMICO, riteniamo possa almeno, una volta salito al potere, ricordarsi di noi se abbiamo bisogno. Ma cosa accade se il nostro AMICO riesce a salire? Bhe al 90% si dimenticherà di noi in un lasso di tempo così breve che non ci sembrerà vero, oppure grazie al clientelismo riusciremo ad avere un qualcosa che in altri posti risulta essere la normalità, ma che qui a Gela diventa solo una questione risolvibile grazie all’AMICO. Ma le elezioni in ogni caso, anche con tutte queste riflessioni che si trovano sul BLOG, si avvicinano. Allora che fare? Io una mia soluzione ritengo di averla trovata. Questa volta mi recherò a votare, come ho sempre fatto, perché ricordatevi che è anche nostro dovere, ma esprimerò il mio voto solo a chi mi da veramente la possibilità di dire la mia senza censura, e sa ascoltare i miei problemi.
Nel segreto dell’urna io voterò… GELACONTRO!!

Giusy ha detto...

Belloooooo! Mi piace questa idea!!!
Credo che anch'io nel segreto dell'urna voterò Gelacontro!
Ho dimenticato di dire una cosa: Romina, può essere pesantuccio il post di Gianni, ma guarda che fotografa benissimo la raltà. Se poi vogliamo continuare a mettere la testa sotto la sabbia facciamolo pure, ma poi non dite che manca il coraggio per cambiare le cose.
E comunque anche quello che ha scritto prozac è pesantuccio, per questo mi piace!
Prozac, hai avuto un'idea geniale. W prozac! E anch'io voterò Gelacontro...

Nuccio ha detto...

enver, un dubbio: secondo te com'è possibile interagire con la "casta" della politica se il nostro voto non serve a dare una preferenza?
Del resto sono d'accordo con te quando dici che se ognuno di noi cominciassde nel suo piccolo a responsabilizzrasi, magari poi diventerebbe una cosa normale per le altre cose piu grandi. E' vero che bisogna partire dalle piccole cose per migliorare, ma bisogna partire da noi stessi per prima. Anche se non vedo questo cosa c'entra col fatto dell'inutilità del voto. Magari ti spieghi meglio per piacere? mi piacerebbe approfondire..

enver ha detto...

Mi spiego meglio... mi rendo conto di non aver brillato per chiarezza. Intendevo dire: se per concetto fondamentale di democrazia intendiamo il voto, dandolo a qualcuno (o anche votando scheda bianca, o votando gelacontro piuttosto che Maradona), in qualche modo diamo il nostro avallo al sistema. Ovverosia, votando si partecipa alla democrazia e si approva il funzionamento della stessa. Volenti o nolenti. E quindi, con essa, anche questa pessima legge elettorale e tutto ciò che ne consegue. Gianni (come Grillo, Fiorello, etc...) suggerisce di non votare: questo implica che la società civile, quella a cui si richiama anche questo blog, ci sia, sia presente e visibile. In Polonia, la società civile con a capo Lech Walesa, operaio elettricista dei cantieri di Danzica (non un presentatore nè un comico... altri tempi, mi si dirà...), si fece sentire e vedere contro la dittatura... Ma in questo paese purtroppo ci sono i candidati dei 2 maggiori partiti che strumentalizano (a loro vantaggio)il non voto, l'antipolitica e l'astensionismo. Non ne faccio né un disorso morale né un discorso giuridico (voto come diritto-dovere)... semplicemente non vorrei che un eventuale decisione di non voto venisse strumentalizzata e non colta nel suo reale significato (mi dissocio dal vostro modo di gestire il mio paese, rinuncio ad un diritto che non è più un diritto, ...). La società civile è schiacciata tra media e politica: non riesce ad emergere per quello che è, cioè contestazione per l'operato dell' amministrazione. Ogni giorno si trova affibbiata un "leader" costruito dai mezzi di informazione per poter minimizzare la questione derubricandola come "demagogia". Sono infatti certo che i media - che oramai sono apertamente schierati con l' uno o l'altro dei 2 candidati designati come vincenti - proporrebbero la lettura di un alto tasso di astensionismo come dovuto alla demagogia degli (anti)politicanti di turno (i vari Grillo, Fiorello) e non al reale malcontento dei cittadini italiani. Quello che dico è: siamo sicuri che a non votare si riesca a far passare il messaggio? O rischia di ritorcercisi tutto quanto contro, dando ancora più forza a questi politici, sempre più distanti dalla gente e convinti di poterci prendere in giro imponendoci soubrette, operai scampati a disastri (di cui sono responsabili con la loro mancanza di azione preventiva sul rispetto delle norme nel mondo del lavoro), industriali (gli stessi responsabili dei disastri di cui sopra), vallette, figli illustri di ..., fidanzate di ...?

Gianni Marchisciana ha detto...

enver, mi ha colpito molto ciò che hai scritto. La tua analisi è fredda e dettagliata e, devo confessare, rispecchia quasi totalmente il pensiero da cui è germogliata la mia provocazione. Ho da chiederti delle cose riguardo ciò che hai scritto, il risalto che gli si potrebbe dare e il modo in cui si potrebbe usare: ti dispiace contattarmi via e-mail?

Nuccio ha detto...

adesso è chiaro, enver. Noi siamo vittima davvero dei leadr che ci propinano i media con i loro programmi e giornali costruiti ad hoc sul personaggio di turno. E vorrei invitare tutti ad una analisi quantomeno bizzarra: avete notato che sia Berlusconi che Veltroni hanno lo stesso identico programma? Che gioco è questo? chi sarà il presidente del consiglio? VELTRUSCONI?
E' sempre meno chiaro il quadro politico e a questo punto non so dove il post di Gianni smetta di essere una provocazione.. e cominci ad essere una proposta fattibilie!

falco ha detto...

A proposito di voto e di non voto, vi riporto l'ultimo post di Beppe Grillo:

"Fuori tutti. Avete distrutto il Paese. Le vostre facce sui muri sono per noi. I nostri vaffanculo sono per voi. Nessuno di voi merita il voto degli italiani. Cari dipendenti i vostri obiettivi sono noti, sono tre. La poltrona, l’impunità, gli affari. I galantuomini ci sono anche tra voi e sono i primi che se ne devono andare. Sono pochi e quindi si notano di più. Fanno quasi tenerezza e molta rabbia. Sono i pali della politica. Un po’ ingenui, un po’ fresconi.
Fuori tutti. In quindici anni avete riportato il Paese al dopoguerra. La Finocchiaro e Bianco si dicono stupiti che io supporti la lista civica regionale di Sonia Alfano in Sicilia. Anime belle, voi mi offendete. Tra voi e lo psiconano non c’è differenza. Siete il partito dello status quo che ha lasciato fare al centrodestra ogni porcata senza mai muovere un dito. Il partito di Bassolino, la cozza di Napoli. Di Topo Gigio che ha paura della sua ombra e anche di quella di D’Alema e parla di tutto. Ma non del conflitto di interessi, di Rete 4 sul satellite, della corruzione di giudici per l’acquisto della Mondadori. Siete quelli di Bettini, il portavoce del PD, che ha affermato che Antonio Di Pietro “non è adatto per il ruolo di ministro della Giustizia”. Forse lo vuole nominare ministro per i rapporti con il Parlamento o sottosegretario alla Difesa. Ovunque non disturbi i manovratori. Siete quelli dell’indulto, dell’Unipol e della Forleo a cui avete messo la mordacchia. Di Violante che ha garantito le televisioni allo psiconano e lo ha dichiarato pure in Parlamento.
Fuori tutti. Casini, Azzurro Caltagirone, che abbraccia Moggi ed evita la galera a Cuffaro candidandolo in Parlamento. Casini ripreso sempre con il crocifisso dietro le spalle. Se Cristo potesse, scenderebbe dalla Croce per prenderlo a calci.
Fuori tutti. Fatevi dimenticare. L’oblio potrebbe salvarvi. Mastella non lo vuole più nessuno. Il suo lavoro sporco lo ha fatto. Ora fa solo perdere voti. Il Pastella dichiarò, sudato, che Beppe Grillo non gli avrebbe fatto fare la fine di Moro e neppure quella di Craxi. Forse è meglio che si guardi dai suoi mandanti e non da un comico. Le vostre facce sui muri sono una provocazione, una istigazione alla rabbia popolare. Le elezioni sono incostituzionali, non possiamo scegliere il candidato. Possiamo solo votare il Partito Unico dei Gemelli Siamesi.
Un tedesco che non avesse votato durante il nazismo. Un sovietico che non avesse votato durante lo stalinismo. Un italiano che non avesse votato durante il fascismo. Come li chiamereste? Democratici, persone libere? Siatelo anche voi. Non votate per le elezioni politiche. ESERCITATE IL VOSTRO DIRITTO DI NON ESSERE PRESI PER IL CULO!"

Bravo Gianni, hai preceduto anche Grillo!!!!!!!

Anco_Marzio ha detto...

Altro che pesantuccio quello che hai scritto! questa è solo una presa di coscienza dei propri diritti, è giunta l'ora di svegliarci dal torpore che ci ha contraddistinto in questo decennio e che la gente cominci a pensare ed agire con la propria testa.
A volte si usano frasi diciamo ad effetto per esprimere il dissenso al non voto, condivido il fatto che l'esprimere il proprio voto è stata una conquista ed è ciò che ci fa definire un Paese democratico, ma in un Paese che si definisce tale, si dovrebbe avere la possibilità di scegliere "qualcuno" col proprio voto e non ridurre la propria preferenza ad un numero, buono solo per stilare una percentuale.
Siamo diventati uno Stato in cui oramai è presente una sorta di "Regime dolce", dove la differenza dal regime vero e proprio, sta solo nel fatto che nel nostro caso ti fanno solo credere di essere libero!
basti solo pensare a come viene manipolata l'informazione, dai giornali alle televisioni, le uniche notizie credibili, riguardano solo i salvataggi di gattini o la gestazione di un panda!
Volendo guardare l'altra faccia della medaglia, il non voto, potrebbe diventare un "favore" a tutta questa massa di delinquenti che alla fine avranno sempre i loro "clienti", perchè in Italia esiste solo la politica del servilismo e del clientelismo e di conseguenza le loro percentuali sarebbero solo più magre ma ugualmente presentabili.
Io dico solo che queste elezioni dovevano essere impedite, perchè votare in queste condizioni è anticostituzionale, ma visto che tornare indietro non è più possibile, mi associo al NON VOTO e avanzo una proposta diciamo un pò utopica: ovvero, darei appuntamento a tutti coloro i quali sono per il non voto, proprio per il giorno delle elezioni, per fare tutti quanti una passeggiata pacifica, magari con le cartelle elettorali in mano, esprimendo civilmente il nostro dissenso contro questi mascalzoni che dopo averci portato alla rovina, stanno iniziando a scavare il fosso!

falco ha detto...

MINCHIA CHE PROPOSTA!!!!!!!
Anzio Marzio io sono d'accordo con te per questa iniziativa!!!!
E questo significa oltretutto non lasciare da solo il "nostro" Gianni in questa sua presa di coscienza! Anche se dovessimo essere solamente in quattro persone, io questa marcia pacifica la farei eccome! sbandierandi il certificato elettorale e scandendo il nostro diritto a non essere trattati, come dice gianni, come pupi siciliani! Grande Anzio Marzio!!!!

falco ha detto...

oooops... Anco Marzio, non anzio marzio! scusate! ;-)

Anco_Marzio ha detto...

Grazie Falco! allora siamo già in due... chi ben comincia...!

Romina ha detto...

Vorrei farvi notare un altro aspetto di questa legge elettorale. Concordo con chi la definisce una porcata e concordo con la maggior parte degli interventi che qui leggo. Ma avete provato a considerare l'altro aspetto? mi spiego: ci si lamenta spesso che alle elezioni i poitici fanno leva sui voti di favore, sullo scambio di voti, sul clientelismo e sul fatto di assicurare (più o meno) un posto di lavoro. Bene, con questa legge elettorale non lo possono più fare! Perchè l'elettore non può indicare nessuna preferanza ma soltanto scegliere la lista di preferenza a cui appartiene il politico destinatario del nostro voto. Nessuno può essere sicuro che il tizio ha votato questo o quel politico dunque nessun politico può promettere posti di lavoro o quant'altro perchè a questo punto deve prometterlo a tutti quelli che incontra! Non solo, ma quelli che scelgono di votare la coalizione della quale fa parte il "suo" politico, indirettamente da il voto anche ai suoi concorrente dello stesso partito politico. E qui entra in gioco il nnumero col quale si è messi in lista.
Capisco che è davveri una porcata il fatto di non poter esprimere la nostra "vera" preferenza, ma, come spiegato, ha i suoi lati positivi.

Anco_Marzio ha detto...

Non sono d'accordo! i lati positivi li troviamo solo se vogliamo fare gli ottimisti, perchè a fronte del piccolo lato positivo che tu hai messo in evidenza, ci sono innumerevoli lati negativi che spostano gli equilibri a favore della mega porcata. Ti faccio un esempio, se CAIO (mio dipendente)viene interdetto dai pubblici uffici, io non posso nemmeno assumerlo come operaio, se la mia azienda lavoro nell'ambito dei lavori pubblici (gli è proibito, in quanto dal momento che io devo presentare i certificati penali di ogni operaio, questo verrrebe escluso); mentre se TIZIO che fino all'altro ieri faceva il presidente della regione, nonostante la sua interdizione potrà svolgere la carica di capo del senato per il partito X. Tu credi che i cittadini onesti l'avrebbero votato e portato al senato? Non solo, se magari le elezioni saranno vinte da un suo amichetto (leggasi silviucccio) una delle prime leggi sarà il ripristino dell'immunità parlamentare, cosi' costui godrà alla grande, pur essendo stato già condannato in primo grado.
SECONDO TE, IL GIOCO VALE LA CANDELA?

falco ha detto...

E finiamola di dire cazzate! Romina se vuoi difendere questa legge elettorale perchè stai "portando" qualcuno allora hai scelto il posto sbagliato!
Sei anche tu (come tutti noi) una pecorona che sta seguendo il suo cane pastore, ma a differenza nostra noi stiamo cercando una via du fuga, tu ti sei fatta prendere dalla sindrome di Stoccolma e adesso difendi pure il tuo cane pastore-padrone!!! Che cosa ti ha promesso? un posto? una posizione politca? dei favori? PIANTIAMOLA DI DIFENDERE UNA LEGGE ELETTORALE CHE CI STA EQUIPARANDO TUTTI A DELLE PECORE!!!
Quello che facciamo adesso si riperquoterà domani sui nostri figli, cazzo!
Non occorre più tutta quella dolcezza che metti in campo tu, cara Romina, nell'esternare le tue idee, pur sacrosante che siano! "Pesantuccio".... ma quale pesantuccio! Ha ragione anco marzio qui, è solo una presa di coscenza che deriva dal superamento della soglia di sopportazione!
Dove sono tutti quei "professoroni" che qui parlavano e accusavano me di parlarmi addosso? SPARITI NON APPENA SI E' ACCENNATO A DELLE PROPOSTE SERIE!!!
E poi ero io quello che mi parlavo addosso....
E poco importa se vi sono antipatico, io dico ciò che penso!
E mi adopero per migliorare la mia città! Io!
E scusate le parolacce. E lo sfogo.

Totò M. ha detto...

Sempre di fioretto il nostro falco... Ma questa volta mi sento di darti ragione. Se vogliamo continuare a fare le pecore seguendo il nostro cane pastore-padrone (come dice falco) allora fatelo pure: io mi chiamo fuori!
Personalmente, mi piace sia l'idea lanciata da prozac di scrivere sulla scheda elettorale "Io voto Gelacontro", sia la proposta di anco marzio di fare la passeggiata assieme a tutti quelli che hanno deciso di non votare. A vederci bene, l'una non esclude l'altra...