mercoledì 13 febbraio 2008

Gela ricorda Don Ninì Scucces

Sabato 16 febbraio, alle ore 17.00, nell’Aula Magna CNOS – Salesiani, al villaggio Aldisio, si terrà un incontro con riflessioni e testimonianze in ricordo di Don Ninì Scucces dal titolo:
“Don Ninì Scucces – Una Vita Per Gli Altri”
Don Ninì Scucces
ha incarnato fino alla morte i valori e l’esempio di san G. Bosco.
Nato a Modica nel 1938, è morto a Viagrande l’anno scorso nella Casa Nazareth da lui stesso creata per il recupero dei tossicodipendenti e dei disadattati. La sua morte ha lasciato un grande vuoto non solo fra i “suoi” giovani, ma anche fra quanti lo hanno conosciuto e apprezzato per una vita dedicata agli altri. La sua grande disponibilità ed accoglienza nei confronti di chiunque, lo ha contraddistinto fino alla fine dei suoi giorni, assieme alla sua reale apertura e rispetto verso ogni forma di società e di religione, e per l’impegno che ha sempre messo nel salvare delle vite distrutte dalle droghe: “Bisogna innanzitutto dimostrare a chi è vittima della droga che c'è qualcuno disposto a dividerne le sofferenze, a fargli compagnia durante le crisi di astinenza, a dare loro la certezza di un futuro normale. La droga non è un problema, ma una condizione e come tale deve essere affrontata. La droga non è solo l'ecstasi o la cocaina, ma anche gioco d'azzardo, anoressia, bulimia, alcool, fumo, video giochi. Tutte dipendenze che si possono evitare, superare e abbandonare se ci innamoriamo del fascino della vita e non di quello della morte”.
Don Ninì
arrivò a Gela come direttore dell’oratorio salesiano nel 1971, e fu un uragano che travolse tutto e tutti. Diventò un punto di riferimento fondamentale per lo sport a Gela, costituì 6 società sportive, maschili e femminili: dagli esordienti agli allievi, dagli juniores ai campionati regionali passando dal calcio alla pallavolo, dal basket all’atletica, dal karate ai giochi della gioventù, vincendo campionati regionali e nazionali. Tutti erano affascinati dalla sua voglia di fare e dalla sua dinamicità: teatro, discoteca, cineforum, gite, campeggi, l’oratorio era una fucina di idee e di progetti con una presenza straordinaria di giovani di tutta la città. Prima del suo arrivo il villaggio Aldisio risultava al primo posto come delinquenza giovanile, alla fine della sua permanenza a Gela (8 anni) era all’ultimo posto!
“Ho sempre creduto nella realtà della vita e perciò la presenza attiva del direttore dell’oratorio che sta e vive con i ragazzi è fondamentale. I valori si trasmettono nel concreto della vita. Si semina e si prega e si raccoglie. L’educatore non ha orari. Sul territorio è il punto di riferimento vivendo con loro 24 ore su 24. Ed è bello! "
Queste sono delle parole che ci ha scritto, per ricordare la sua presenza a Gela, qualche giorno prima che morisse.
Io personalmente ho un vago ricordo di Don Ninì, (vago ma non sbiadito!), ritengo di essere stato un fortunato poiché la mia vita è stata bagnata dalla sua conoscenza, dalla sua presenza, dalla sua persona e se ancora adesso ne conservo il ricordo (avevo 8 anni!!!) è perché davvero è stata una persona splendida, e davvero mi ha lasciato il segno! E la commozione che provo nello scrivere queste parole… mi è testimone!
Mi piacerebbe che il suo epitaffio fosse quella stessa frase che Albert Einstein disse quando morì Mahatma Gandhi: "Le generazioni future stenteranno a credere che un uomo come Lui abbia davvero camminato su questa terra..."
Grazie Don Ninì.

7 commenti:

Gianni Marchisciana ha detto...

Per tutti quelli che mi hanno chiesto di saperne di più su Don Ninì Scucces, provo ad integrare quanto già detto.
Posso solo aggiungere che molti dei professionisti di Gela, molti tra amministratori presenti e passati, molti degli sportivi professionisti tra i èiù in vista a Gela, devono tanto, se non tutto alla figura di Don Ninì. Il fatto che non tutti lo conoscono è dovuta al profondo senso di umiltà che lo contraddistingueva, pari soltanto alla sua tenacia e all'amore che aveva verso i "diseredati" e i "reietti".
A lui si devono la nascita di molte società sportive a Gela (prima c'era solo il Terranova), e non solo di calcio, e il primo cineforum a Gela lo fece lui!
Don Ninì non ti faceva mai sentire un escluso ma ti metteva al centro dell'attenzione. Sempre. Ha fatto costruire lui il campetto di basket esistente ai salesiani, ma senza soldi! Insieme ai suoi parrocchiani e ai frequentatori dell'oratorio, hanno preso badile, cazzuola, cemento e mattoni e hanno tirato su il campetto! Ed erano loro stessi ad accudirlo e a fare in modo che nessuno lo danneggiasse. Ha combattuto le ingiustizie dei potenti dell'epoca e per questo si è fsatto parecchi nemici. E' stato il primo ad intraprendere una battaglia contro le società sportive fantasma che prendevano investimenti da parte dello stato, della regione e del comune, ma che in realtà poi usavano per se stessi! Perchè appunto si trattava di società fantasma! E lui che aveva creato decine di società sportive non riceveva nemmeno un soldo! Ma questo non impedì a lui e alle sue squadre di affermarsi a livello locale, regionale e addirittura nazionale! Senza soldi!
Lo amavano anche per questo. Quando gli facevano notare che per fare tutto ciò ci sarebbero state parecchie difficoltà, la sua risposta era sempre la stessa: "le difficoltà ci sono per essere superate!"
Era sempre presente e disponibile e anche se lo chiamavi alle 3 di notte, lui c'era! Lui c'era sempre!
Fondò "La casa di Nazareth" per il recupero dei drogati, dei diseredati, degli emarginati, e sapete una cosa? presto venne lasciato solo perchè il compito che si era prefisso con la casa di Nazareth fu reputato difficilissimo se non imposssibile!
Lui, da solo, riuscì nel suo intento!
Questo ed altro era Don Ninì.
Parlerò ancora di Don Ninì in seguito, per adesso vi basti pensare che quello che è scritto sul post è soltanto una parte della sua vita. Conoscerete tanto di lui, leggendo quel poco...

daniela ha detto...

Aveva ragione mio padre: è stata una grande persona!
Aspetterò di saperne di più.

Anonimo ha detto...

per sapere chi fosse don Ninì Scucces basta digitare il suo nome e cognome su qualsiasi motore di ricerca.
ecco alcuni bellissimib pareri:
A Nini Scucces
(Lode scanzonata, semiseria ma sincera ad un
prete che... si è fatto da solo.)
Don Scucces: la vita rovinata porta agli stupefacenti
Il prete fondatore della comunità di recupero:
«La droga arriva dopo i problemi»

Spesso si pensa che solo chi compie gesti eclatanti magari una sola volta nella vita merita stima
e plauso. Ma è la persona che fa piccoli grandi gesti giorno per giorno, che si merita veramente
la nostra ammirazione: quella persona,per quanto magari semplice, grezza, poco raffinata
è una vera e pura eroina. E Ninì Scucces è una tale persona. Una persona che con la pazienza
ed il coraggio, preso nella sua dose quotidiana,ha trasformato in reali le cose che altri vedevano
come allucinazioni.
La sua storia è ed è sempre stata una lotta continua: prima in senso politico, poi in senso lato.
Quando capì infatti che la sua esperienza era divenuta estrema e sinistra, venne la redenzione
sulla via di Damasco: scoprì che la sua vita era quella del prete.
Non volle però essere un “parrino” come gli altri, volle essere guidato da un’idea, da una sua
missione da completare ad ogni costo, per quanto difficile.
I mezzi erano pochi; si può dire che quando iniziò era povero in canna. Si racconta come risparmiasse
sul cibo, raccogliendo la verdura del suo orto, vivendo così di pane ed erba.
E come una pera di tanto in tanto e/o farsi una coca fossero le uniche concessioni al “lusso” che egli si
prendeva.Quante volte nelle notti solitarie invocava aiuto e sostegno “Ah Maria, Maria, Maria!”.
E grazie a Maria ebbe una visione: davanti agli occhi una sterminata serie di gente da salvare,
e queste file gli rimasero così impresse e per lui così reali, che le vedeva passare quasi sotto il
naso, e questo lo spinse a continuare a tirare e tirare.
Sentì anche l’esigenza di aiutare chi era preda dell’alcool. La differenza era leggera ma sostanziale;
far realizzare a quella creatura la vera realtà: che era un’essere Spirituale... e non di spirito.
Divino... e non di vino. E che si stava fregando la sua vita e si stava da se stesso prendendo
per l’al...cool. Come se non bastasse una parte del clero ed alcuni fra gli stessi salesiani cercavano di mettergli il bastone fra le ruote. Ci furono periodi in cui lo fecero passare sui carboni ardenti e quanta
amarezza quando capì che alcuni suoi confratelli lo avevano legato al palo. Ma egli si divincolò
e si gettò nel vuoto con ancor più slancio e fiducia certo che angeli del cielo lo avrebbero afferrato
ed aiutato. Quanto alla Usl lo ha fatto sempre penare.Ancora oggi i finanziamenti arrivano con ritardo,
e quando giungono è per ripianare i debiti, andandosene presto... in fumo. Tanto che più
che Usl si dovrebbe chiamare Lsd: Lavorate senza denari.
Con o senza denari il suo grande cuore era continuamente a lavoro finché un giorno...
crack... gli impose di fermarsi. Si può dire che stava rischiando di passare dall’estrema sinistra...
all’estremo sinistro. Fu ricoverato in ospedale e durante il coma ricevette dolori, ma anche
benedizioni. Quando si riebbe ricevette la visita di alcuni confratelli che, come temendo la sua
prossima dipartita, erano lì preoccupati di come si sarebbe dovuta gestire la sua eredità. Ad essi
rispose semplicemente:– “Fratelli sia fatta la Volontà di Dio, Se il
Padre mi vorrà con sé spartitevi fra voi il mio buco.”
– “Di quale buco parli Ninì?” – gli chiesero i confratelli, pensando delirasse.
E lui, lucido: – “Il buco, il buco che ho fatto nel bilancio.Qualche miliardo di lire da spartirvi fra voi”.
Quasi all’unisono i confratelli si ricordarono di altri impegni e sparirono per le vie del mondo.
Ripresosi. Ninì è oggi ritornato con più calma al suo lavoro. Lo sue più profonde soddisfazioni
continuano a essere quelle di vedere un ragazzo, una ragazza riprendersi la propria vita, le
proprie responsabilità, e... farsi ancora, ma tuttalpiù una famiglia.
Si, quando apprende che un ex-ospite della comunità ha definitivamente rimesso la sua vita
in carreggiata, Ninì praticamente va in... ecstasy.Per chiudere, il commento di un ragazzo che
prima si sentiva solo, abbandonato, incatenato e che poi, sanata la sua vita, ricordando i tempi in
comunità con Ninì, con una sintesi perfetta ha raccontato: “Grazie a Ninì sono tornato alla Vita
ed a Dio: sono passato dal papavero a un Papà vero”.
Raccolto in poche parole un lavoro, una vita...di fatto... stupefacente.
Con simpatia e ammirazione
Vincenzo Miucci
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È morto Don Scucces combatteva la
droga per fare vincere il fascino della vita
È morto improvvisamente ieri, colpito da un
malore, don Antonino Scucces, per tutti don Ninì,
salesiano, fondatore della Associazione di solidarietà
contro le droghe e direttore della Comunità
di recupero per tossicodipendenti «Casa
Nazareth» di Viagrande.
L’ultima tappa di un suo lungo cammino: il
salesiano, 69 anni, aveva speso il suo impegno a
Gela, Riesi, Mazzarino, nel quartiere Giostra a
Messina e a Palermo dove aveva aperto la porta
agli sfollati e agli immigrati. Anche a Viagrande
egli si adoperava quotidianamente verso gli ultimi
e i più poveri impegnato com’era nella cultura
di promozione della vita.
Un commosso ricordo di don Scucces viene
dal presidente della Provincia Raffaele Lombardo
che in una nota cita le appassionate parole
pronunciate dal Salesiano in occasione di “Un
concerto per la vita” organizzato dalla Provincia
per una raccolta fondi da devolvere alla comunità
di recupero di Viagrande: “Le dipendenze si
possono superare e abbandonare se ci innamoriamo
del fascino della vita”. «Abbiamo appreso
con profondo dolore della scomparsa di un uomo
di chiesa di sensibilità e generosità non comune
– sottolinea il presidente Lombardo – che
ha dedicato la sua opera al recupero nella società
di uomini e donne che hanno perso i punti di
riferimento, entrando in un tunnel dal quale
molti sono usciti grazie all’amorevole impegno
di don Ninì. Sono certo – ha concluso – che la
famiglia salesiana saprà raccogliere e continuare
questo immenso patrimonio di fede, passione e
speranza».
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Nel momento delle esequie
A Ninì
Nella vita di ogni giorno trovare un riferimento, qualcosa in cui
credere, è un privilegio che sempre meno persone hanno. Noi abbiamo
trovato te.
Siamo i ragazzi della comunità “Casa Nazareth”, siamo una classe
di alunni. Ognuno di noi, anche se con dei limiti, dei problemi, ha
un grande spirito di gruppo che ci da la forza di rialzarci davanti
alle difficoltà. Questo grazie al nostro direttore, don Antonino
Scucces, per gli amici Ninì: il padre di tutti noi.
Si, padre. Perché l’affetto e l’amore che lui manifesta per ognuno
di noi ragazzi è indescrivibile, inestimabile.
Il suo spirito e le sue volontà sono sempre vive in noi.
La più grande ricchezza per te è sempre stata la vita in ogni sua
sfaccettatura; il tuo grande carisma, altruismo, la tua grande fede e
umiltà, il tuo sorriso: sono i più bei doni che abbiamo mai ricevuto
nella nostra vita e faremo di questi un grande tesoro.
Si. Perché ci hai insegnato a credere in noi e negli altri, e siamo sicuri
del fatto che veglierai e pregherai in eterno per ognuno dei
tuoi figli.
Molte volte ci hai detto che qualcuno sarebbe dovuto venire per
“sostituirti” e noi non ne volevamo sentire, ci nominavi spesso un
prete degno di portare avanti la tua missione. Stai sereno, sarà il
benvenuto, saremo lieti di dimostrare che dai frutti si riconosce
l’albero.
Amici cari, vogliamo dirvi un’ultima cosa: quando crediamo che è
ingiusto averlo perso, consoliamoci pensando alla fortuna che abbiamo
avuto nell’averlo incontrato e facciamo tutti tesoro di ogni
suo insegnamento. In questo modo lo avremo sempre vicino.
Dobbiamo essere forti, questa è una delle dure prove a cui la vita ci
sottopone. Facciamo sempre in modo che Ninì sia fiero di noi.
Ninì, dal profondo del cuore ti auguriamo Buona Vita.
Sarai sempre con noi.

e tantissime altre

salvo ha detto...

Nella Vita ci sono persone che lasciano l'impronta del loro lavoro, della loro dedizione, per quanto hanno fatto o ci hanno insegnato. Uno di questi e' stato sicuramente Don Nini Scucces, Direttore del centro di recupero "Casa Nazareth" di Viagrande (CT) si puó sicuramente definire un "eroe moderno" che grazie alla sua determinazione e voglia di diffondere "l'amore per la vita" e' riuscito ad aiutare per oltre 40 anni tanti giovani sbandati e disperati. Quando si crea un vuoto di valori, diceva, nasce l'angoscia, e dietro un ragazzo angosciato c'e' quasi sempre un senso di solitudine con un bisogno di comprensione, di amicizia e di affetto. Con passione e fiducia in tutti noi gente comune Don Nini ha cercato di colmare questo vuoto con quei valori cristiani che sono alla base della civiltà umana, spesso riuscendovi innescando un meccanismo di autosoccorso. Ogni persona che riusciva ad uscire dal tunnel si impegnava ad aiutare gli altri diventando testimone di una strada percorribile e solidale in cui Don Scucces era riferimento testimone e guida spirituale.
Piccolo grande sacerdote, per quanto ha fatto sarà sempre nei nostri cuori, perché ha lasciato "il segno". Grazie Don Nini!

Antonio ha detto...

Non ho mai letto parole più accorate e più "sentite" di queste!!!!!
Traspare il fortissimo senso di verità e di commozione da esse e chi le ha scritte è davvero investito di una luce particolare.
Voi che lo avete conosciuto avete fatto in modo di farlo conoscere anche a chi, mea culpa, non ne ha mai sentito parlare. E' pressochè iperdonabile sapere che una persona del genere abbia vissuto a Gela e la quasi maggioranza dei suoi abitanti ne era allo scuro.
Mi piace l'idea dell'eroe moderno che ne ha dato salvo, questa terra ne piena; è stupefacente il ricordo che ne ha dato l'anonimo che ha lasciato quello stupendo commento: noon so se tu lo abbia conosciuto (non lo specifichi nel tuo commento, ma chiunque tu sia il percorso che ti ha spitno a delle parole così accorate e "sentite" è chiaro a tutti. E non importa se, magari, siano commenti presi da altri o parole tue, le parole non sono di chi le scrive ma di chi le "sente" e li pronuncia. Davvero mi avete turbato con i vostri commenti.

Emanuele ha detto...

Alcuni uomini diventano immortali perché lasciano tracce di se indelebili o che si prolungano nel tempo. Chi potrebbe dire che, ad esempio, Dante Alighieri sia morto? Visto che le sue opere sono amate e studiate in tutto il mondo? Don Ninì, era uno di questi. Come possiamo dire che è morto quando la sua energia ancora circola nei nostri cuori? Potremmo, certamente, come abbiamo fatto con molti altri uomini di grande levatura farli morire due volte, cioè, dimenticandoci di loro o facendo in modo che ciò che hanno costruito fallisca miseramente. Questo rischio c’è anche adesso per questo prete così poco convenzionale. Il rischio è quello di dimenticare il suo lascito.
Per questo lanciamo l'iniziativa di dedicare uno dei costruendi palazzetti dello sport a questo straordinario esempio di coraggio e di impegno sociale.
Ho saputo che gli exallievi e gli amici hanno gia provveduto a raccogliere in maniera non ufficiale le firme.
Ecco questo è il momento per lanciare questa giniziativa
a presto faro avere notizie a chi è interessato
grazie

Nuccio ha detto...

Sono d'accordo con te Emanuele, è ol momento davvero di lanciare questa iniziativa. Ed è un'iniziativa nobile. Bella idea!
Abbiamo avuto una persona che ha fatto tantissimo per lo sport, quando qui lo sport era solo calcio e solo Terranova. Con le sue piccole idee ha fatto grande il movimento sportivo. Ma è solo un lato di don Ninì...