lunedì 14 aprile 2008

"Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi!"

Tra poco si saprà nelle mani di chi saranno L’Italia e la Sicilia. Ancora poche ore.
Saranno ore d’attesa nella speranza della fine di un periodo di ingovernabilità regionale –oltre che nazionale- che dovrà portare la Sicilia a e l’Italia fuori dal pantano in cui è rimasta invischiata, restituendo fiducia (?) a tutti noi.
Questa volta, infatti, chi vincerà dovrà dimostrare ad ogni cittadino di saper mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, affrontando senza più scuse e ritardi l’orribile olezzo che deriva dal nostro futuro. Se ciò non accadesse sarebbe un grave fallimento al quale stavolta nessuno potrà trovare giustificazioni, sarebbe la prova che tutto questo rinnovamento di uomini e di partiti sbandierato da sinistra e la riproposizione di idee di governo valide sbandierata da destra sono state l’ennesima promessa non mantenuta verso un paese che mostra una sempre più crescente insofferenza e delusione nei confronti della classe politica in tutta la sua interezza. Sarebbe come dar vita ad una frase scritta da Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, occorre che tutto cambi…”
Veltroni o Berlusconi, Finocchiaro o Lombardo sono uniti da un unico destino: lavorare molto e “controcorrente” per far diventare la loro azione di governo la migliore possibile, lavorando anche con l’opposizione in modo trasparente e determinante. L’Italia e la Sicilia non possono permettersi di restare indietro, perché dinanzi ad una situazione come la nostra, carica di nubi nere e dense, il dinamismo che mostrano i paesi dell’area Euro ci ammonisce che queste elezioni non possono tradursi –ancora una volta- in un ulteriore siparietto dai toni grotteschi!
E questo discorso riguarda soprattutto la nostra regione, che da adesso in poi deve essere considerata una risorsa piuttosto che una palla al piede!
Mantenere la Sicilia in una situazione di sottosviluppo, richiama vecchi modi di governare degli antichi romani, il cui Impero fece splendere la sua capitale ricchissima e sfarzosa, mantenendo nella pressoché totale povertà una provincia dalla quale tuttavia succhiava le migliori risorse! Vi ci riconoscete? Davanti a ciò, non possiamo sottacere ancora a lungo le gravissime colpe dei governi nazionali, emulati e anche bene dai governi e governicchi regionali. Governi che hanno fatto crescere disordinatamente l'economia guardando passivamente al peggioramento continuo della qualità dei servizi , senza mai intervenire per eliminare le cause del nostro disagio sociale. Ai governi nazionali hanno sempre partecipato deputati, ministri e sottosegretari siciliani: dove si son trovati questi signori mentre si duscuteva dei destini della Sicilia?
Adesso non abbiamo più nemmeno questi…
Questa riflessione mi fa arrivare alla causa principale del grave stato di salute della Sicilia ed in particolare di Gela: la carenza professionale, l'incapacità congenita, la disonestà intellettuale, e l'abitudine della classe politica gelese e siciliana in genere di trattare la cosa pubblica come cosa privata! I politici siciliani che in questo periodo hanno avuto il primato della politica, hanno anche il primato della responsabilità! La responsabilità del non fare, della prevalenza degli interessi privati su quelli collettivi, la responsabilità del non progettare.
Dunque chiunque governi, a Palazzo dei Normanni come a Palazzo Chigi, è avvertito: non sono più ammessi errori!
E sarebbe uno sbaglio ancora più grave quello di bruciare il tempo inutilmente, perché a noi non ce ne frega nulla dei litigi fra i politici che richiamano a diverbi tra vecchie comari di cortile, ma interessano le concrete possibilità di lavorare, sudare e… essere considerati!
Far perdere occasioni e risorse mentre tutto il mondo va avanti sarebbe il vero errore che nessuno di noi potrà mai perdonare! A nessuno!
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8 commenti:

Anonimo ha detto...

Nessuno di noi potrà perdonare tutti quei gelesi che hanno votato ancora una volta Speziale!
C H E S C H I F O !!!!!!!

Anonimo ha detto...

io sono schiafato dai miei concittadini siciliani che si sono arresi una volta di più al clientelismo che era di Cuffaro e ora è di quel mafioso di Lombardo. IL 65% è andato a Berlusconi, complimenti. IO POLITICAMENTE NON SENTO DI APPARTENERE ALL'ITALIA E TANTOMENO ALLA SICILIA. Godetevi Berlusconi, è il vostro prezzo ... vedremo.

Giusy ha detto...

Dopo la relazione sul debito pubblico e sull'avanzo primario che ha postato Gianni, sinceramente mi aspettavo dei commenti, ma ancora di più mi aspettavo che qualcuno si fosse ravveduto e avesse evitato di votare Berlusconi. Ma, come vado dicendo fin dal primo post in questo blog, MAI SOPRAVVALUTARE NOI SICILIANI!!!!!!

nunzio ha detto...

Che devo dire!!!
Sono deluso, io ho votato Enrico Ascia, ma i gelesi gli hanno dato poco più di 2000 voti. Mentre hanno preferito uno che sistema la figlia e il genero al Banco di Sicilia appena uscita dalle scuole superiori, uno che non sa fare un intervista senza ripetere le stesse parole, che fa feste e festini, regala soldi pubblici al gela Calcio e alle associazioni sportive, che fa 10 carri e gli regala 500.000 Euro, ed altro che è un bravo ragazzo, ma che non ha fatto proprio niente.
Auguri a tutti, io cambio paese e residenza

Gianni Marchisciana ha detto...

Nunzio, hai scelto la via più breve!!!!
Io non cambio città e residenza... io rimango e... cerco di cambiare le cose!!!
Auguri anche a te, Nunzio.

Anonimo ha detto...

è bello lo spot col fiscaletto

nicola ha detto...

con 3 deputati Gela non avrà poblemi

Anonimo ha detto...

I problemi li avranno i tre deputati!