lunedì 17 agosto 2009
sabato 18 luglio 2009
Gela: aumentano i tumori
Si chiama Sebiomag. E' uno studio commissionato dall'assessorato regionale al territorio per ricercare nel sangue e nelle urine di un campione di cittadini di Gela, Butera e Niscemi, la presenza di metalli pesanti e pesticidi. Presenti esponenti dell'Osservatorio Epidemiologico Regionale, della Fondazione Maugeri, il dirigente dell'Ufficio speciale aree a rischio , il sindaco di Butera, gli assessori comunale e provinciale all'Ambiente, i dott. Pino Piva, Lillo Buttiglieri e Salvatore Migliore per l'Asl 2.
Oltre a Sebiomag sono stati presentati vari studi su Gela. Lo studio descrittivo della mortalità nel periodo 1995 - 2002 e dei ricoveri ospedalieri nel 2001 - 2007 ha tracciato un profilo dello stato di salute della popolazione residente a Gela, Niscemi e Butera confrontata con quelli della Regione.
E' emerso che a Gela la mortalità è più elevata dell'atteso per cause tumorali e non soprattutto negli uomini. Più eccessi di mortalità, più eccessi di ricoveri a Gela.
Un altro studio sulla mortalità di lavoratori del petrolchimico ha evidenziato un aumento significativo di morti per cancro polmonare fra chi lavora e risiede a Gela rispetto a chi vi lavora ma risiede altrove. Gli studiosi sostengono che questo dato suggerisce un ruolo dell'inquinamento atmosferico come causa di questa patologia e chiedono la messa a punto a Gela di un adeguato sistema di monitoraggio dell'aria. Gli operai hanno un incidenza più rilevanti di ricoveri ospedalieri rispetto agli impiegati.
Rilevanti sono i dati sui ricoveri per malattie cardiovascolari e respiratorie acute, della pneumoconiosi cioè le affezioni da polveri nei polmoni tra gli uomini, sulla broncopneumopatia cronica ostruttiva che ammette una causa professionale nel 20- 30% dei casi, sulla nefrite e le nefrosi riconducibili all'esposizione al mercurio. E' stato evidenziato che va approfondita la prevalenza della patologia renale tra gli ex lavoratori del clorosoda.
L'attenzione era puntata però su Sebiomag perchè è la prima volta che si fa uno studio cercando metalli pesanti e pesticidi legati alle attività industriali ed agricole nel sangue dei residenti. Lo studio ha riguardato 250 persone di entrambi i sessi, si età tra 20 e 44 anni, residenti di cui 118 a Gela , 29 a Butera e 39 Niscemi estratti a sorte. Hanno partecipato anche 76 volontari.
Risultato: c'è un'esposizione diffusa da arsenico con alcuni valori singoli alti molto superiori rispetto a quelli riscontrati in popolazioni non esposte in ambito lavorativo o in circostanze accidentali. L'esposizione ad arsenico appare recente, è maggiore negli uomini e in chi fa uso di pesce e verdura o acqua di acquedotto. L'arsenico è cancerogeno e la fonte di esposizione va meglio ricercata ma è chiaro che sotto accusa è la contaminazione ambientale (l'acqua, la terra, l'aria e i cibi) causata dagli scarichi industriali a mare e nel sottosuolo.
Il prof. Fabrizio Bianchi (Cnr) ha evidenziato che saranno ripetute le analisi su quei soggetti in cui è stata rilevata un'altissima concentrazione di arsenico per poter capire di che tipo di arsenico si tratto e sarà approfondito anche lo studio degli stili di vita. Gli studiosi comunque ritengono che vada anche effettuato un monitoraggio ambientale mirato con particolare attenzione all'arsenico ma va anche rafforzato il sistema di sorveglianza epidemiologica sulla popolazione.
La cosa più importante è, insieme al proseguio degli studi sulle interazioni tra ambiente e salute, quella di bonificare, risanare il territorio eliminando le fonti di esposizione per le comunità.
Se il suolo ed il mare sono inquinati le sostanze nocive entrano nella catena alimentare, se l'aria è avvelenata ci si ammala e si muore più facilmente. [La Sicilia]
mercoledì 8 luglio 2009
Gela: singolare iniziativa dell'Associazione Vox Populi
Particolare interesse ha suscitato l’iniziativa promossa dall’Associazione Culturale Vox Populi di un torneo di calcetto con squadre miste (formate da ragazzi e ragazze) denominato Wo&Man.
Si tratta del primo torneo del genere che si organizza a Gela, e lo si deve alla brillante intuizione della sua organizzatrice, Roberta Alfeo, decisa a sperimentare nuove forme di aggregazione e di divertimento, volte allo stare insieme e allo scambio di idee.
Non nuova a queste iniziative sociali, l’Associazione Vox Populi ha voluto avviare un percorso di educazione a “stare insieme” tra ragazzi e ragazze, in nome dell’amicizia e del rispetto reciproco, in uno scenario di sano agonismo sportivo. Il clima di amicizia che si è creato durante il torneo ha fatto germogliare lo spirito di collaborazione tra tutti i partecipanti che si son ripromessi tutti insieme di avviare altre iniziative sociali che coinvolgano tutti quei ragazzi che hanno voglia di spendersi e di creare qualcosa di diverso e di costruttivo.
“Abbiamo voluto creare qualcosa che mancava qui a Gela –afferma Roberta Alfeo, l’organizzatrice- Si erano visti tornei femminili ma mai dei tornei con squadre miste. Il successo dell’iniziativa è andato oltre le nostre aspettative, tanto che stiamo già pensando all’organizzazione di un altro torneo invernale. I ragazzi hanno capito subito lo spirito che animava il torneo –aggiunge - non lasciandosi prendere troppo dall’agonismo in alcuni casi inevitabile. Abbiamo anche introdotto il sistema delle votazioni sugli spalti per coinvolgere soprattutto gli spettatori che, con il loro voto, hanno decretato la miglior giocatrice e la giocatrice più simpatica”.
Grande e inaspettata la risposta del pubblico, che non ha voluto mancare a questa novità assoluta per Gela, accompagnando con il loro incitamento tutte le squadre partecipanti ed esultando ad ogni gol segnato da qualsiasi squadra.
Il primo torneo Wo&Man è stato vinto dalla squadra I Fantastici 5 che in finale ha battuto la squadra dei Delirius con punteggio di 6-3. Il premio come capocannoniere del torneo è andato ad Alessandra Tosto, mentre il premio per la migliore giocatrice, votata dal pubblico, è andato a Lorena Tilaro. Inoltre, è stato assegnato un premio speciale alla giocatrice più simpatica, sempre votata dal pubblico, vinto da Roberta A. della squadra dei Clown.
Il presidente della Vox Populi, Massimiliano Tuccio invitando tutti quanti ad inscrivere la propria squadra al torneo autunnale.
Si tratta del primo torneo del genere che si organizza a Gela, e lo si deve alla brillante intuizione della sua organizzatrice, Roberta Alfeo, decisa a sperimentare nuove forme di aggregazione e di divertimento, volte allo stare insieme e allo scambio di idee.
Non nuova a queste iniziative sociali, l’Associazione Vox Populi ha voluto avviare un percorso di educazione a “stare insieme” tra ragazzi e ragazze, in nome dell’amicizia e del rispetto reciproco, in uno scenario di sano agonismo sportivo. Il clima di amicizia che si è creato durante il torneo ha fatto germogliare lo spirito di collaborazione tra tutti i partecipanti che si son ripromessi tutti insieme di avviare altre iniziative sociali che coinvolgano tutti quei ragazzi che hanno voglia di spendersi e di creare qualcosa di diverso e di costruttivo.
“Abbiamo voluto creare qualcosa che mancava qui a Gela –afferma Roberta Alfeo, l’organizzatrice- Si erano visti tornei femminili ma mai dei tornei con squadre miste. Il successo dell’iniziativa è andato oltre le nostre aspettative, tanto che stiamo già pensando all’organizzazione di un altro torneo invernale. I ragazzi hanno capito subito lo spirito che animava il torneo –aggiunge - non lasciandosi prendere troppo dall’agonismo in alcuni casi inevitabile. Abbiamo anche introdotto il sistema delle votazioni sugli spalti per coinvolgere soprattutto gli spettatori che, con il loro voto, hanno decretato la miglior giocatrice e la giocatrice più simpatica”.
Grande e inaspettata la risposta del pubblico, che non ha voluto mancare a questa novità assoluta per Gela, accompagnando con il loro incitamento tutte le squadre partecipanti ed esultando ad ogni gol segnato da qualsiasi squadra.
Il primo torneo Wo&Man è stato vinto dalla squadra I Fantastici 5 che in finale ha battuto la squadra dei Delirius con punteggio di 6-3. Il premio come capocannoniere del torneo è andato ad Alessandra Tosto, mentre il premio per la migliore giocatrice, votata dal pubblico, è andato a Lorena Tilaro. Inoltre, è stato assegnato un premio speciale alla giocatrice più simpatica, sempre votata dal pubblico, vinto da Roberta A. della squadra dei Clown.
Il presidente della Vox Populi, Massimiliano Tuccio invitando tutti quanti ad inscrivere la propria squadra al torneo autunnale.
Nella foto, Massimiliano Tuccio, presidente Vox Populi, premia la squadra vincitrice I Fantastici 5, formata da: Alessandra Tosto (capocannoniere del torneo), Giulia Di Dio, Serena Cascino, Agatino Pasqualino, Giuseppe Di Dio.
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giovedì 2 luglio 2009
Consigliere comunale di Gela si rivolgeva alla mafia
Imponevano a tappeto agli imprenditori di Gela il pagamento di tangenti alla mafia, ma anche l'assunzione di operai e la fornitura di materiali.
Il dato emerge dall'indagine che questa mattina ha portato la polizia ad eseguire dodici ordini di custodia cautelare, emessi dal gip del Tribunale di Caltanissetta. Si tratta di indagati ritenuti affiliati alla famiglia gelese degli "Emmanuello".
I provvedimenti sono stati notificati in carcere ad undici indagati, mentre uno è agli arresti domiciliari. L'accusa per loro è di associazione mafiosa ed estorsione continuata e aggravata, in danno di commercianti ed imprenditori di Gela.
L'operazione, denominata "Cerberus", è stata condotta da agenti della Squadra mobile di Caltanissetta, del Commissariato di polizia di Gela e della Questura di Brescia. L'inchiesta è coordinata dal procuratore Sergio Lari, dall'aggiunto Domenico Gozzo e dal sostituto della Dda, Nicolò Marino.
L'indagine fa parte della ricerca del boss latitante Daniele Emmanuello, morto mentre tentava di fuggire dal covo in cui si era rifugiato nel dicembre 2007 nelle campagne di Enna. Il giudice ha ordinato il sequestro di due imprese edili gestite dalle cosche, mentre è stato svelato il ruolo di vertice delle donne della famiglia Emmanuello e soprattutto sono stati intercettati uomini politici e professionisti che si rivolgevano ai capimafia per dirimere situazione controverse.
La polizia ha arrestato l'imprenditore Sandro Missuto, 31 anni, di Gela, titolare delle due imprese edili che sono state sequestrate su ordine della magistratura. L'uomo è accusato di far parte di Cosa nostra a Gela e di essere vicino alla famiglia degli Emmanuello. In un "pizzino" trovato nell'esofago del latitante Daniele Emmanuello, durante l'autopsia, vi era scritto il nome di Missuto, che avrebbe dovuto occuparsi di un lavoro lungo il tratto autostradale della Salerno-Reggio Calabria. L'indagine della Dda di Caltanissetta ha rivelato l'esistenza di un "connubio affaristico" tra Missuto e la ditta "Safab spa", che ha sede a Roma, e in Sicilia negli ultimi anni si è aggiudicata appalti di importanti opere pubbliche, in particolare: il parcheggio multipiano davanti al palazzo di giustizia di Palermo e il termovalorizzatore di Bellolampo. Gli uffici dei cantieri di Palermo della Safab sono stati perquisiti dalla polizia. In passato sulla Safab gli investigatori avevano svolto accertamenti nell'ambito dell'inchiesta sulla strage in cui venne ucciso Paolo Borsellino perché in via D'Amelio la ditta aveva alcuni uffici.
A guidare il clan Emmanuello ci sarebbe una donna di 81 anni, Calogera Pia Messina, chiamata "Zì Calina". È l'anziana madre di Daniele Emmanuello, il boss latitante, ucciso dalla polizia nel dicembre del 2007, durante le concitate fasi della cattura, in un covo localizzato nelle campagne di Enna. Un vero e proprio "capo carismatico" in abiti femminili, che è indagato per associazione mafiosa. La polizia sostiene che a lei viene periodicamente consegnata la quota parte degli incassi illeciti della "famiglia"; da lei gli affiliati attendono ordini; a lei si rivolgono le vittime del racket e persino uomini politici!
In un'intercettazione telefonica, un consigliere comunale di Gela le chiede di intervenire con tutta la sua autorevolezza perché il proprio fratello, imprenditore, in regola coi pagamenti al racket, era stato picchiato ed aveva subito un'estorsione da un mafioso, Angelo Bassora, la cui moglie (sua dipendente) era stata da lui licenziata per assenteismo. "Zì Calina" non promette nulla, anzi dice che non può fare niente, ma poi, secondo gli investigatori, chiama un suo mafioso di fiducia e gli ordina di intervenire presso il Bassora. [La Sicilia]
E NOI STIAMO ANCORA QUI A PARLARCI ADDOSSO...
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domenica 28 giugno 2009
Jacko is dead? Long Life to Jacko...
Non c'entra nulla con Gela, non c'entra nulla con quseto Blog, e forse non c'entra nulla con me stesso... ma non si può far finta di nulla!
Jacko non c'è più, e con lui non c'è più il Re della musica Pop.
Almeno questa è l'opinione diffusa.
La mia opinione è ben diversa.
Un artista che ha trasformato la musica in passi danzanti, che ha oscurato l'importanza delle parole e della musica stessa con i suoi passi innovativi, coi suoi passi sussultori, con il famoso Moon Walker con il quale tutti ci siamo cimentati almeno una volta nella vita! Per lo meno quelli della mia età...
Forse è vero che sia stato il Re del Pop, se al Pop si dà la valenza che esso descrive: popolare. Ma nulla più!
Perdonatemi se vado controcorrente e se urto la sensibilità di alcuni... ma io questo grande genio della musica non l'ho mai visto in Michael Jackson!
Non gli ho mai visto suonare uno strumento, non ho mai notato nei suoi testi quella scintilla capace di aprire orizzonti fino ad allora mai scorti, ha solo coreografato musica e testi che, senza la sua coreografia, si sarebbero persi nel dimenticatoio dove risiedono le comete...
Merito che gli riconosco è quello di aver aperto una nuova strada nel campo dei videoclip, che con lui sono diventati dei veri e propri cortometraggi. Ma accanto aveva Jhon Landis... non proprio l'ultimo arrivato!
Molta elettronica nella sua musica, anzi, nelle sue canzoni, visto che lui di musica non ne masticava... Molto sintetizzatore, e pochi strumenti musicali. Vogliamo davvero farci trascinare dal gorgo di sentimentalismo che ha assalito tutto il mondo per la scomparsa di Jacko? O vogliamo per un momento fermarci e analizzare le cose da un altro punto di vista? Avete notato che quando muore qualcuno siamo tutti lì pronti a dire: "era un grand'uomo"! Tutti! Sempre!
Facile. Troppo facile!
Per me Jacko non fu un grand'uomo! Non so nemmeno se fu un uomo... ma questo non cambierebbe la mia vita. Cambierebbe la mia vita farmi trascinare da questo vortice di perbenismo e incensiatorio che si è creato attorno al suo nome.
Un artista diventa unico quando crea qualcosa che rimane nel tempo: lui ha creato il Moon Walker e un nuovo modo (faraonico) di cantare, ha creato un nuovo modo di fare videoclip... MA NON HA CREATO UN NUOVO MODO DI FAR MUSICA!
Quello è stato un privilegio di pochi... tre dei quali sono morti a 27 anni! E chi di musica un poco ne mastica... sa a chi mi riferisco!
Per quanto mi riguarda, i geni della musica sono altri. Omettendo i 27enni scomparsi, ne rimangono pochi, davvero pochi. Ma non voglio star qui a dirvi chi sono, altrimenti non ne usciamo più. Anche se chi mi conosce sa a chi mi riferisco...
Adesso sono tutti lì ad ascoltare e a guardare i video di Thriller, Billie Jean, Bad, Black and White, o We're The world, Man In The Mirror, o Somebody's Watching Me (questa se la ricorderanno in pochi...), io preferisco ricordarlo con un altro brano, quello che l'ha consacrato come solista, anche se in questo video che ho postato è presente quasi tutto il suo repertorio video, per non far torto a nessuno...
Dunque il mio omaggio a questo grande personaggio (perchè comunque grande lo è stato) è lo stesso augurio che faccio a tutto voi, che si traduce con le parole del titolo di quel brano: NON FERMARTI FINCHE' NON NE HAI ABBASTANZA.
domenica 21 giugno 2009
Gela: Turismo ad una svolta?
Ancora una volta la città di Gela diventa teatro di ritrovamenti di importanti reperti archeologici.
Sembra sia stata portata alla luce una sorta di “vena” aurea che non fa altro che regalarci testimonianze dell’epoca sottoforma di anfore e altri reperti. Il futuro Museo del Mare che si sta prospettando a Gela… praticamente si sta costruendo da solo!
Ma per la promozione del turismo a Gela, ho come l’impressione che i nostri politici/amministratori vogliano perdere tempo su un caso che invece ha urgenza di essere attenzionato. Tutti lamentano l’eterna promessa incompiuta che rappresenta il turismo, il mancato decollo definitivo di questa risorsa immensa che il nostro territorio offre, ma contestualmente non si fa abbastanza sul serio affinché esso diventi il nostro cavallo di battaglia. Certo, bisognerebbe rivalutare le zone che possono essere oggetto di turismo, non possiamo pretendere di trovare tutto già fatto, altrimenti che rivalutazione sarebbe? La rivalutazione turistico-archeologica potrebbe significare il miracolo di Gela che tutti aspettiamo, il decollo definitivo, con nuove attività commerciali e pubblicità per i nostri luoghi.
Se le cose fossero fatte per bene, si creerebbe quello sviluppo che proietterebbe Gela verso quella definitiva consacrazione come attrazione turistica che meritano i nostri paesaggi e la nostra storia. Se le cose invece sono fatte male si creerebbe quella confusione e quell’aria di “paesone” cha ha tutt’oggi la nostra città. Una città senza organizzazione, con gli uffici turistici del Comune che sono sprovvisti di una guida pieghevole, di quelle brochure che guidano il turista tra le attrazioni paesaggistiche.
Sembra sia stata portata alla luce una sorta di “vena” aurea che non fa altro che regalarci testimonianze dell’epoca sottoforma di anfore e altri reperti. Il futuro Museo del Mare che si sta prospettando a Gela… praticamente si sta costruendo da solo!
Ma per la promozione del turismo a Gela, ho come l’impressione che i nostri politici/amministratori vogliano perdere tempo su un caso che invece ha urgenza di essere attenzionato. Tutti lamentano l’eterna promessa incompiuta che rappresenta il turismo, il mancato decollo definitivo di questa risorsa immensa che il nostro territorio offre, ma contestualmente non si fa abbastanza sul serio affinché esso diventi il nostro cavallo di battaglia. Certo, bisognerebbe rivalutare le zone che possono essere oggetto di turismo, non possiamo pretendere di trovare tutto già fatto, altrimenti che rivalutazione sarebbe? La rivalutazione turistico-archeologica potrebbe significare il miracolo di Gela che tutti aspettiamo, il decollo definitivo, con nuove attività commerciali e pubblicità per i nostri luoghi.
Se le cose fossero fatte per bene, si creerebbe quello sviluppo che proietterebbe Gela verso quella definitiva consacrazione come attrazione turistica che meritano i nostri paesaggi e la nostra storia. Se le cose invece sono fatte male si creerebbe quella confusione e quell’aria di “paesone” cha ha tutt’oggi la nostra città. Una città senza organizzazione, con gli uffici turistici del Comune che sono sprovvisti di una guida pieghevole, di quelle brochure che guidano il turista tra le attrazioni paesaggistiche.
E’ così che si favorisce il turismo?
No, cosi non lo si favorisce. Arrivano turisti da ogni dove e trovano i siti archeologici chiusi… dopo aver fatto migliaia di kilometri per venirli a visitare!
Ma sembra che il pensiero comune sia: “tanto si campa lo stesso”!
Ma sembra che il pensiero comune sia: “tanto si campa lo stesso”!
Occorre passare con la divulgazione di queste brochure pieghevoli se vogliamo favorire il turismo, dei pieghevoli che parlino di Gela, di Manfria, delle mura greche (uniche nel bacino del mediterraneo), dell’Acropoli, del Castelluccio, della nave greca, degli ultimi ritrovamenti.
Bisogna creare dei circuiti turistici che facciano scoprire al visitatore non solo i luoghi e i monumenti, ma anche la cucina nostrana, le nostre tradizioni, il nostro artigianato (ci sono molti piccoli artigiani che chiedono solo di mostrare al mondo le loro “creature”).
Tutto ciò non è un corpo estraneo al turismo: è tutto collegato. Compreso, purtroppo, quei paesaggi a ridosso del mare violentati dall’abusivismo edilizio! A tal proposito, dobbiamo metterci in testa che aumentare le entrate comunali con opere di urbanizzazione o con la trasformazione di terreni agricoli in aree edificabili non può più essere la soluzione principe per risanare le casse comunali. E per fortuna questo lo si è capito da un pezzo, anche se qualcuno ancora si ostina a costruire abusivamente villette a ridosso del mare, come hanno raccontato le recenti cronache...
Tutto ciò non è un corpo estraneo al turismo: è tutto collegato. Compreso, purtroppo, quei paesaggi a ridosso del mare violentati dall’abusivismo edilizio! A tal proposito, dobbiamo metterci in testa che aumentare le entrate comunali con opere di urbanizzazione o con la trasformazione di terreni agricoli in aree edificabili non può più essere la soluzione principe per risanare le casse comunali. E per fortuna questo lo si è capito da un pezzo, anche se qualcuno ancora si ostina a costruire abusivamente villette a ridosso del mare, come hanno raccontato le recenti cronache...
Inoltre, Gela si potrebbe proporre come Centro Universitario Specialistico per lo studio dell’Archeologia… e non solo dal punto di vista locale o regionale, ma potrebbe diventare un centro mondiale! Abbiamo i mezzi, abbiamo le risorse naturali… cerchiamo le risorse umane! Non vedo perché i nostri beni archeologici debbano andare in altre città e non fungere da fulcro verso l'elevazione della nostra città a Centro Universitario Archeologico!
Occorre soltanto che noi gelesi ci crediamo per primi.
Occorre soltanto che noi gelesi ci crediamo per primi.
Si creerebbe sviluppo e lavoro. Sviluppo e lavoro che a Gela da oltre 40 anni sono un connubio monopolizzato dallo stabilimento petrolchimico! Sembra che a volte non riusciamo a vedere al di là del nostro naso, o forse non vogliamo vedere!
Ma di che abbiamo paura?
C'è qualcuno che abbia il coraggio di intestarsi questa battaglia?
Ma di che abbiamo paura?
C'è qualcuno che abbia il coraggio di intestarsi questa battaglia?
Bisogna voltare pagina, bisogna guardare in direzioni prima seminascoste da troppa "abitudine" e da troppa faziosità.
Siamo ad una svolta: abbiamo bisogno introdurre il nuovo senza copiare il vecchio, essere fieri di ciò che abbiamo e, soprattutto, farlo sapere al resto del mondo!
Siamo ad una svolta: abbiamo bisogno introdurre il nuovo senza copiare il vecchio, essere fieri di ciò che abbiamo e, soprattutto, farlo sapere al resto del mondo!
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lunedì 15 giugno 2009
Turismo: Anno zero!
Nessuna classe politica e dirigente è riuscita a trasformare una vera e grande risorsa che il nostro territorio possiede, in ricchezza economica, sociale, occupazionale e culturale.
Siamo allora all'anno zero!
E’ questo il responso, clamoroso sino a un certo punto, di una sessione sondaggistica con cui l’associazione VOX POPULI di Gela ha voluto sondare l’umore della città rispetto alla capacità del territorio di promuoversi e di fare turismo.
Si continua a fare turismo spontaneo e non progettato...
Il giudizio sul grado di cultura dell’accoglienza mostrato a vario titolo dagli operatori economici, ha palesato un risultato incontrovertibile: tutti ad esprimere un parere negativo per come viene offerta l’immagine della città.
Tutti ad auspicare una nuova vocazione turistica della costa gelese e l’assoluta necessità di provvedere a modificare l’impianto socio-economico per puntare a un modello di sostenibilità che, a partire dalla valorizzazione del patrimonio archeologico e naturalistico, facesse da volano ad una rinnovata ed importante ripresa economica .
È l’ennesima dimostrazione di come, se davvero si volesse rendere Gela competitiva rispetto alle altre mete turistiche siciliane e non solo, si dovrebbe necessariamente cambiare marcia.
“Prima tappa, obbligata e fondamentale, offrire a chi sceglierebbe la meta locale un ampio ventaglio di cortesia, disponibilità e convenienza –afferma Massimiliano Tuccio, presidente Vox Populi. Si deve creare sinergia tra il Comune, la Provincia la Regione e gli imprenditori del settore, affinché il turismo produca, nel rispetto dell’ambiente, ricchezza ed occupazione.
Non è più tempo di viaggi promozionali o gite turistico-istituzionali senza un disegno concreto e strategico di sviluppo del territorio.
Non è più tempo di sprecare risorse ed energie.
E, soprattutto, non è più tempo di aspettare: il territorio in cui vogliamo vivere domani lo si deve costruire adesso.
La responsabilità è di tutti: amministratori locali, imprenditori, operatori turistici, operatori economici, operatori sociali e culturali e aggiungo anche di noi cittadini.
Ognuno per la propria parte di responsabilità.
Non c’è mai stato un piano innovativo e concreto di promozione turistica, di comunicazione dei beni e degli eventi culturali”.
Abbiamo una sola terra da condividere: non basta stare a guardare.
Noi crediamo fermamente nelle risorse di questo territorio e nella sua vocazione turistica.
Siamo allora all'anno zero!
E’ questo il responso, clamoroso sino a un certo punto, di una sessione sondaggistica con cui l’associazione VOX POPULI di Gela ha voluto sondare l’umore della città rispetto alla capacità del territorio di promuoversi e di fare turismo.
Si continua a fare turismo spontaneo e non progettato...
Il giudizio sul grado di cultura dell’accoglienza mostrato a vario titolo dagli operatori economici, ha palesato un risultato incontrovertibile: tutti ad esprimere un parere negativo per come viene offerta l’immagine della città.
Tutti ad auspicare una nuova vocazione turistica della costa gelese e l’assoluta necessità di provvedere a modificare l’impianto socio-economico per puntare a un modello di sostenibilità che, a partire dalla valorizzazione del patrimonio archeologico e naturalistico, facesse da volano ad una rinnovata ed importante ripresa economica .
È l’ennesima dimostrazione di come, se davvero si volesse rendere Gela competitiva rispetto alle altre mete turistiche siciliane e non solo, si dovrebbe necessariamente cambiare marcia.
“Prima tappa, obbligata e fondamentale, offrire a chi sceglierebbe la meta locale un ampio ventaglio di cortesia, disponibilità e convenienza –afferma Massimiliano Tuccio, presidente Vox Populi. Si deve creare sinergia tra il Comune, la Provincia la Regione e gli imprenditori del settore, affinché il turismo produca, nel rispetto dell’ambiente, ricchezza ed occupazione.
Non è più tempo di viaggi promozionali o gite turistico-istituzionali senza un disegno concreto e strategico di sviluppo del territorio.
Non è più tempo di sprecare risorse ed energie.
E, soprattutto, non è più tempo di aspettare: il territorio in cui vogliamo vivere domani lo si deve costruire adesso.
La responsabilità è di tutti: amministratori locali, imprenditori, operatori turistici, operatori economici, operatori sociali e culturali e aggiungo anche di noi cittadini.
Ognuno per la propria parte di responsabilità.
Non c’è mai stato un piano innovativo e concreto di promozione turistica, di comunicazione dei beni e degli eventi culturali”.
Abbiamo una sola terra da condividere: non basta stare a guardare.
Noi crediamo fermamente nelle risorse di questo territorio e nella sua vocazione turistica.
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giovedì 11 giugno 2009
Berlusconi, il terrone
"Atmosfera pesante alla corte del premier alla vigilia dell'incontro in cui Lombardo andrà a chiedere i soldi dei Fas: i consulenti del Cavaliere gli consigliano di non star più dietro al Sud e alla Sicilia sprecando risorse.
Raffaele Lombardo stavolta va da Berlusconi per cantargliele, non per chiedere come sempre qualcosa che, tanto, non arriverà. Il presidente della Regione, forte del suo risultato regionale e del mancato sfondamento del Pdl, nelle prossime ore incontrerà il premier per spiegargli che sul Sud e la Sicilia ha sbagliato tutto e che se vuole rimettere sulla rotta giusta la nave azzurra deve reimpostare il rapporto con il Mezzogiorno. Intanto concedendo subito i 4 miliardi dei Fas, poi accelerando per il progetto esecutivo del Ponte, anzichè vendere come buona la posa della prima pietra sullo Stretto per un progetto che non c'è nei fatti.
Raffaele Lombardo stavolta va da Berlusconi per cantargliele, non per chiedere come sempre qualcosa che, tanto, non arriverà. Il presidente della Regione, forte del suo risultato regionale e del mancato sfondamento del Pdl, nelle prossime ore incontrerà il premier per spiegargli che sul Sud e la Sicilia ha sbagliato tutto e che se vuole rimettere sulla rotta giusta la nave azzurra deve reimpostare il rapporto con il Mezzogiorno. Intanto concedendo subito i 4 miliardi dei Fas, poi accelerando per il progetto esecutivo del Ponte, anzichè vendere come buona la posa della prima pietra sullo Stretto per un progetto che non c'è nei fatti.
E poi tutto il resto.
Ma non si pensi che, nonostante la battuta d'arresto nell'Isola, Berlusconi dirà sì a Lombardo. Perchè basta dare un'occhiata ai giornali che fanno opinione al Centro Nord e nella casa del centrodestra tremontista, per capire che i consiglieri del Cavaliere hanno presentato da una prospettiva profondamente diversa la sconfitta.
-Sei stato troppo terronizzato, ecco perchè il Nord ha scelto la Lega. Ora basta-
E' questo il ritornello con cui stanno catechizzando Berlusconi in queste ore: mandi a quel paese il Sud e la Sicilia, da cui non si cava niente di buono, manco più consensi e punti tutto sul Centro-Nord produttivo e ricco da rilanciare per far ripartire l'economia del paese.
E' questo il ritornello con cui stanno catechizzando Berlusconi in queste ore: mandi a quel paese il Sud e la Sicilia, da cui non si cava niente di buono, manco più consensi e punti tutto sul Centro-Nord produttivo e ricco da rilanciare per far ripartire l'economia del paese.
Ecco in quale clima Lombardo andrà a discutere dei 4 miliardi di Fas che il governo Bossi-Tremonti non ha nessuna intenzione di sganciare. Altro che stop per motivi elettorali per non favorire Vendola in Puglia o Lombardo in Sicilia: gli sghei non li vogliono mollare proprio Castelli e gli altri, perchè sono gli unici con cui possono spendere cash, pagare gli ammortizzatori sociali, fare un po' di buona figura in Abruzzo.
Tanto per esser chiari chi sta ammonendo Berlusconi in queste ore gli ha anche detto:
E' questo il ritornello con cui stanno catechizzando Berlusconi in queste ore: mandi a quel paese il Sud e la Sicilia, da cui non si cava niente di buono, manco più consensi e punti tutto sul Centro-Nord produttivo e ricco da rilanciare per far ripartire l'economia del paese.
Insomma soldi al Nord e il Sud vada via al cul...
Ecco l'atmosfera romana che Raffaele Lombardo troverà a Palazzo Chigi". [Siciliaweb]
Tra i vari governi e governicchi che si son succeduti in Sicilia, questo di Lombardo sembra la caricatura di sè stesso! Ha svenduto tutto ciò che si poteva svendere in Sicilia nonostante sia stato presentato come il salvatore della patria e l'uomo dei "fatti... non parole"!
Non l'hanno fatto i suoi predecessori, ben più illustri di questo semi marziano rinchiuso in una campana di vetro e prigioniero di quelle alleanze che lui stesso ha voluto per (stra)vincere le elezioni, figuriamoci faccia lui rispettare il nostro Statuto anche contro chi in questi giorni pensa di cambiarlo!
Le alleanze si pagano, caro Lombardo!
La fregatura è che a pagarle sono quei selvaggi indigeni che in Sicilia ci abitano e ci vivono...
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venerdì 5 giugno 2009
NOMINA TRUCCATA DEI PRESIDENTI DI SEGGIO E DEGLI SCRUTATORI
Da Antonio Giangrande, presidente Associazione Contro tutte le Mafie, ricevo e pubblico:
Così risulta dall'inchiesta pubblicata su controtuttelemafie.it sito dell'Associazione Contro Tutte Le Mafie.
I cittadini sono chiamati ai seggi per votare - dice il presidente Antonio Giangrande. Diversi nostri concittadini svolgono funzioni di "responsabilità" ai seggi elettorali in qualità di presidenti, segretari e scrutatori di seggio. Ciascun seggio è presieduto da un Presidente, coadiuvato da un segretario e da 4 scrutatori, fra i quali lo stesso presidente ha nominato il suo vice. Ma come funziona il meccanismo elettorale ?
La nomina dei Presidenti di seggio è effettuata dal Presidente della Corte d'Appello competente per territorio tra le persone iscritte all'Albo delle persone idonee all'ufficio di Presidente di seggio elettorale, istituito dalla legge 21 marzo 1990, n. 53.
Ai sensi dell’art. 1, comma 7, gli elettori che desiderano iscriversi nell'Albo delle persone idonee all'Ufficio di Presidente di seggio elettorale devono presentare domanda alla Corte di Appello competente per territorio, per tramite del Sindaco del proprio Comune di residenza entro il 31 ottobre di ogni anno. L'iscrizione dovrebbe essere gratuita e durare a vita e la nomina dovrebbe essere effettuata con imparzialità (sorteggio).
Dov’è il trucco ??
In fase di aggiornamento periodico annuale dell’albo si cancellano i nominativi che per vari motivi non sono degni di farne parte (immotivati rifiuti, gravi inadempienze, ecc.). Cancellazione, spesso, non notificata agli interessati.
In tale fase, e non tutti lo sanno, il comma 9 prevede che si dà preferenza di nomina a chi, più furbo, direttamente in Corte d'Appello ha manifestato nuovo gradimento o formulato ulteriore domanda per l’incarico.
A ciò si aggiunge l’illegale impedimento da parte delle cancellerie ad accludere nuove iscrizioni, perché, secondo loro, l’albo è già pieno.
Non solo. Il Ministero dell’Interno, Dipartimento per gli affari interni e territoriali, Direzione centrale dei servizi elettorali, con Circolare N. 11/2009. Prot. 0000674 Roma, del 20.03.2009, dava le seguenti indicazioni, alla faccia dell’imparzialità.
“Tanto premesso, si reputa opportuno rappresentare all’attenzione delle SS.LL. l’imprescindibile esigenza che la scelta dei presidenti di seggio riguardi, in via prioritaria, quegli elettori che, per i loro requisiti di cultura giuridica e professionalità, ovvero di comprovata capacità e di competenza per aver già svolto in maniera efficace ed efficiente analoghi incarichi, anche solo nella veste di scrutatori o di segretari di seggio, senza però essere mai incorsi in precedenti cancellazioni dal relativo albo o in segnalazioni di disfunzioni varie, garantiscano la massima idoneità all’espletamento dell’incarico.
Pertanto, si rappresenta l’opportunità che, da parte delle Cancellerie delle Corti d’appello, vengano tempestivamente individuati, nell’ambito dell’albo, ulteriori adeguati nominativi di possibili sostituti onde fronteggiare, con immediatezza ed efficacia, prevedibili rinunce da parte dei presidenti designati.”
Quindi non ci dobbiamo meravigliare se sono sempre gli stessi a ricoprire l'incarico di Presidente di seggio.
In passato la nomina di scrutatore dell’ufficio elettorale di sezione avveniva tramite sorteggio casuale (legge n. 95 del 1989), mentre attualmente la chiamata è diretta e nominativa (ovvero non casuale) (legge n. 270 del 2005). In questo ambito, prima della legge 270/2005, la scelta avveniva tramite sorteggio (spesso truccato) delle persone elencate in un apposito albo istituito presso i comuni. Con questa legge è stato invece disposto che la nomina degli stessi scrutatori avvenga tramite un Comitato elettorale costituito dai partiti politici. In questo modo, anche al di là delle intenzioni dei legislatori, si è finito col fornire un ulteriore elemento di corruzione della nostra vita politica.
I giovani nominati scrutatori da un certo partito non possono sottrarsi al dovere di manifestare gratitudine al partito che li ha scelti; e lo faranno votandolo. Ma lo scambio di “favori” non avviene solo tramite il partito e l’elettore; avviene anche tra l’elettore e il candidato che è riuscito a farlo nominare scrutatore. Il candidato che ha maggior potere dentro un partito può infatti facilmente disporre di 20/30 nomine di scrutatori.
Considerando che ogni scrutatore può normalmente orientare dai 3 ai 6 voti (familiari e amicali), è facile prevedere come venga falsato il risultato elettorale (specialmente tra i candidati di uno stesso partito). La possibilità offerta ai partiti di nominare gli scrutatori realizza quasi un “voto di scambio”; legalizzato, ma non per questo meno odioso.
E’ come se l’ufficio di collocamento fosse gestito dai partiti politici, e ogni partito potesse far assumere un certo numero di lavoratori, in base alla percentuale di voti ottenuti. Sarebbe naturalmente uno scandalo; ma è proprio questo che si verifica con l’attuale modalità di nomina degli scrutatori. La differenza risiede solo nella durata dell’occupazione, ma la sostanza dell’ingiustizia è la stessa.
Questa è una considerazione oggettiva se si tiene conto che vi è stata già nella Legislatura 13º il Disegno di legge N. 1858 presentato al Senato su iniziativa dei senatori BRUNO GANERI, VELTRI e LOMBARDI SATRIANI, comunicato alla Presidenza il 12 dicembre 1996, denominato “Disposizioni per la nomina di disoccupati a componenti di seggio elettorale”.
“Puntualmente, in ogni consultazione elettorale, vengono consumati atti di ingiustizia nei confronti di coloro che da anni sono in attesa di un posto di lavoro. É trascurabile l'apporto economico per chi svolge le funzioni di componente di seggio elettorale, quando é titolare spesso di un stipendio; é mortificante invece per il disoccupato che si vede privato anche di siffatte piccole soddisfazioni che, a volte, gli consentono almeno di vivere per qualche giorno con una manciata di denaro in tasca. E non a torto nei vari giornali, quotidiani e non, viene dato rilievo a siffatta ingiustizia.
Per la cronaca riportiamo passi di alcune lettere al direttore della Gazzetta del Mezzogiorno del 6 aprile 1994: "In un momento di particolare disagio economico e lavorativo, in cui migliaia di giovani disoccupati sono alla ricerca di un minimo sostentamento, si é rilevato ancora una volta con le ultime elezioni che agli stessi disoccupati vengono privilegiati cittadini regolarmente occupati. Questi cittadini, oltre ad arrecare, con la loro assenza, disagio alla propria azienda per i giorni contemplati per le votazioni, beneficiano di un compenso oltre che economico anche di due ulteriori giorni di riposo, così come sancito dalla normativa vigente. Tutto questo stride violentemente contro ogni morale, in quanto il problema della disoccupazione viene regolarmente ignorato anche in queste pur minime circostanze. É auspicabile che questo mio risentimento, condiviso da innumerevoli cittadini, prescindendo da valutazioni di ordine politico, venga ascoltato da chi si appresta a governarci ed attentamente valutato".
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 15 aprile 1994: "... ai suddetti presidenti sono aggregati i soliti segretari (molte volte loro parenti) e, perché no, i soliti scrutatori, che di riffe o di raffa si sono insediati. Orbene, se le suddette, persone si fossero insediate per sorteggio, farebbero bene a giocare settimanalmente un terno al lotto, vista la fortuna che si ritrovano. Se invece il loro insediamento non fosse questione di fortuna, allora sarebbe tutto un'altro discorso".
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 23 aprile 1994: "... anche la nomina dei presidenti di seggio presuppone amicizie, conoscenze e segnalazioni. Desta amarezza che siffatto comportamento venga tenuto presso le corti d'appello i cui presidenti, é bene ricordarlo, firmano i decreti di nomina dei presidenti di seggio e che invece farebbero bene a sorvegliare quanto avviene nelle cancellerie e negli uffici elettorali presso queste dislocati per evitare che la discrezionalità di cui godono in tale materia non sfoci in arbitri, e per impedire abusi, prevaricazioni e favoritismi. Basti pensare che il personale degli uffici giudiziari, dagli assistenti ai cancellieri, indipendentemente dal titolo di studio e dalla qualifica rivestita, sono privilegiati e sistematicamente nominati (si vedano a tale scopo gli elenchi dei presidenti, nei quali é dato rinvenire che tutti gli impiegati che ne hanno fatto domanda hanno poi ricevuto la nomina) e pertanto sono considerati, solo perché appartengono a detti uffici, in possesso di quei requisiti oggi richiesti e che a me, procuratore legale, evidentemente difettano".
E chi più ne ha più ne metta!
Spinti da una profonda esigenza, che sgorga da considerazioni umanitarie e da un senso di giustizia, formuliamo il presente disegno di legge, perché venga posto fine alla nomina di componenti dei seggi elettorali per persone già vincolate da un normale rapporto di lavoro. Siamo consapevoli che la misura proposta é una goccia nell'oceano, ma il solo pensiero di considerare lo stato di necessità e di disagio in cui versano tali persone é già atto di solidarietà.
Pertanto, a nostro parere, la scelta dovrebbe essere rigorosamente orientata verso persone residenti nel luogo di votazione: così si eviterebbe che molti presidenti, provenienti da comuni distanti oltre dieci chilometri, percepiscano considerevoli compensi per missioni, ovviamente anche (ciò accade molto spesso) per familiari ed amici che portano con loro.”
Grazie dell’attenzione.
I cittadini sono chiamati ai seggi per votare - dice il presidente Antonio Giangrande. Diversi nostri concittadini svolgono funzioni di "responsabilità" ai seggi elettorali in qualità di presidenti, segretari e scrutatori di seggio. Ciascun seggio è presieduto da un Presidente, coadiuvato da un segretario e da 4 scrutatori, fra i quali lo stesso presidente ha nominato il suo vice. Ma come funziona il meccanismo elettorale ?
La nomina dei Presidenti di seggio è effettuata dal Presidente della Corte d'Appello competente per territorio tra le persone iscritte all'Albo delle persone idonee all'ufficio di Presidente di seggio elettorale, istituito dalla legge 21 marzo 1990, n. 53.
Ai sensi dell’art. 1, comma 7, gli elettori che desiderano iscriversi nell'Albo delle persone idonee all'Ufficio di Presidente di seggio elettorale devono presentare domanda alla Corte di Appello competente per territorio, per tramite del Sindaco del proprio Comune di residenza entro il 31 ottobre di ogni anno. L'iscrizione dovrebbe essere gratuita e durare a vita e la nomina dovrebbe essere effettuata con imparzialità (sorteggio).
Dov’è il trucco ??
In fase di aggiornamento periodico annuale dell’albo si cancellano i nominativi che per vari motivi non sono degni di farne parte (immotivati rifiuti, gravi inadempienze, ecc.). Cancellazione, spesso, non notificata agli interessati.
In tale fase, e non tutti lo sanno, il comma 9 prevede che si dà preferenza di nomina a chi, più furbo, direttamente in Corte d'Appello ha manifestato nuovo gradimento o formulato ulteriore domanda per l’incarico.
A ciò si aggiunge l’illegale impedimento da parte delle cancellerie ad accludere nuove iscrizioni, perché, secondo loro, l’albo è già pieno.
Non solo. Il Ministero dell’Interno, Dipartimento per gli affari interni e territoriali, Direzione centrale dei servizi elettorali, con Circolare N. 11/2009. Prot. 0000674 Roma, del 20.03.2009, dava le seguenti indicazioni, alla faccia dell’imparzialità.
“Tanto premesso, si reputa opportuno rappresentare all’attenzione delle SS.LL. l’imprescindibile esigenza che la scelta dei presidenti di seggio riguardi, in via prioritaria, quegli elettori che, per i loro requisiti di cultura giuridica e professionalità, ovvero di comprovata capacità e di competenza per aver già svolto in maniera efficace ed efficiente analoghi incarichi, anche solo nella veste di scrutatori o di segretari di seggio, senza però essere mai incorsi in precedenti cancellazioni dal relativo albo o in segnalazioni di disfunzioni varie, garantiscano la massima idoneità all’espletamento dell’incarico.
Pertanto, si rappresenta l’opportunità che, da parte delle Cancellerie delle Corti d’appello, vengano tempestivamente individuati, nell’ambito dell’albo, ulteriori adeguati nominativi di possibili sostituti onde fronteggiare, con immediatezza ed efficacia, prevedibili rinunce da parte dei presidenti designati.”
Quindi non ci dobbiamo meravigliare se sono sempre gli stessi a ricoprire l'incarico di Presidente di seggio.
In passato la nomina di scrutatore dell’ufficio elettorale di sezione avveniva tramite sorteggio casuale (legge n. 95 del 1989), mentre attualmente la chiamata è diretta e nominativa (ovvero non casuale) (legge n. 270 del 2005). In questo ambito, prima della legge 270/2005, la scelta avveniva tramite sorteggio (spesso truccato) delle persone elencate in un apposito albo istituito presso i comuni. Con questa legge è stato invece disposto che la nomina degli stessi scrutatori avvenga tramite un Comitato elettorale costituito dai partiti politici. In questo modo, anche al di là delle intenzioni dei legislatori, si è finito col fornire un ulteriore elemento di corruzione della nostra vita politica.
I giovani nominati scrutatori da un certo partito non possono sottrarsi al dovere di manifestare gratitudine al partito che li ha scelti; e lo faranno votandolo. Ma lo scambio di “favori” non avviene solo tramite il partito e l’elettore; avviene anche tra l’elettore e il candidato che è riuscito a farlo nominare scrutatore. Il candidato che ha maggior potere dentro un partito può infatti facilmente disporre di 20/30 nomine di scrutatori.
Considerando che ogni scrutatore può normalmente orientare dai 3 ai 6 voti (familiari e amicali), è facile prevedere come venga falsato il risultato elettorale (specialmente tra i candidati di uno stesso partito). La possibilità offerta ai partiti di nominare gli scrutatori realizza quasi un “voto di scambio”; legalizzato, ma non per questo meno odioso.
E’ come se l’ufficio di collocamento fosse gestito dai partiti politici, e ogni partito potesse far assumere un certo numero di lavoratori, in base alla percentuale di voti ottenuti. Sarebbe naturalmente uno scandalo; ma è proprio questo che si verifica con l’attuale modalità di nomina degli scrutatori. La differenza risiede solo nella durata dell’occupazione, ma la sostanza dell’ingiustizia è la stessa.
Questa è una considerazione oggettiva se si tiene conto che vi è stata già nella Legislatura 13º il Disegno di legge N. 1858 presentato al Senato su iniziativa dei senatori BRUNO GANERI, VELTRI e LOMBARDI SATRIANI, comunicato alla Presidenza il 12 dicembre 1996, denominato “Disposizioni per la nomina di disoccupati a componenti di seggio elettorale”.
“Puntualmente, in ogni consultazione elettorale, vengono consumati atti di ingiustizia nei confronti di coloro che da anni sono in attesa di un posto di lavoro. É trascurabile l'apporto economico per chi svolge le funzioni di componente di seggio elettorale, quando é titolare spesso di un stipendio; é mortificante invece per il disoccupato che si vede privato anche di siffatte piccole soddisfazioni che, a volte, gli consentono almeno di vivere per qualche giorno con una manciata di denaro in tasca. E non a torto nei vari giornali, quotidiani e non, viene dato rilievo a siffatta ingiustizia.
Per la cronaca riportiamo passi di alcune lettere al direttore della Gazzetta del Mezzogiorno del 6 aprile 1994: "In un momento di particolare disagio economico e lavorativo, in cui migliaia di giovani disoccupati sono alla ricerca di un minimo sostentamento, si é rilevato ancora una volta con le ultime elezioni che agli stessi disoccupati vengono privilegiati cittadini regolarmente occupati. Questi cittadini, oltre ad arrecare, con la loro assenza, disagio alla propria azienda per i giorni contemplati per le votazioni, beneficiano di un compenso oltre che economico anche di due ulteriori giorni di riposo, così come sancito dalla normativa vigente. Tutto questo stride violentemente contro ogni morale, in quanto il problema della disoccupazione viene regolarmente ignorato anche in queste pur minime circostanze. É auspicabile che questo mio risentimento, condiviso da innumerevoli cittadini, prescindendo da valutazioni di ordine politico, venga ascoltato da chi si appresta a governarci ed attentamente valutato".
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 15 aprile 1994: "... ai suddetti presidenti sono aggregati i soliti segretari (molte volte loro parenti) e, perché no, i soliti scrutatori, che di riffe o di raffa si sono insediati. Orbene, se le suddette, persone si fossero insediate per sorteggio, farebbero bene a giocare settimanalmente un terno al lotto, vista la fortuna che si ritrovano. Se invece il loro insediamento non fosse questione di fortuna, allora sarebbe tutto un'altro discorso".
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 23 aprile 1994: "... anche la nomina dei presidenti di seggio presuppone amicizie, conoscenze e segnalazioni. Desta amarezza che siffatto comportamento venga tenuto presso le corti d'appello i cui presidenti, é bene ricordarlo, firmano i decreti di nomina dei presidenti di seggio e che invece farebbero bene a sorvegliare quanto avviene nelle cancellerie e negli uffici elettorali presso queste dislocati per evitare che la discrezionalità di cui godono in tale materia non sfoci in arbitri, e per impedire abusi, prevaricazioni e favoritismi. Basti pensare che il personale degli uffici giudiziari, dagli assistenti ai cancellieri, indipendentemente dal titolo di studio e dalla qualifica rivestita, sono privilegiati e sistematicamente nominati (si vedano a tale scopo gli elenchi dei presidenti, nei quali é dato rinvenire che tutti gli impiegati che ne hanno fatto domanda hanno poi ricevuto la nomina) e pertanto sono considerati, solo perché appartengono a detti uffici, in possesso di quei requisiti oggi richiesti e che a me, procuratore legale, evidentemente difettano".
E chi più ne ha più ne metta!
Spinti da una profonda esigenza, che sgorga da considerazioni umanitarie e da un senso di giustizia, formuliamo il presente disegno di legge, perché venga posto fine alla nomina di componenti dei seggi elettorali per persone già vincolate da un normale rapporto di lavoro. Siamo consapevoli che la misura proposta é una goccia nell'oceano, ma il solo pensiero di considerare lo stato di necessità e di disagio in cui versano tali persone é già atto di solidarietà.
Pertanto, a nostro parere, la scelta dovrebbe essere rigorosamente orientata verso persone residenti nel luogo di votazione: così si eviterebbe che molti presidenti, provenienti da comuni distanti oltre dieci chilometri, percepiscano considerevoli compensi per missioni, ovviamente anche (ciò accade molto spesso) per familiari ed amici che portano con loro.”
Grazie dell’attenzione.
Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE
martedì 2 giugno 2009
Gela: feudo privato
Dopo aver avviato, ai sensi dello statuto comunale, le procedure per il referendum popolare sulla gestione della distribuzione idrica, Italia dei Valori ha depositato nei giorni scorsi 1.225 firme per chiedere al sindaco di nominare la commissione di garanti preposta a pronunziarsi sull'ammissibilità del quesito referendario. E' un quesito, lo ricordiamo, con cui si vuole chiedere ai cittadini se ritengono che la gestione delle acque sia da affidare ai privato o deve essere pubblica. Ma a che serve affrontare i costi di un referendum se poi all'eventuale preferenza della gestione pubblica da parte dei cittadini non si potrà dare corso in quanto Caltaqua ha un contratto di 30 anni? (…)
I comitati di quartiere hanno deciso di aderire e collaborare a raccogliere le firme. «Lo abbiamo fatto - ha detto Francesco Alabiso presidente di Settefarine - perchè finora le nostre richieste sulla soluzione dei problemi idrici, vedasi bollette salate, stacchi di contatori, acqua non potabile, non ha avuto buon esito. Ci siamo appellati a tutti: sindaco presidente della provincia. Niente. Così abbiamo aderito al referendum». I presidenti dei comitati sono di varia estrazione politica ma sull'adesione al referedum sono d'accordo tutti. «Almeno i cittadini potranno dire ciò che vogliono - ha commentato Stefania Pagano, presidente di Macchitella - chi ha deciso di privatizzare l'acqua non ha pensato di chiedere prima il parere della gente». Ma fatto il referendum come si può aggirare l'ostacolo del contratto trentennale con Caltaqua? «Ci sono tutte le premesse per la rescissione in danno del contratto - ha detto Orazio Rinelli - c'è il neo della fornitura di acqua non potabile, ci sono i continui casi di inquinamento dell'acqua e c'è l'eccessiva onerosità del servizio. La pensano così anche i consiglieri Lucio Greco e Paolo Cafà». Durante il dibattito i presidenti hanno evidenziato che la gestione di Caltaqua è accettabile ma non c'è rispondenza con i costi che ricadono sugli utenti . Colpa dell'acqua dissalata venduta da Siciliacque a prezzi alti, delle assunzioni clientelari che Caltaqua ha dovuto fare per accontentare partiti e politici di ogni colore e di un contratto con clausole vessatorie.Proteste ci sono state per il prezzo dell'acqua. «Abbiamo il sindaco più importante d'talia - ha detto Gioacchino Gradito di Macchitella - ben tre parlamentari all'Ars e non si riesce ad avere l'abbattimento del 50% dell'acqua in quanto non potabile». Totò Gallo di Fondo Iozza ha denunciato che i contatori installati da Caltaqua non misurano solo liquidi ma pure gas ed aria. I presenti hanno ribadito che sono stanchi delle promesse dei politici. Vogliono non parole ma fatti. (La Sicilia)
Strano che il nostro supersindaco e il presidente della commissione regionale Antimafia non si siano mai pronunciati contro Caltaqua e la loro politica vessatoria e filo-nazista!
Forse perchè Caltaqua ha rappresentato e rappresenta ancor quel bacino di voti al quale questi feudatari di Gela attingono a piene mani???
Mi chiedo dove finisce la mafia e inizia l'antimafia...
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martedì 26 maggio 2009
Gela: ieri, oggi... e domani?
Dedicate 10 minuti della vostra vita alla visione di questo splendido video: non ve ne pentirete!
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venerdì 22 maggio 2009
Gela: consiglieri comunali... o banda Bassotti?
“Poco produttivo e sempre più bellicoso il Consiglio comunale. I consiglieri hanno concordato di svolgere egualmente le sedute durante il periodo di campagna elettorale; ma poi le presenze sono risicate e, come al solito, manca il numero legale. Martedì sera, su 17 mozioni all'odg, ne sono state votate due. Giunti alla terza mozione, cioè la pubblicazione dell'attività e dei redditi dei consiglieri, c'è stato il fuggi - fuggi dall'aula. Il proponente Giuseppe Ventura (Pd) ha parlato all'aula quasi vuota (gran parte dei colleghi erano nei corridoi) e, al momento del voto della mozione, è mancato il numero legale. Un accenno di dibattito su questa mozione (lo scopo è di pubblicare presenze, assenze, dettagli dell'attività dei consiglieri eletti) c'è stato con il presidente del Consiglio, Giuseppe Di Dio, che ha dichiarato: «Secondo me, dovremmo pubblicare i redditi non solo dei consiglieri ma del coniuge, dei figli e anche le loro partecipazioni a società; è una questione di trasparenza e chi non lo vuole fare ha la coda di paglia». Al testo della mozione di Ventura il consigliere Giovanna Cassarà ha proposto, come emendamento, la pubblicazione degli statuti di tutte le associazioni che ricevono contributi dal Comune per verificare se tra i componenti non vi siano consiglieri, assessori o loro parenti. Ma, al momento del voto della mozione, i consiglieri hanno fatto mancare strategicamente il numero legale.” (La Sicilia)
Questi sono i nostri rappresentanti.
Questi sono i nostri rappresentanti.
Questa è la gente che noi abbiamo delegato a rappresentarci all’assise comunale.
Questa è la gente che ci ha preso e continua a prenderci per il culo!
Questa è la gente che ci ha preso e continua a prenderci per il culo!
E perdonate il francesismo…
Squallore, strafottenza, mancanza di rispetto son diventate ormai la normale aria che si respira all’interno del consiglio comunale, tra pupi siciliani che vengono manovrati ad hoc da chi vuol proteggere il proprio giardinetto, e tra altri manichini che non sanno di essere manovrati, ma che così si comportano perché lo vedono fare ai loro esimi “colleghi”!
Moderni Gervaso, fratelli di moderni Tonio, come ci suggerisce il Manzoni nei Promessi Sposi, gente che non avendo una propria personalità la scopiazzano “a muzzo” prendendo spunto dal gregge al quale appartengono!
Il fetore che si leva dal Consiglio comunale ogni qual volta si riunisce in assise, fa passare in secondo piano quello a cui siamo tristemente abituati convivendo col petrolchimico!
Squallido!
Non mi viene in mente nessun altro aggettivo…
Squallore, strafottenza, mancanza di rispetto son diventate ormai la normale aria che si respira all’interno del consiglio comunale, tra pupi siciliani che vengono manovrati ad hoc da chi vuol proteggere il proprio giardinetto, e tra altri manichini che non sanno di essere manovrati, ma che così si comportano perché lo vedono fare ai loro esimi “colleghi”!
Moderni Gervaso, fratelli di moderni Tonio, come ci suggerisce il Manzoni nei Promessi Sposi, gente che non avendo una propria personalità la scopiazzano “a muzzo” prendendo spunto dal gregge al quale appartengono!
Il fetore che si leva dal Consiglio comunale ogni qual volta si riunisce in assise, fa passare in secondo piano quello a cui siamo tristemente abituati convivendo col petrolchimico!
Squallido!
Non mi viene in mente nessun altro aggettivo…
A dire il vero uno me ne viene, ma siccome il mio bonus-parolaccia l’ho già speso, mi tocca apostrofarli, dato la loro goffaggine e il loro modo di rendersi ridicoli, come una moderna Banda Bassotti!
Evidentemente chi non vuole rendere pubblici dati che normalmente chi non ha nulla da temere non avrebbe alcuna difficoltà nel farlo, ha più di uno scheletro nell’armadio, e visto che siamo nella città della legalità (perdonate la parolaccia), con il sindaco della legalità (riperdonate la parolaccia), mi stupisce il fatto che proprio da quel pulpito (non) si leva questa predica!
Ma c’è una cosa per la quale il consiglio comunale deve essere fiero: finalmente ha trovato un punto comune sul quale si trovano tutti d’accordo!
Come dire… una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso!
Evidentemente chi non vuole rendere pubblici dati che normalmente chi non ha nulla da temere non avrebbe alcuna difficoltà nel farlo, ha più di uno scheletro nell’armadio, e visto che siamo nella città della legalità (perdonate la parolaccia), con il sindaco della legalità (riperdonate la parolaccia), mi stupisce il fatto che proprio da quel pulpito (non) si leva questa predica!
Ma c’è una cosa per la quale il consiglio comunale deve essere fiero: finalmente ha trovato un punto comune sul quale si trovano tutti d’accordo!
Come dire… una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso!
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martedì 19 maggio 2009
sabato 16 maggio 2009
La giungla dei manifesti elettorali
Da Antonio Giangrande, presidente Associazione Contro Tutte Le Mafie, ricevo e pubblico:
VISIBILITA’ ABUSIVA E SELVAGGIA
“Ad ogni tornata elettorale le città e i comuni sono imbrattati dai manifesti elettorali abusivi. Si tratta di uno scempio, di una prepotenza e di una illegalità di fronte alla quale le istituzioni sono colluse. I cittadini denuncino ogni affissione di manifesti posta fuori gli spazi a loro destinati. A scanso di insabbiamenti, le segnalazioni con racc. a.r. devono essere indirizzate ai vigili urbani, e contestualmente ai carabinieri e/o alla polizia.”
Questa è la presa di posizione del dr. Antonio Giangrande, presidente dell’Associazione Contro Tutte Le Mafie.
“Ad ogni elezione tutti i partiti, che d’altronde già da tempo non rappresentano gli interessi dei cittadini, invadono le città d'Italia deturpandole con una vera e propria guerriglia urbana fatta di illegalità, spreco, lavoro nero e prepotenza. Decine di migliaia di manifesti abusivi, il cui tempo di vita medio è di poche ore, vengono attaccati su ogni muro e ogni luogo disponibile da squadre di lavoratori in nero, assoldati da agenzie specializzate che godono dell'impunità più assoluta. La legge prevede che il Comune predisponga apposite plance, dove ad ogni partito è assegnato il suo spazio. Una legge mai rispettata.
Questa è la presa di posizione del dr. Antonio Giangrande, presidente dell’Associazione Contro Tutte Le Mafie.
“Ad ogni elezione tutti i partiti, che d’altronde già da tempo non rappresentano gli interessi dei cittadini, invadono le città d'Italia deturpandole con una vera e propria guerriglia urbana fatta di illegalità, spreco, lavoro nero e prepotenza. Decine di migliaia di manifesti abusivi, il cui tempo di vita medio è di poche ore, vengono attaccati su ogni muro e ogni luogo disponibile da squadre di lavoratori in nero, assoldati da agenzie specializzate che godono dell'impunità più assoluta. La legge prevede che il Comune predisponga apposite plance, dove ad ogni partito è assegnato il suo spazio. Una legge mai rispettata.
Secondo Radio Radicale per ogni elezione i Comuni spendono circa 100 milioni di euro per rimuovere i manifesti affissi abusivamente. In alcuni casi fanno anche le multe. A Roma nel 2008 ne sono state fatte 5.472, che al costo di 400 euro l'una, in totale arrivavano a 2 milioni e 188 mila euro. Ma il Parlamento, con il decreto Milleproroghe del marzo 2009, grazie a un emendamento proposto insieme dal Pdl e dal Pd, ha approvato un condono per le multe inflitte a partiti e candidati dal 2005 a tutt’oggi. Nel servizio delle “Iene” trasmesso da “Italia 1” del 17 aprile 2009 sull'affissione abusiva dei manifesti, si sente dalla viva voce del rappresentante della maggiore agenzia di affissioni di Milano come vengono gestite le campagne elettorali sulle strade. «Il mio consiglio spassionato da tecnico è andare in abusiva, solo in abusiva! Il Comune non riesce a starci dietro. Chiude un occhio. Poi magari te li coprono, però dopo 4-5 giorni. Il Comune lo sa che siamo noi a devastare la città.
Come saprai per legge i manifesti elettorali andrebbero affissi negli spazi che ogni comune mette a disposizione in occasione della campagna. Ad ogni partito sono assegnate un pari numero di plance appositamente contrassegnate. Ogni manifesto attaccato fuori dagli spazi preposti dovrebbe essere multato per ogni giorno che rimane affisso. Noi prendiamo multe per 58mila euro - prosegue l’intervista delle Iene - ma paghiamo 1.000 euro ed è finito.
Nessuno ha mai pagato una multa da quel punto di vista lì.
Aspettano tutti i condoni. "
«Invece quest’anno non devi nemmeno aspettarlo, perché c’è già».
«Giro tutta la notte per controllare che non ci siano sovrapposizioni delle squadre e per risolvere, eventualmente, controversie sul territorio. Come vedi ho una pistola a portata di mano». Sono le parole letterali del boss dell’organizzazione di attacchinaggio elettorale a Roma riportate dal “Corriere della sera” in un articolo dell’11 aprile 2008.
Questa è l’Italia del trucco, l’Italia che siamo!!”
Grazie dell’attenzione.
Presidente Dr. Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE
Questa è l’Italia del trucco, l’Italia che siamo!!”
Grazie dell’attenzione.
Presidente Dr. Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE
NESSUNA SCELTA! (ndr)
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mercoledì 13 maggio 2009
Pacco, doppio pacco e contropaccotto
"Tra i consiglieri comunali prevalgono l'autoconservazione e lo spirito corporativistico. Ieri, dopo un'infuocata conferenza dei capigruppo convocata per fare luce sull'acquisto e l'assegnazione dei pacchi dono distribuiti dalla presidenza del Consiglio a Natale 2008, Epifania e Pasqua 2009, i consiglieri si sono dati la consegna del silenzio. È più importante proteggere l'immagine del Consiglio che rendere conto al popolo che li ha eletti su come si spendono i soldi pubblici. La linea dei consiglieri è stata quella di "lavare i panni sporchi in casa", far decantare la questione in modo che i cittadini dimentichino questa storia. Così non si saprà mai perché, a Natale, sono stati acquistati 30 pacchi dono da 200 euro per i bisognosi e nelle altre due festività, invece, sessanta da 100 euro. Quasi tutti i consiglieri che abbiamo sentito affermano che erano a conoscenza dell'acquisto di 30 pacchi e non di 60.Nella relativa determina era scritto che dovevano essere consegnati a bisognosi indicati dalle Parrocchie ma poi si decise che ogni consigliere indicasse una famiglia indigente. Qualcuno si è rifiutato di dare l'indicazione, sostenendo che la beneficenza va fatta con i soldi propri non con il denaro pubblico. In ogni caso, restano trenta pacchi acquistati dal presidente all'insaputa dei consiglieri e resta da capire a chi sono stati distribuiti. Dalle poche notizie trapelate sulla conferenza dei capigruppo svoltasi tra le urla, in particolare del presidente Di Dio e di Grazio Trufolo che ha sollevato il caso, pare che non sia stata chiarita la "moltiplicazione dei pacchi". Di Dio non avrebbe chiarito perché con lo stesso budget ne ha presi 60. Ma alcuni consiglieri avrebbero rimproverato il presidente, invitandolo, la prossima volta, a ricordare che rappresenta l'intero Consiglio e non è una monade autarchica. Pare che Di Dio abbia scritto alle parrocchie, invitandole a fornire i nomi dei cittadini destinatari dei pacchi e lo stesso ha fatto con i consiglieri. Ciò per ricostruire il fascicolo sui pacchi che è stato distrutto in ossequio - così è stato detto - della legge sulla privacy. Ora, il silenzio sulla penosa vicenda chissà se servirà a far riflettere i consiglieri." (La Sicilia)
A quanto pare siamo rappresentati e amministrati da profondi seguaci del Cristianesimo, così seguaci che non vogliono tirarsi indietro dall'emulare nostro Signore cimentandosi nella moltiplicazione dei... pacchi!
Il vero "pacco" lo hanno tirato a noi gelesi, noi che assistiamo inerti, schifati e disgustati alla squallida telenovela che ogni giorno ci regala il nostro consiglio comunale.
Guidati da un moderno don Abbondio, il nostro consiglio comunale, pardòn, i nostri consiglieri comunali (visto che il Consiglio Comunale è pur sempre una istituzione, i consiglieri comunale delle carte da briscola...) si son trovati a difendersi dall'aver mangiato la marmellata, negando tutto quanto, mentre si pulivano la bocca sporca e appiccicosa...
Li abbiamo messi noi lì, la colpa è solo nostra, possiamo prendercela solo con noi stessi se, per dirla alla F. Battiato, delle "squallide figure attraversano il paese": qualcuno forse si salva, forse, ma dovremmo discutere sull'eccezione, non sulla regola.
Anzi, dovremmo non discuterne affatto, non dovremmo discutere di questi squallidi fatti nella città della legalità, nella città del sindaco antimafia, nella città più bella del mondo!
Che pacco ci hanno tirato...
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venerdì 8 maggio 2009
Chiare, fresche e dolci acque
Gente, siamo davvero fortunati!
Siamo la porta sul Mediterraneo e questo pone Gela al centro dell’attenzione di tutti i paesi che si affacciano sul nostro bel mare.
Gela è una città che geograficamente è stata baciata dalla fortuna. Siamo circondati, praticamente, dall’acqua, dai monti, dalle pianure e, naturalmente, dal petrolchimico.
E’ invidiabile la nostra posizione geografica, invidiabile ancor a di più perché davvero non ci manca nulla riguardo a risorse naturali.
E’ chiaro che per poter usufruire di tutte queste risorse un prezzo va pagato, ma ben venga il prezzo da pagare se tutto questo ben di Dio è usufruibile subito e per tutti quanti noi.
Ma non finisce qui.
Oltre alle risorse naturali abbiamo pure la fortuna di avere risorse che naturali non sono, costruite da noi, come le dighe, per esempio. Dighe che contengono enormi quantità di acqua potabile tutta fruibile da ogni abitante del territorio.
Siamo la porta sul Mediterraneo e questo pone Gela al centro dell’attenzione di tutti i paesi che si affacciano sul nostro bel mare.
Gela è una città che geograficamente è stata baciata dalla fortuna. Siamo circondati, praticamente, dall’acqua, dai monti, dalle pianure e, naturalmente, dal petrolchimico.
E’ invidiabile la nostra posizione geografica, invidiabile ancor a di più perché davvero non ci manca nulla riguardo a risorse naturali.
E’ chiaro che per poter usufruire di tutte queste risorse un prezzo va pagato, ma ben venga il prezzo da pagare se tutto questo ben di Dio è usufruibile subito e per tutti quanti noi.
Ma non finisce qui.
Oltre alle risorse naturali abbiamo pure la fortuna di avere risorse che naturali non sono, costruite da noi, come le dighe, per esempio. Dighe che contengono enormi quantità di acqua potabile tutta fruibile da ogni abitante del territorio.
Beh quasi tutta…
Cioè quasi a tutti…
Magari non tutta potabile…
A pensarci bene sono più le eccezioni che la quantità di acqua potabile!
Ma questo è un problema facilmente superabile: l’acqua è gestita da una società privata (nemmeno in Africa!) e dunque trae profitto dalla vendita del prezioso liquido, naturalmente vendita che avviene dopo aver reso potabile l’acqua in questione.
Ma questo è un problema facilmente superabile: l’acqua è gestita da una società privata (nemmeno in Africa!) e dunque trae profitto dalla vendita del prezioso liquido, naturalmente vendita che avviene dopo aver reso potabile l’acqua in questione.
Vabbè magari non è tutta potabile, ma comunque buona parte di essa lo è.
Cioè... una piccola parte.
Va buo’… una minima parte!
Contenti?
E proprio per il grande sforzo profuso da Caltacqua, che ha reso potabile una percentuale irrisoria dell’acqua che immette in rete, che la stessa azienda, dalla politica quanto mai vessatoria, ha pensato bene di aumentare il costo dell’acqua del 6,7% dal 2009!
Sinceramente io son d’accordo con questo aumento del prezzo: è una società privata e dunque per rendere potabile l’acqua che ci fa arrivare nei rubinetti ha bisogno di spendere, e da qualche parte questi soldi devono pur arrivare, dunque ben vengano gli aumenti di prezzo.
E’ chiaro che da oggi in poi io aprirò il rubinetto dell’acqua, prenderò il mio bel bicchiere (di vetro, perché quello di plastica si scioglie…), lo riempirò di "chiara, fresca e dolce acqua" e manderò giù un bel sorso di salute!
E proprio per il grande sforzo profuso da Caltacqua, che ha reso potabile una percentuale irrisoria dell’acqua che immette in rete, che la stessa azienda, dalla politica quanto mai vessatoria, ha pensato bene di aumentare il costo dell’acqua del 6,7% dal 2009!
Sinceramente io son d’accordo con questo aumento del prezzo: è una società privata e dunque per rendere potabile l’acqua che ci fa arrivare nei rubinetti ha bisogno di spendere, e da qualche parte questi soldi devono pur arrivare, dunque ben vengano gli aumenti di prezzo.
E’ chiaro che da oggi in poi io aprirò il rubinetto dell’acqua, prenderò il mio bel bicchiere (di vetro, perché quello di plastica si scioglie…), lo riempirò di "chiara, fresca e dolce acqua" e manderò giù un bel sorso di salute!
Rendendo grazie a Sua Maestà dell’Acqua.
E badate bene: che nessun politico si azzardi nemmeno lontanamente a ribellarsi a questo aumento vessatorio del prezzo dell’acqua! Noi ci teniamo all’aumento del prezzo della nostra acqua, perché solo così potremmo avere acqua potabile e sempre. Dunque se qualche politico è in vena di intestarsi una battaglia per onorare tutta quella gente che con il proprio voto gli ha dato fiducia, se lo tolga dalla testa!
E badate bene: che nessun politico si azzardi nemmeno lontanamente a ribellarsi a questo aumento vessatorio del prezzo dell’acqua! Noi ci teniamo all’aumento del prezzo della nostra acqua, perché solo così potremmo avere acqua potabile e sempre. Dunque se qualche politico è in vena di intestarsi una battaglia per onorare tutta quella gente che con il proprio voto gli ha dato fiducia, se lo tolga dalla testa!
Noi vogliamo continuare ad avere politici e amministratori, sindaco compreso, che si ricordino di noi solo in prossimità di competizioni elettorali!
Altrimenti non li riconosciamo… E noi ci teniamo a riconoscerli!
Sennò a chi ci rivolgeremo il nostro “sentito” ringraziamento?
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martedì 5 maggio 2009
Nemo propheta in patria
Stavolta ci siamo.
Il nostro amato sindaco sta tentando il grande salto: un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità!
Gela non ha mai avuto un deputato europeo, e tutto lascia pensare che questa volta ce l’avrà davvero. Un deputato europeo già sindaco, anzi, come ama definirsi lui, già sindaco antimafia.
Sarà l’occasione giusta per vedere finalmente emergere Gela dall’acqua stantìa nella quale sembra essersi immersa e dalla quale non sembra poterne uscire.
Il nostro sindaco Crocetta, qualora venisse eletto deputato europeo, porterebbe fiumi di investimenti nella nostra città che davvero ne cambierebbero il volto e la “vocazione”. Certo c’è una competizione elettorale da vincere, c’è una intera popolazione da (ri)conquistare e da ammaliare ancora una volta, ma il nostro amato sindaco ci ha abituato ai miracoli, alle eclatanti vittorie.
Le grandi imprese appaltatrici non vedono l’ora di investire sul nostro territorio, di investire nella città antimafia, nella città col sindaco blindato, nella città dove ogni notte danno alle fiamme un’auto (forse due, magari tre…), nella città dove si confonde il diritto con il favore, dove si confonde l’innocente col criminale, e a pensarci bene talvolta il diritto si confonde col carnevale…
Avessi una grossa impresa, io non investirei in un territorio con queste realtà…
Il sindaco antimafia finalmente ha la concreta possibilità di diventare deputato europeo, anche se temo che per lui a Gela i suoi consensi siano drasticamente in ribasso. E questo mi dispiace parecchio.
Un sindaco che si è speso così tanto per il suo territorio, che ha rivoluzionato da cima a fondo il modo di governare, che ha fatto rinascere Gela e i gelesi, che ha fatto germogliare l’orgoglio di essere gelesi, si meriterebbe davvero un ampio consenso da parte dei suoi concittadini. Mitica la sua battaglia contro lo stabilimento dell’ENI, tesa ad affermare il nostro diritto a vivere senza inquinamento, al nostro diritto di morire di vecchiaia e non di tumori, al nostro diritto di dissetarci direttamente dal rubinetto piuttosto che comprare confezioni d’acqua da usare anche per lavarci i denti… Ormai Crocetta è diventato uno spauracchio per l’ENI, intento com’è a non perdere nessuna occasione per fare attacchi diretti contro il mostro protettore di Gela, ad usare il pugno di ferro contro i dirigenti ENI quando chiede, anzi, pretende che avviino una campagna di bonifica sul territorio, di bonifica delle falde acquifere e dei terreni coltivati.
Non fate quella smorfia, non avete davvero avuto notizia di questi duri attacchi di Crocetta all’ENI? Non ditemi che non leggete i giornali… Non ditemi che sui quotidiani tra un arresto per mafia, tra un premio antimafia consegnato a Crocetta, tra un attentato sventato, tra assessori (scelti da Crocetta) che parlano alla città servendosi di due traduttori (uno per il linguaggio per non udenti, e uno per il linguaggio che traduce dall’Orlando/Fava al siciliano), davvero non avete letto dei duri attacchi di Crocetta all’ENI?
Mah, che vi posso dire? Forse mi son sbagliata, forse mi son dimenticata che, infondo, Crocetta rimane un dipendente ENI, o magari siete voi che pretendete troppo dal nostro sindaco!
Il nostro amato sindaco sta tentando il grande salto: un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità!
Gela non ha mai avuto un deputato europeo, e tutto lascia pensare che questa volta ce l’avrà davvero. Un deputato europeo già sindaco, anzi, come ama definirsi lui, già sindaco antimafia.
Sarà l’occasione giusta per vedere finalmente emergere Gela dall’acqua stantìa nella quale sembra essersi immersa e dalla quale non sembra poterne uscire.
Il nostro sindaco Crocetta, qualora venisse eletto deputato europeo, porterebbe fiumi di investimenti nella nostra città che davvero ne cambierebbero il volto e la “vocazione”. Certo c’è una competizione elettorale da vincere, c’è una intera popolazione da (ri)conquistare e da ammaliare ancora una volta, ma il nostro amato sindaco ci ha abituato ai miracoli, alle eclatanti vittorie.
Le grandi imprese appaltatrici non vedono l’ora di investire sul nostro territorio, di investire nella città antimafia, nella città col sindaco blindato, nella città dove ogni notte danno alle fiamme un’auto (forse due, magari tre…), nella città dove si confonde il diritto con il favore, dove si confonde l’innocente col criminale, e a pensarci bene talvolta il diritto si confonde col carnevale…
Avessi una grossa impresa, io non investirei in un territorio con queste realtà…
Il sindaco antimafia finalmente ha la concreta possibilità di diventare deputato europeo, anche se temo che per lui a Gela i suoi consensi siano drasticamente in ribasso. E questo mi dispiace parecchio.
Un sindaco che si è speso così tanto per il suo territorio, che ha rivoluzionato da cima a fondo il modo di governare, che ha fatto rinascere Gela e i gelesi, che ha fatto germogliare l’orgoglio di essere gelesi, si meriterebbe davvero un ampio consenso da parte dei suoi concittadini. Mitica la sua battaglia contro lo stabilimento dell’ENI, tesa ad affermare il nostro diritto a vivere senza inquinamento, al nostro diritto di morire di vecchiaia e non di tumori, al nostro diritto di dissetarci direttamente dal rubinetto piuttosto che comprare confezioni d’acqua da usare anche per lavarci i denti… Ormai Crocetta è diventato uno spauracchio per l’ENI, intento com’è a non perdere nessuna occasione per fare attacchi diretti contro il mostro protettore di Gela, ad usare il pugno di ferro contro i dirigenti ENI quando chiede, anzi, pretende che avviino una campagna di bonifica sul territorio, di bonifica delle falde acquifere e dei terreni coltivati.
Non fate quella smorfia, non avete davvero avuto notizia di questi duri attacchi di Crocetta all’ENI? Non ditemi che non leggete i giornali… Non ditemi che sui quotidiani tra un arresto per mafia, tra un premio antimafia consegnato a Crocetta, tra un attentato sventato, tra assessori (scelti da Crocetta) che parlano alla città servendosi di due traduttori (uno per il linguaggio per non udenti, e uno per il linguaggio che traduce dall’Orlando/Fava al siciliano), davvero non avete letto dei duri attacchi di Crocetta all’ENI?
Mah, che vi posso dire? Forse mi son sbagliata, forse mi son dimenticata che, infondo, Crocetta rimane un dipendente ENI, o magari siete voi che pretendete troppo dal nostro sindaco!
Egli ha fatto tanto per noi, ha fatto tanto per tutti gli abitanti di Gela e adesso egli ha bisogno di noi. Di tutti noi! Lui c’è sempre stato quando noi abbiamo avuto bisogno di lui…
Lo vogliamo abbandonare proprio adesso?
Lo vogliamo abbandonare proprio adesso?
Mi ricorda un vecchio detto nostrano, che recitava “Un padre riesce a mantenere cento figli, ma cento figli non riescono a mantenere un padre”.
Bene, è arrivato il nostro momento: comportiamoci con lui come lui si è comportato con noi!
Né più, ne meno…
E se il nostro caro “padre” si dovesse accorgere che qualche figlio gli ha voltato le spalle, può sempre consolarsi col detto Nemo propheta in patria.
Bene, è arrivato il nostro momento: comportiamoci con lui come lui si è comportato con noi!
Né più, ne meno…
E se il nostro caro “padre” si dovesse accorgere che qualche figlio gli ha voltato le spalle, può sempre consolarsi col detto Nemo propheta in patria.
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domenica 3 maggio 2009
Fermate la giostra: voglio scendere...
Non ci si può permettere di restare indietro!
Se malauguratamente ti prendi un periodo di Stan By, proprio in quel mentre succedono cose che avresti dovuto e potuto commentare. Ma eri in Stan By…
Oggi l’informazione corre sui giornali, corre sulle tv, corre sulle radio, e corre sul web. C’è sempre di più la crescente convinzione che ormai l’informazione, quella vera, quella non controllata, la si trovi solo sul web.
Se malauguratamente ti prendi un periodo di Stan By, proprio in quel mentre succedono cose che avresti dovuto e potuto commentare. Ma eri in Stan By…
Oggi l’informazione corre sui giornali, corre sulle tv, corre sulle radio, e corre sul web. C’è sempre di più la crescente convinzione che ormai l’informazione, quella vera, quella non controllata, la si trovi solo sul web.
Ma come si fa a tenersi sempre aggiornati? Ci si alza la mattina, magari si va al lavoro, si torna il tardi pomeriggio, la sera, si è stanchi, si trova la famiglia a casa … e allora che fare? rubare ancora tempo alla famiglia e navigare sul web in cerca di notizie “genuine”? E magari soffermarsi a creare qualche post decente per la malsana idea che mi son fatto venire più di un anno fa? Oppure lasciar perdere questa corsa all’informazione, all’informare, e riprendere a condurre una vita il quanto possibile somigliante a quella all’interno di una famiglia?
Comodo dire che le notizie vere, il vero giornalismo si trova sul web… ma chi ce l’ha il tempo di sedersi, accendere il Pc, collegarsi, cercare le notizie e magari commentarle? A meno che tu non sia un comodo impiegato di qualche ufficio…
La verità è che è molto più comodo un quotidiano cartaceo, sul quale butti un occhio di sfuggita mentre gusti il tuo cornetto al bar, al quale dai un’occhiata veloce quando passi davanti alle edicole e li vedi lì appesi, e non devi nemmeno far la faticaccia di cercarti le notizie sul nostro territorio perché sono evidenziate in rosso, in bella mostra, a prova di tonto!
E io mi faccio le seghe mentali per scrivere un post decente…
La verità è che sono stanco!
La verità è che, forse, nessuno (o quasi, ma poco importa) merita il mio tempo!
Comodo dire che le notizie vere, il vero giornalismo si trova sul web… ma chi ce l’ha il tempo di sedersi, accendere il Pc, collegarsi, cercare le notizie e magari commentarle? A meno che tu non sia un comodo impiegato di qualche ufficio…
La verità è che è molto più comodo un quotidiano cartaceo, sul quale butti un occhio di sfuggita mentre gusti il tuo cornetto al bar, al quale dai un’occhiata veloce quando passi davanti alle edicole e li vedi lì appesi, e non devi nemmeno far la faticaccia di cercarti le notizie sul nostro territorio perché sono evidenziate in rosso, in bella mostra, a prova di tonto!
E io mi faccio le seghe mentali per scrivere un post decente…
La verità è che sono stanco!
La verità è che, forse, nessuno (o quasi, ma poco importa) merita il mio tempo!
O magari sono io a non meritare nessuno di loro...
La verità è che per quanto tu gridi, per quanto tu ti faccia sentire, per quanto tu reclami risposte… l’eco di quel grido si ferma ancor prima di giungere alle orecchie di chi dovrebbe sentire! O di chi, pur sentendo, fa spallucce e se ne fotte!
Ma non sa costui che se ne sta fottendo di una intera cittadinanza!
Non sa costui che il suo tempestivo e opportuno “risveglio” (per dirla alla Robert De Niro) è solo l’ultima manifestazione della sua malattia!
Io non voglio più scrivere!
Lascio questo blog in mano a due persone che ho conosciuto tramite esso e che mi hanno espressamente chiesto di scrivere i loro post.
Rimarrà il mio nome, o forse no, sono troppo pigro per decidere adesso. Sicuramente rimarrà il format di dar voce a tutti quanti senza censura, e rimarrà la voglia di andare controcorrente. L’unico che non rimarrà sarò io.
Ma questo credo sia un bene: chissà. magari tagliando il cordone ombelicale…
Un’ultima cosa: non fatevi infinocchiare dal messia che si professa il liberatore di Gela e che di Gela rappresenta la più grande piaga!
La verità è che per quanto tu gridi, per quanto tu ti faccia sentire, per quanto tu reclami risposte… l’eco di quel grido si ferma ancor prima di giungere alle orecchie di chi dovrebbe sentire! O di chi, pur sentendo, fa spallucce e se ne fotte!
Ma non sa costui che se ne sta fottendo di una intera cittadinanza!
Non sa costui che il suo tempestivo e opportuno “risveglio” (per dirla alla Robert De Niro) è solo l’ultima manifestazione della sua malattia!
Io non voglio più scrivere!
Lascio questo blog in mano a due persone che ho conosciuto tramite esso e che mi hanno espressamente chiesto di scrivere i loro post.
Rimarrà il mio nome, o forse no, sono troppo pigro per decidere adesso. Sicuramente rimarrà il format di dar voce a tutti quanti senza censura, e rimarrà la voglia di andare controcorrente. L’unico che non rimarrà sarò io.
Ma questo credo sia un bene: chissà. magari tagliando il cordone ombelicale…
Un’ultima cosa: non fatevi infinocchiare dal messia che si professa il liberatore di Gela e che di Gela rappresenta la più grande piaga!
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