mercoledì 27 febbraio 2008

Elettori o pupi siciliani?

Si avvicina il giorno delle elezioni. E si avvicina il giorno in cui scegliere chi votare. Anzi, il giorno in cui sono obbligato a scegliere tra i nomi che altri hanno deciso per me!
Ma perchè le chiamano elezioni? perchè le chiamano consultazioni elettorali quando nessuno ci consulta? Nessuno!
Questa legge elettorale è degna di un paese con regime totalitario!
Noi cittadini non abbiamo alcuna possibilità di scegliere chi ci aggrada, niente primarie, niente voce in capitolo per far concorrere un nostro "vero" rappresentante. Tutto si decide all'interno dei partiti politici. Le segreterie politiche decidono i nomi da mandare in lista, e noi, come dei pecoroni ben addestrati, seguiamo il nostro bravo cane pastore e andiamo a mettere la croce su un foglio con dei nomi! Tutto qui. Possibilità di scelta? NESSUNA!
Una politica al servizio dei cittadini contribuenti pensa al bene comune, non pensa al bene personale ne alle proprie carriere. Una politica “padronale” si adopera a soddisfare le esigenze dei suoi “sudditi”! Perchè è questo che siamo noi: sudditi! Nessuna possibilità di scelta! Potrei anche passare sopra al fatto che i nomi vengano "calati" dall'alto (come in effetti succede), ma accettare il fatto che tra questi nomi da loro scelti io non possa nemmeno esercitare il mio DIRITTO di scelta, NO, QUESTO NON LO POSSO ACCETTARE!
NON SI PUO' RIDURRE L'ELETTORE AD IGNARO AZIONISTA DELLE CARRIERE POLITICHE DEI SUOI RAPPRESENTANTI!!! NON SI PUO'!!!
Il cittadino non deve essere oggetto passivo di decisioni politiche, bensì soggetto attivo di scelte adottate nel suo interesse.
Ma qui non siamo in un paese libero, siamo in Italia, mica a Cuba...
Una buona politica mantiene in primis gli impegni assunti con tutta la cittadinanza, impegni non promesse! E invece assistiamo ad uno squallido spettacolo di una politica, anzi, di una malapolitica, che si limita a mantenere in primis gli impegni con i propri amici e alleati!
E poi se resta tempo e voglia, e se sono ancora al potere, e se qualche partitino con appena 1,2% di consensi non fa cadere il governo perchè la moglie è stata beccata con la bocca piena di marmellata, allora pensano agli impegni assunti con noi cittadini!
Li pensano... mica li onorano!
Mantenere la promessa di mettere al centro dell'attenzione e dei propri impegni una buona ed onesta politica al servizio della collettività, rinunciando ai privilegi per pochi di una mala politica al servizio di qualche adepto, è una scelta obbligatoria se davvero si vuole bene a noi italiani e si vuole il bene comune, dando una risposta a chi all'estero ci sbeffeggia! Ma ditemi un nome, uno solo, un solo nome di politico che abbia ottemperato a questa attenzione e a questo impegno!
E' qui che nasce il sentimento comune, come letto nei commenti si questo blog, di non andare a votare! E come si fa a far cambiare idea a chi è convinto di questo? quali argomentazioni usare per portarlo a votare? voi ne avete una? seria? plausibile? e non retorica? io non ne ho!
Ripetere la solita frase secondo la quale se non si va a votare allora è unitile lamentarsi? no... non funziona più... non l'accetto! Non più! Anzi, visto che alle nostre istituzioni poco importa della (non) scelta che io andrò a fare col mio (non) voto, io gli agevolerò il compito non andando a votare, e poco importa se così rinuncio al mio diritto di scelta, anzi, COSì FACCIO VALERE IL MIO DIRITTO DI NON FARMI TRATTARE COME IL CLASSICO "PUPO" SICILIANO DI CUI ALTRI MUOVONO I FILI!
E se lo facessimo tutti, tutti quanti, questa sarebbe la vera rivoluzione!
Sono un elettore, ma altri decidono per me! Sono un cittadino, ma altri decidono per me!
Questo non è uno Stato di diritto...
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venerdì 22 febbraio 2008

Gelacontro denuncia: azione, non lamento!

La Sicilia non è solo mafia! Gela non è solo mafia! Sembrano solo banalità, ma riproduce una fedele realtà.
E' una terra sottosviluppata quasi ai livelli africani, la Sicilia, ma è ovvio e naturale che oltre alla mafia, vi siano la stragrande maggioranza di cittadini che lavorano duramente, molti di essi anche in nero, o che si trascinano blandamente nella loro esistenza vivendo ai limiti della povertà. E spesso anche oltre. Ma è altrettanto ovvio e naturale che la mafia non è il peggiore dei mali della Sicilia, anche se è quello di cui si parla a livello nazionale, perchè i media cercano sempre con bramosia la notizia mafiosa da sbattere in prima pagina, e poi fanno seguire il totale silenzio sulle altre cause che mantengono i siciliani, e noi gelesi soprattutto, con la testa appena fuori dall'acqua. E dobbiamo solo sperare che non si alzi la marea! Ma è ancora peggio quando colpevolmente i media nazionali omettono del tutto quanto di buono vi è nella nostra terra, che non è poco, perchè non fa notizia, perchè non incuriosisce, perchè... non è un luogo comune e quindi non può interessare quei lettori che vivono di luoghi comuni! I lettori infatti non vogliono sforzarsi di capire, di approfondire, le questioni, di farsi una idea propria dei fatti, ma trovano sia più comodo "bere" le notizie preparate da giornalisti poco scrupolosi, giornalisti che assecondano piani di lobbies, di gruppi di potere, siano essi industriali, imprenditori, o politici. Io li chiamo con il loro vero nome: MAFIOSI! Piani e strategie che mirano a mantenere Gela, la Sicilia, e il Mezzogiorno in genere in una condizione di sottosviluppo! E' stato questo uno dei modi con i quali l'impero romano fece splendere la sua capitale ricchissima e sfarzosa, mantenendo nella pressochè totale povertà una provincia dalla quale tuttavia succhiava le migliori risorse! Vi ci riconoscete? Davanti a ciò, non possiamo sottacere ancora a lungo le gravissime colpe dei governi nazionali, emulati e anche bene dai governi e governicchi regionali e comunali. Governi che hanno fatto crescere disordinatamente l'economia guardando passivamente al peggioramento continuo della qualità dei servizi pubblici, senza mai intervenire per eliminare le cause del nostro disagio sociale. Altro che Gela provincia! Ai governi nazionali hanno sempre partecipato ministri e sottosegretari siciliani: DOVE SI SON TROVATI QUESTI SIGNORI MENTRE SI DISCUTEVA DEI DESTINI DELLA SICILIA? Questa riflessione mi fa arrivare alla causa principale del grave stato di salute della Sicilia ed in particolare di Gela: la carenza professionale, l'incapacità congenita, la disonestà intellettuale, e l'abitudine della classe politica gelese e siciliana in genere di trattare la cosa pubblica come cosa privata! I politici gelesei che in questo periodo hanno avuto il primato della politica (da "Tu Sai Chi" in giù...) hanno anche il primato della responsabilità! La responsabilità del NON fare, della prevalenza degli interessi privati su quelli colletivi, del NON progettare. Tutte queste responsabilità mi portano a pensare che a Gela e in Sicilia in genere non c'è solo la mafia, ma c'è anche "tangentocrazia", c'è anche "lentocrazia" (per una Glea che corre ancora in diligenza mentre i paesi limitrofi di gan lunga più piccoli costruiscono aeroporti!), ma soprattutto c'è la "spartitocrazia"!
Della "spartitocrazia" ne ho parlato più dettagliatamente nel post dal titolo "Finto sviluppo e vera vergogna" (http://gelacontro.blogspot.com/2008/02/gela-finto-sviluppo-e-vera-vergogna.html. Di fronte a questo scenario, cosa fanno i movimenti politici, i sindacati, gli amministratori? Si lamentano! Magari elencano tutte le cose che non funzionano, suggerendo soluzioni, e sperando che qualcun altro lo faccia! Ma nessuno comincia a sbracciarsi, nessuno comincia a spendere il proprio tempo libero (come sto facendo io!) per catalizzare l'attenzione e canalizzare risorse verso il "fare", non verso il "far fare"!
Questo post prende spunto da una raccolta firme su quotidiani nazionali, ma soprattutto dal magnifico commento lasciato da un blogger anonimo al post "Gela, sfuma la facoltà di Chimica" (http://gelacontro.blogspot.com/2008/02/gela-sfuma-la-facolt-di-chimica.html), che invito tutti a leggere e a commentare.
Abbiamo una sola terra da condividere, non basta stare a guardare!
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giovedì 21 febbraio 2008

Gela: torre di Manfria, che fare?

Visto che siete stati in tanti a chiederlo, inserisco questo nuovo post che ha come oggetto Manfria, la sua torre, e i beni culturali in genere della nostra città. Manfria, all'inizio nata come zona residenziale pressochè esclusivamente balneare, si è via via trasformata nel tempo in zona residenziale abitativa. Da anni ormai gli abitanti di quella zona lottano con l'amministrazione comunale ingaggiando un braccio di ferro esasperante affinchè gli venga riconosciuto lo status di frazione. Gli sviluppi di questa vicenda sono stati ampiamenti trattati in un post precedente dal titolo "Gela, Manfria diventa frazione, anzi no"
(http://gelacontro.blogspot.com/2008/01/gela-manfria-diventa-frazione-anzi-no.html), poi successivamente replicato dal presidente del comitato frazione di manfria Carmelo Tandurella (http://gelacontro.blogspot.com/2008/01/gela-il-comitato-frazione-manfria.html), e culminati con l'articolo che il quotidiano "La Sicilia" ha dedicato alla questione (http://gelacontro.blogspot.com/2008/01/ha-fatto-breccia-la-tenacia-con-la.html).
Dopo la dichiarazione dell'assessore Nuara ("ho verificato la normativa: Manfria non ha i requisiti di legge per diventare frazione e il Comune non ha i soldi per decentrare tutti i servizi"), mi son chiesto come e quando si sono accorti che mancavano i soldi per la promozione di Manfria da contrada a frazione, e in base a quale bilancio (consuntivo o preventivo) e di quale anno è nata la necessità di annullare tale promozione. Al che, io e alcuni soci della Vox Populi, siamo andati all'Ufficio delle Entrate per richiedere il Bilancio Comunale. Ebbene, l'ostruzionismo che regnava dentro quegli uffici, e la mal celata omertà di darci le informazioni necessarie per richiedere il bilancio comunale ci ha indisposti, e non poco. Ci siamo sentiti rispondere, tra le altre cose (cito testuali parole): "ma a voi a cosa serve?; non so se è possibile; ditemi prima che ci dovete fare, e poi vi dico se è possibile!!!!!" E, vista la notra insistenza, hanno tentato di scoraggiarci dicendoci che il bilancio è formato da migliaia di pagine racchiuse in faldoni, e che ci sarebbero occorsi mesi per consultarlo tutto, dunque sarebbe stato inutile nemmeno averlo, ma anche solo richiederlo!
E' QUESTA E' LA TRASPARENZA AMMINISTRATIVA DI CUI QUALCUNO SI VANTA?
Non si era detto che il sito del comune di Gela era nato per la trasparenza amministrativa? l'ultimo aggiornamento di quel sito risale al giorno dello spoglio elettorale delle amministrative dell'anno scorso! Ma questa è un'altra storia di cui ci occuperemo in seguito...
Volevo portare a conoscenza di questo fatto un po più tardi, quando saremmo riusciti ad ottenere il famigerato bilancio comunale, ma, viste le vostre insistenze e il vostro interesse per il bene culturale che manfria e la sua torre rappresentano, ho voluto farlo adesso. Naturalmente noi non ci siamo arresi, e ulteriori sviluppi saranno resi noti in seguito.
Dopo aver puntualizzato ciò, sono d'accordo con voi sul valorizzare manfria e la sua torre e di inserirla negli itinerari turistici non solo di Gela, ma anche del comprensorio e di tutta la sicilia e oltre. Domanda: ma non sarebbe più opportuno che di questo se ne occupasse la Pro Loco? di cosa si occupa la pro loco se non di valorizzare le risorse del loco? che sia giunto il momento dell'istituzione di una pro loco seria e attiva? che abbia, tra le altre cose che le competono, il compito di far conoscere le nostre bellezze e, non solo la torre di manfria, ma il museo con annesso il parco delle rimembranze, le mura timoleontee, il Castelluccio, e di esportare il loro valore e la loro bellezza anche in itinerari diattici, o in percorsi culurali, o, ancora in percorsi eno-gastronomici.
A questo punto, a mio modo di vedere, si aprono due strade: o sollecitiamo la Pro Loco ad attivarsi un pò di più e più seriamente, che riesca ad inserire i luoghi culturali di Gela negli itinerari nazionali, o proviamo ad impegnarci noi come associazione (ma anche simpatizzanti, blogger, o semplici interessati alla questione) di intraprendere una lotta, un cammino in questa direzione.
Certo, mi rendo conto che il progetto è ambizioso è che la strada è tortuosa e in salita, e che, soprattutto, non posso farcela io da solo, ma devo confessare che la cosa mi stimola parecchio, e l'entusiasmo unito all'interessamento vostro per tutta la questione mi fa ben sperare.
All'inizio della vita di questo blog, qualcuno faceva osservare che non bastava criticare e giudicare, ma bisognava proporre, bisognava confrontarci, e bisognava mettersi in gioco.
Ebbene, qui dopo aver litigato, dopo esserci scontrati (a volte a malo modo), abbiamo, anzi, avete fatto delle proposte molto serie, ci siamo confrontati e... adesso?
Avete delle proposte alternative?
O raccogliamo la sfida?

giovedì 14 febbraio 2008

Gelacontro e Vox Populi promuovono un sondaggio popolare

Per Anni abbiamo assistito al susseguirsi di politici ed amministratori animati di buoni propositi e intenzionati a risolvere i problemi della nostra città. Per anni, questi stessi politici e amministratori, hanno parlato dei vari problemi che affliggono la nostra città elencandoli uno ad uno davanti alle telecamere, sui giornali, ai comizi. Per anni noi li abbiamo ascoltati aspettando che finalmente qualcuno di questi problemi venisse risolto. Siamo stanchi di sentirci dire quali sono i problemi della nostra città! Li conosciamo tutti! Non abbiam bisogno di gente che elenchi i nostri problemi... abbiam bisogno di gente che elenchi le soluzioni!!!
I politici nel tempo hanno assunto il ruolo di unici depositari dei segreti racchiusi nei problemi e nelle soluzioni... senza nemmeno consulatrci!!! Sanno già come risolvere un problema riguardante un quartiere senza prima consultare la gente di quel quartiere; sanno gia come risolvere i problemi delle scuole senza prima consultare le scuole; sanno già come risolvere i problemi dei giovani senza consultare i giovani stessi! COME SI FA A RISOLVERE I PROBLEMI DELLA GENTE SENZA CHIEDERE LORO DI COSA HANNO BISOGNO??!! COME SI FA A CAPIRE COSA MANCA AI GIOVANI SE NON LI HANNO MAI CONSULTATI??!! La gente, i giovani e tutti noi gelesi non siamo una entità astratta... NOI ESISTIAMO!!!
Non siamo soltanto un bacino di voti dal quale attingere puntualmente ad ogni cosultazione elettorale!
Ed è per questo motivo che abbiamo promosso e attuato una iniziativa: un sondaggio per la gente, un sondaggio con la gente. Un sondaggio semplice, chiedendo loro quali sono le cose che funzionano a Gela e quali quelle che non funzionano, cercando di toccare tutti gli argomenti e, nel caso ce ne fossimo dimenticati qualcuno, lasciando uno spazio dove poter scrivere qualsiasi cosa. QUESTA E' DEMOCRAZIA! QUESTA E' PARTECIPAZIONE! QUESTO E' AVER RISPETTO E CONSIDERAZIONE PER TUTTI GLI ABITANTI!
Il sondaggio è stato distribuito in vari punti della città, da un supermercato a settefarine a un bar a caposoprano, da una parrucchiera in centro storico ad una banca sul corso, da un supermercato a macchitella a vari distributori di benzina, oltre che alla biblioteca comunale: tutti posti che frequentiamo di solito noi gente comune...
Sarà nostra cura elaborare i risultati del sondaggio e pubblicarli su questo blog, oltre che sui quotidiani e sugli altri mezzi di informazione. Inoltre i risultati verranno sottoposti ai nostri amministratori (sindaco, assessori, consiglieri comunali) per fargli arrivare direttamente le nostre lamentele e la voce della gente!
E' un impegno. Credo che lamentarsi senza far qualcosa, senza prender parte a iniziative che ci diano la possibilità di farci sentire, porta alla perdita del diritto stesso di lamentarsi! Bisogna partecipare! Credo sia uno strumento efficace per far sentire la nostra voce a chi non ha mai avuto orecchie per sentirla!
Non possono ignorarci anche stavolta!!!

mercoledì 13 febbraio 2008

Gela ricorda Don Ninì Scucces

Sabato 16 febbraio, alle ore 17.00, nell’Aula Magna CNOS – Salesiani, al villaggio Aldisio, si terrà un incontro con riflessioni e testimonianze in ricordo di Don Ninì Scucces dal titolo:
“Don Ninì Scucces – Una Vita Per Gli Altri”
Don Ninì Scucces
ha incarnato fino alla morte i valori e l’esempio di san G. Bosco.
Nato a Modica nel 1938, è morto a Viagrande l’anno scorso nella Casa Nazareth da lui stesso creata per il recupero dei tossicodipendenti e dei disadattati. La sua morte ha lasciato un grande vuoto non solo fra i “suoi” giovani, ma anche fra quanti lo hanno conosciuto e apprezzato per una vita dedicata agli altri. La sua grande disponibilità ed accoglienza nei confronti di chiunque, lo ha contraddistinto fino alla fine dei suoi giorni, assieme alla sua reale apertura e rispetto verso ogni forma di società e di religione, e per l’impegno che ha sempre messo nel salvare delle vite distrutte dalle droghe: “Bisogna innanzitutto dimostrare a chi è vittima della droga che c'è qualcuno disposto a dividerne le sofferenze, a fargli compagnia durante le crisi di astinenza, a dare loro la certezza di un futuro normale. La droga non è un problema, ma una condizione e come tale deve essere affrontata. La droga non è solo l'ecstasi o la cocaina, ma anche gioco d'azzardo, anoressia, bulimia, alcool, fumo, video giochi. Tutte dipendenze che si possono evitare, superare e abbandonare se ci innamoriamo del fascino della vita e non di quello della morte”.
Don Ninì
arrivò a Gela come direttore dell’oratorio salesiano nel 1971, e fu un uragano che travolse tutto e tutti. Diventò un punto di riferimento fondamentale per lo sport a Gela, costituì 6 società sportive, maschili e femminili: dagli esordienti agli allievi, dagli juniores ai campionati regionali passando dal calcio alla pallavolo, dal basket all’atletica, dal karate ai giochi della gioventù, vincendo campionati regionali e nazionali. Tutti erano affascinati dalla sua voglia di fare e dalla sua dinamicità: teatro, discoteca, cineforum, gite, campeggi, l’oratorio era una fucina di idee e di progetti con una presenza straordinaria di giovani di tutta la città. Prima del suo arrivo il villaggio Aldisio risultava al primo posto come delinquenza giovanile, alla fine della sua permanenza a Gela (8 anni) era all’ultimo posto!
“Ho sempre creduto nella realtà della vita e perciò la presenza attiva del direttore dell’oratorio che sta e vive con i ragazzi è fondamentale. I valori si trasmettono nel concreto della vita. Si semina e si prega e si raccoglie. L’educatore non ha orari. Sul territorio è il punto di riferimento vivendo con loro 24 ore su 24. Ed è bello! "
Queste sono delle parole che ci ha scritto, per ricordare la sua presenza a Gela, qualche giorno prima che morisse.
Io personalmente ho un vago ricordo di Don Ninì, (vago ma non sbiadito!), ritengo di essere stato un fortunato poiché la mia vita è stata bagnata dalla sua conoscenza, dalla sua presenza, dalla sua persona e se ancora adesso ne conservo il ricordo (avevo 8 anni!!!) è perché davvero è stata una persona splendida, e davvero mi ha lasciato il segno! E la commozione che provo nello scrivere queste parole… mi è testimone!
Mi piacerebbe che il suo epitaffio fosse quella stessa frase che Albert Einstein disse quando morì Mahatma Gandhi: "Le generazioni future stenteranno a credere che un uomo come Lui abbia davvero camminato su questa terra..."
Grazie Don Ninì.

martedì 12 febbraio 2008

Gela, minacce al vescovo M. Pennisi

"La chiesa non deve obbedire allo Stato".
No, non è un proclama, ma il motivo per cui hanno minacciato il vescovo Pennisi reo di non aver permesso i funerale del (presunto) boss mafioso Emmanuello.
Naturalmente si sono guardati bene dal dirglielo personalmente o dall'avergli fatto recapitare personalmente la missiva. Hanno pensato bene di scriverlo su dei foglietti (pizzini?) e distrubuirli a mo' di volantinaggio, tanto, pensavano, prima o poi qualcuno glielo farà arivare all'orecchio.
Io pensavo che questo tipo di volantinaggio fosse stato in uso solo ai tempi della scuola per far sapere alla più bella della classe che ci piaceva molto, non avendo il coraggio di dirglielo personalmente. Ma come? hai il coraggio di minacciare di morte un vescovo... e non hai il coraggio di dirglielo personalmente?
Mi viene in mente un animale ferito a morte che dibatte i piedi violentemente perchè si accorge che sta per finire il suo tempo.
A me non è mai piaciuto parlare di legalità e di lotta alla mafia, poichè ritengo che di certe cose se ne debbano occupare gli organi competenti. E inoltre, la lotta alla mafia è così ampia e così di grande grido e richiamo che oscura tutti gli altri problemi che la nostra Gela accusa. Ma davanti a questo fatto, davanti alle minacce di morte ad un prelato, dunque alla chiesa, davvero non si può star zitti anche stavolta! Indipendentemente dall'essere credenti o atei! Un vescovo è un uomo disarmato, ha per arma la sola propria parola, la fede in Dio e la chiesa. E' come minacciare di morte una formica, un topolino, una zanzara: come fanno a difendersi?
La mafia e i mafiosi che a Gela e da Gela son partiti hanno reso questa città simbolo di mafia in tutto il mondo. Personalmente ne ho avuto riprova in un posto così lontano che non sto nemmeno a dirvelo... E adesso si minaccia di morte un vescovo perchè ritenuto responsabile del mancato funerale di un (presunto) boss mafioso!
"La Chiesa non deve obbedire allo Stato" dicono loro...
"Gela e i gelesi non devono obbedire alla mafia" dico io!!!

domenica 10 febbraio 2008

Gela, è finito il tempo degli eroi?


C'è stato un tempo in cui gli eroi nascevano, crescevano, agivano, fomentavano e, spesso, morivano.

C'è stato un tempo in cui gli eroi nascevano, crescevano, agivano, fomentavano e finivano i loro giorni venerati giustamente.
Questi che viviamo adesso sono giorni in cui gli eroi nascono, magari non essendo eroi ma lo diventano, agiscono, fomentano, e poi... poi vanno per altri lidi.
In questo periodo la cronaca è piena di politici che si stanno dibattendo animatamente non per risolvere i problemi della nostra terra, ma per dividersi le candidature, le poltrone, gli incarichi. Ci sono politici che non fanno politica ma solo mero esercizio di sbandieramento partitocratico, perchè è questo che succede ai giorni nostri: non si fa più politica ma si fa partitocrazia! E la partitocrazia è l'anticamera dell'interesse personale.
Un padre di famiglia, fa enormi sacrifici per crescere i propri figli, difendendoli dalla malvagità quotidiana, frapponendosi tra loro e la delinquenza, sacrificando se stesso e forse anche di più per proteggerli e vederli svilupparsi. Questo gli porta una certa fama nella sua comunità. Ci si aspetterebbe quantomeno che ambisca a vederli maturi e pronti a camminare da soli... E invece, un bel giorno, arriva una bella donna, avvenente, attraente all'inverosimile, ricca, molto ricca, che gli fa delle proposte invero difficilmente resistibili. Irresistibile per un uomo qualsiasi... non per uno che ha sacrificato la propria vita per i suoi diletti figli! E invece, preso dalle lusinghe davvero appetibili della bella e ricca donna, pensa di lasciare i propri figli e di imbarcarsi nella nuova avventura. Ciò lo porterebbe di certo ad una visibilità maggiore di quella che aveva, e anche ad una ricchezza prima mai sognata... ma avrà lasciato i propri figli! Avrà lasciato le persone alle quali si era dedicato promettendo loro che li avrebbe condotti alla maturità, e invece sarà qualcun altro a farlo.

Forse.

Non so se gli perdonerebbero questa sorta di abbandono, di tradimento.
Mi direte che è una storia simile a molte altre, simile anche alla storia di un sindaco che si è eretto a paladino della legalità (riuscendoci, non c'è che dire) per proteggere i propri cittadini e smascherare il malaffare che regna(va) nella sua città. Un sindaco che vive blindato perchè la mafia gli ha dichiarato guerra. Tutta la solidarietà di questo mondo non basterebbe a fargli capire quanto gli siamo vicini...
Adesso ha nuovi lidi davanti a sè: la donna bella, avvenente e ricca ha preso la forma di una poltrona (forse due), la poltrona di Governatore della Sicilia, o quella di Deputato nazionale.
Come si fa a resistere a questa donna? pazienza se i suoi cittadini (figli) rimangono da soli senza quel sindaco che, infondo, è stato eletto con "solo" il 65% dei voti (voto più, voto meno)! Infondo significa solo che il 65% dei suoi cittadini crede(va) in lui!
C'è stato un tempo in cui gli eroi nascevano, crescevano, agivano, fomentavano, e...



giovedì 7 febbraio 2008

Gela, finto sviluppo e vera vergogna!

Da un commento scritto da prozac, si deduce che non è vero che i nostri politici non riescono a creare posti lavoro, siamo noi che non riusciamo a vedere lo sviluppo di questa città! In particolare si possono fare degli esempi: vedi LSU (lavori socialmente utili) che in molti chiamano lavori socialmente inutili. Questo tipo di lavoro ha dato
la possibilità di occupazione a numerose persone che naturalmente si sono convertiti in semplici voti elettorali. Per fare un esempio pratico sono quelle persone che si occupano principalmente della segnaletica stradale. Oppure basta stanziare fondi per una rotonda o il recupero storico di una sede stradale, che all’improvviso ecco altri posti di lavoro inaspettati che, come magicamente compaiono, altrettanto magicamente spariscono ad elezioni concluse!
Esistono poi anche società nate apposta per recuperare posti di lavoro e… voti! Come la Ghelas
Multiservizi
(per inteso quella che si occupa della manutenzione del verde). Avete visto chi sono i dipendenti...? E che dire di Caltacqua? altra società gestita per i voti e “occupata” dai seguaci di Tu Sai Chi…
Ecco allora, non è che i posti di lavoro non crescono a Gela…….è lo sviluppo che non esiste.
E con questo sistema ci prendono tutti in giro facendoci credere che i posti di lavoro sono in aumento e che quindi tutto sta andando bene….
Questo non è sviluppo... è solo far contento il popolino per tenerselo buoni e attngere voti da esso!
Prima o poi dovranno capire che noi sappiamo!!!
E cosa dire delle tante persone che aspirano ad un posto in Consiglio Comunale come un… normale posto di lavoro!!!
Tutte le volte che ci sono elezioni comunali vediamo candidarsi gente solo perché non ha un posto di lavoro e a cui gli gioverebbe quei soldi elargiti ad un consigliere comunale! Il risultato? Un consiglio comunale formato da persone ignoranti, che non sa nemmeno parlare, che non sa esprimersi… e che non conosce internet! (Non tutti per fortuna, ci sono e ci sono stati degli ottimi consiglieri comunali). Per fortuna, i consiglieri comunali dell’attuale sindacatura sono una spanna sopra rispetto del passato, ma, ad esempio, nella passata sindacatura l’ignoranza che regnava nel consiglio comunale era palese! Anche da chi questo ruolo lo ricopriva non per la prima volta…
Mi è capitato di assistere a qualche seduta del Consiglio Comunale, e lo spettacolo era davvero indecoroso, oltre che vergognoso, e avolte rasentava il ridicolo!!!
Ogni paese ha i rappresentanti che merita…

lunedì 4 febbraio 2008

Gela, sfuma la facoltà di Chimica


Da un articolo apparso su La Sicilia giorni fa, si apprende che in base alla Finanziaria non può essere aperta nessuna Università a Gela fino al 2009. Perciò dopo tanta pubblicità fatta dall’amministrazione e dai consiglieri comunali, che incitavano ad iscriversi alla facoltà di Chimica con la prospettiva di seguire le lezioni al petrolchimico, il Ministero dell’Università ha dato l’Alt a questo progetto ritenendolo fuorilegge. Non si trattava, infatti, di un sostegno didattico finanziato dall’Eni e dal Comune, come si era sostenuto, ma un vero e proprio corso didattico. Da qui l’Alt del Ministero. L’amministrazione ha detto altresì che non c’era nessun accordo con Eni e Comune ma soltanto un preliminare di accordo (cambia qualcosa?), e indica come soluzione un insegnamento decentrato. Vale a dire, gli studenti continueranno a seguire le lezioni al petrolchimico, ma ciò gli varrà come credito formativo, e l’esame dovrebbero sostenerlo a Palermo!
Naturalmente nessuno ha pensato a questi poveri studenti e alla “fregatura” (perché di questo si tratta!) che hanno preso fidandosi di chi promuoveva questo corso di laurea! L’unica soluzione che è venuta in mente è quella di dare un contributo per sostenere le spese nell’affrontare gli esami a Palermo. E in base al reddito.
Ma mi chiedo, possibile che nessuno tra gli amministratori, tra i consiglieri, tra i dirigenti sapesse di questo prima di promuovere ad occhi chiusi questo corso di laurea?
Possibile che a Gela chi dovrebbe amministrarci e chi dovrebbe rappresentarci si fa poi correggere da chi davvero sa amministrare e rappresentare cadendo in una sorta di rossore che delimita l’incapacità cronica dei nostri amministratori/rappresentanti/dirigenti?
Agli studenti non rimane altro che adire vie legali per il danno subito, oltre al quale si aggiunge la beffa nell’aver visto svanire il sogno di poter condurre gli studi e gli esami nella propria città, fidandosi erroneamente (l’ho detto e lo ribadisco fortemente!) di chi gli aveva prospettato questa possibilità. La loro unica colpa è quella di aver mal riposto la loro fiducia e quella di voler laurearsi nella loro città natale.

Una colpa fatale!