domenica 21 dicembre 2008

Eccone un altro...

Eccolo... ne arriva un altro!
Arriva di nuovo, pian piano, a nostra insaputa, l'infido Natale si avvicina di nuovo, e senza che nessuno lo abbia invitato!
Bisognerebbe prendere tutte le lucine di Natale, gli abeti, gli addobbi, l'atmosfera natalizia, e le persone che ballonzolano felici spendendo i loro risparmi in stupidi regali e buttare il tutto in un gigantesco tritarifiuti!
Natale è la festa di Dio!
Vi dice niente? Il nostro salvatore... e che uno ci creda o meno rimane pur sempre quello il motivo di questa festività! Per cui presupponiamo che sia festeggiata solo dai cattolici, cosa cavolo c’entra il culto dei regali?! Dobbiamo proprio farceli? Posso capire un regalo simbolico ai bambini, ma a meno che Gesù non avesse in progetto di aprire un centro commerciale, dubito che abbia predicato di spendere... spendere... spendere!
E gli addobbi? L'albero? Il presepe? E tutte le altre cose inutilmente indispensabili? Sono solo ed esclusivamente delle cazzate!
E se qualcuno avesse la buona curanza di informarsi sulle radici di queste tradizioni (non nostre!) capirebbe che non c'entrano niente con la nascita di Gesù: il Natale prende spunto da una festività pagana! Il 25 dicembre si festeggiava il dio Sole...
Il cenone posso anche capirlo, ma solo perchè, da che mondo è mondo -anche se io non sono d'accordo- quando si festeggia inevitabilmente si mangia fino a scoppiare... Minchia che crisi! Religione a parte, arriva il Natale e tutti sono ilari e felici... Ma chi? chi lo era già prima, forse... Ma chi non lo era prima non lo sarà nemmeno durante il Natale, anzi!
Sveglia!
E’ tutto uno schifo! I problemi non spariscono se li ignori intonando canti natalizi! Gli uccellini non cinguettano per l’occasione! L'aria non è piena d'amore! E non esiste nessun omino panciuto, vestito dei colori della coca-cola, che verrà insieme alle sue renne volanti (?!) a portarvi i regali mentre voi ve ne dormite tranquilli nei vostri lettucci dopo aver fatto chissà quante buone azioni! Al massimo arriverà qualche ladro (e qui evito di fare l'elenco per non passare anche da razzista) che vi svaligerà casa e dovrete ringraziare se vi lascerà in vita... O arriverà qualcuno che vi brucerà la macchina. L'ennesima! Se non arriverà qualche notizia che ti scombussolerà la vita e minerà tutte le tue (pseudo) certezze su cui hai poggiato tutta la tua esistenza!
E ti ritroverai a ricominciare tutto da zero! Anzi, da -40...
Tutti gli anni siamo quasi obbligati a stare allegri e ad essere più buoni in nome di cosa? Di una festa pagana adottata dai cattolici e fatta crescere dal consumismo!
Fanculo il Natale!
Morale della favola: basta con tutte queste cazzate! Se proprio dobbiamo festeggiare il Natale, facciamolo, ma facciamolo come ricorrenza della nascita di Gesù, altrimenti spostiamolo o sostituiamolo con la "festa del materialismo" allora potrete riavere tutte le inutili cose che vi hanno regalato e che avete regalato!
No, non fate quella faccia: arriva un momento (uno dei tanti) nella vita di un uomo in cui si sente il bisogno di chiamare le cose con il loro nome...
E non crediate che questo sia soltanto uno sfogo: è una riflessione ponderata, maturata in molto, molto tempo, da troppe, troppe cose che ho visto, e da tanti, tanti schiaffi in faccia presi...

sabato 13 dicembre 2008

Cos'è la Destra? Cos'è la Sinistra?

Tutti noi ce la prendiamo con la storia ma io dico che la colpa è nostra, è evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Fare il bagno nella vasca è di destra far la doccia invece è di sinistra, un pacchetto di Marlboro è di destra di contrabbando è di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Una bella minestrina è di destra il minestrone è sempre di sinistra, tutti i film che fanno oggi son di destra se annoiano son di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Le scarpette da ginnastica o da tennis hanno ancora un gusto un po' di destra, ma portarle tutte sporche e un po' slacciateè da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
I blue-jeans che sono un segno di sinistra con la giacca vanno verso destra, il concerto dello stadio è di sinistra i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra
I collant sono quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra
La pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La piscina bella azzurra e trasparente è evidente che sia un po' di destra, mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare son di merda più che sinistra
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia malgrado tutto credo ancora che ci sia, è la passione, l'ossessione della tua diversità che al momento dove è andata non si sa dove non si sa dove non si sa.
Io direi che il culatello è di destra la mortadella è di sinistra,
se la cioccolata svizzera è di destra
la nutella è ancora di sinistra
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra
Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
Non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Il saluto vigoroso a pugno chiuso è un antico gesto di sinistra, quello un po' degli anni '20, un po' romano è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia malgrado tutto credo ancora che ci sia è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché con la scusa di un contrasto che non c'è se c'è chissà dov'è se c'è chissà dov'è.
Tutto il vecchio moralismo è di sinistra
la mancanza di morale è a destra
Anche il Papa ultimamente è un pò a sinistra
e demonio è ancora andato a destra
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La risposta delle masse è di sinistra col destino di spostarsi a destra, son sicuro che il bastardo è di sinistra mentre il figlio di puttana è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Una donna emancipata è di sinistra riservata è già un po' più di destra, ma un figone resta sempre un'attrazione che va bene per sinistra e destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Tutti noi ce la prendiamo con la storia ma io dico che la colpa è nostra, è evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Destra-sinistra Destra-sinistra Destra-sinistra Basta!

Giorgio Gaber

lunedì 8 dicembre 2008

Gela: Etica e riformismo

In risposta al post "Gela: niente politica senza etica", dal coordinatore cittadino del ReD riceviamo e pubblichiamo:

“Al Sud c’è una grave crisi morale” questo è l’ultimo e significativo messaggio del Presidente della Repubblica e riguarda purtroppo anche noi.
La fiducia per un grande progetto di cambiamento, per un partito dei cittadini e per i cittadini, per un partito di rinnovamento sociale e politico, dispiace affermarlo, è stata indebolita, se non addirittura delusa e particolarmente nelle nostre realtà.

In Sicilia questo vuoto si è raffigurato nelle sue più stridenti contraddizioni economiche, sociali e culturali in un classe politica non all’altezza. Il progetto di costruire un futuro meno incerto per le generazioni presenti e future è stato profondamente svilito e le giuste attese sono state completamente ignorate, il tutto aggravato dalle politiche di un governo nazionale e regionale lontano dai reali bisogni dei cittadini.
Nel PD la questione morale, i grandi principi dell’impegno politico, la progettazione del futuro sono state dimenticate in nome di un vuoto culturale e sociale che ha messo al primo posto le sirene dell’egoismo, la fame di potere, la difesa di interessi particolari. Molte volte alcuni nostri rappresentanti nelle istituzioni locali vengono indicati o percepiti come corresponsabili di spartizioni e di sprechi, veri favoreggiatori di illegalità morale.
Ma noi non vogliamo arrenderci , crediamo nella nostra storia , nelle nostre idee.
Non ci rassegniamo al vuoto di valori, all’appiattimento morale , ai “cacicchi” della politica.
Crediamo in un Partito Democratico protagonista della costruzione di un’altra Italia.
Crediamo in una politica dove solidarietà, giustizia sociale , difesa degli ultimi siano riferimenti essenziali, dove confronto e partecipazione alle scelte complessive per lo sviluppo di un territorio siano l’espressione autentica di un nuovo riformismo che vuole guardare avanti.
Crediamo ancora in un partito che sia riferimento in termini di valori e di indirizzi, che contrasti gli egoismi in nome di un interesse collettivo.
Un partito più attento ai bisogni giovanili, che cambi decisamente rotta, ponendo al centro di tutto il rinnovamento etico, non solo generazionale.
Un partito che traduca la passione politica e sociale (quella vera, non quella arrogante ed opportunistica) dei giovani, cioè di quelle energie fresche e preparate che intendono affermare il loro diritto di rappresentanza, in una partecipazione effettiva ad impegni direttivi ed istituzionali.
Un partito i cui dirigenti, non più cooptati o lottizzati ma eletti democraticamente, dovranno confrontarsi per cambiare questa politica e credere che la politica pulita e trasparente debba sempre prevalere, per questo bisogna far sentire la gente parte attiva e protagonista a tutti gli effetti di un partito, senza essere “catalogati” o utilizzati in nome di promesse illusorie o solo per ambigui fini personali.
Nel Partito Democratico ed in generale nel centro sinistra di Gela questo malessere esiste e non può essere negato né sottovalutato e l’Associazione ReD vuol essere un modo, un contributo per risolverlo e ricomporlo. Saremo presenti per avviare un serio confronto tra politica e società, tra politica e cultura rilanciando i valori etici della appartenenza, attraverso iniziative che mettano in primo piano i cittadini, i loro bisogni e soprattutto il loro futuro.
Il coordinatore cittadino del ReD
Emanuele Sanzo

giovedì 4 dicembre 2008

Quando al potere c'erano rigore e modestia

Eletto consigliere comunale per poi dimettersi per far "scalare" la lista.
Eletto deputato regionale.
Eletto presidente della provincia regionale di Caltanissetta.
In poco tempo ha vinto tutte le competizioni alle quali si è presentato.
Forse spinto da un più che giustificabile senso di colpa, l’on. Pino Federico, presidente della provincia di Caltanissetta e deputato regionale, ha deciso di rifiutare lo stipendio da presidente della provincia.
Gesto nobile, che in pochi, forse nessuno, avrebbe sognato di fare, segno che i soldi non rappresentano l’unica discriminante della sua vita, politica e non.
Rinunciare a quei soldi, praticamente lavorare gratis, non è una scelta che in molti avrebbero fatto, anzi.
Beh, lavorare gratis proprio no...
Ricordiamoci che pur sempre percepisce lo “stipendio” di deputato regionale, il quale non è proprio quello di un operaio o di un impiegato, né tantomeno quello di un presidente della provincia...
Il parlamento siciliano è composto da 90 deputati, i quali hanno a disposizione un budget di 22 miliardi di euro all’anno!
I soldi ci sono... in compenso mancano i servizi!
Ed ecco che nascono le migliaia di aspiranti politici che hanno capito come vivere bene senza fare grandi fatiche.
Un esempio? Un deputato semplice all’Ars ha diritto ad una indennità di 7.800 euro netti, a cui si aggiunge una diaria di 4.000 euro, 1.000 euro di rimborso spese, 700 euro fra spese telefoniche e viaggi e 4.700 euro per i portaborse!
E stiamo parlando di cifre mensili...
Vi gira la testa? prendete un'aspirina perchè nono ho ancora finito.
Infatti, visto che queste sono solo indennità, veniamo ai privilegi: la pensione sarà computata al 100% dell’ultima indennità se il deputato è riuscito ad arrivare almeno a 2 anni e 1\2 di presenza all’Ars (c’è chi ci resta per vent’anni...); le spese sanitarie in Italia e all’estero sono pagate a vita per il deputato e per i familiari!
E c’è gente che fa i “viaggi della speranza” per potersi curare...
Lo stesso vale per i mezzi di trasporto, gli ingressi nei teatri e nei musei e hotel.
Facendo quattro conti, 260.000 euro per 518 ore di sedute in 5 anni, di cui 130 sedute sospese dopo 5 minuti di “lavori”...
Questo per un deputato regionale “semplice”, che non abbia cioè alcun incarico, alcuna commissione...
Un bell’investimento per chi va a votare per portare avanti i propri diritti!
Bella forza, a queste condizioni anch’io avrei rinunciato al mio stipendio di presidente della provincia. Sono circa, euro più euro meno, 40.000 euro al mese per un deputato regionale.
Che dite? Gli serviranno davvero tutti?
Magari ricordatevelo quando ne incontrate uno, anzi, magari chiedeteglielo se gli servono davvero tutti.
C’era una volta un presidente della Repubblica che, a fine anno, restituiva ciò che del suo appannaggio non gli era servito, cosa che con nessun’altro si sarebbe ripetuta.
Era lo stesso presidente che, quando in un’alba dell’11 maggio del ’48, incontrò Giulio Andreotti (si, già c’era...) che lo voleva eletto replicò timidamente che una caduta dal tram lo aveva reso claudicante e dunque privo “della prestanza fisica necessaria per le pubbliche cerimonie”. Era il primo presidente dell’Italia repubblicana, Luigi Einaudi appunto. Settant’anni fa.
Historia magistra vitae.
Fonte cifre: Vision

lunedì 1 dicembre 2008

Presto... che è tardi!

C'è una selvatichezza tutta indiana, tipica del sangue pellerossa, nel modo con cui gli americani anelano all'oro; e il loro furibondo lavoro senza respiro - il vizio peculiare del nuovo mondo - comincia già per contagio a inselvatichire la vecchia Europa e a estendere su di essa una prodigiosa assenza di spiritualità. Ci si vergogna già oggi del riposo, il lungo meditare crea quasi rimorsi di coscienza. Si pensa con l'orologio alla mano, si vive come uno che continuamente «potrebbe farsi sfuggire» qualche cosa. «Meglio fare una qualsiasi cosa che nulla» - anche questo principio è una regola per dare il colpo di grazia a ogni educazione e ogni gusto superiore. La prova di ciò sta nella grossolana chiarezza oggi pretesa ovunque, in tutte le situazioni in cui l'uomo vuol essere onesto con l'uomo, nei rapporti con amici, donne, parenti, bambini, insegnanti, scolari, condottieri e principi: non si ha più tempo né energia per il cerimoniale, per i giri tortuosi della cortesia, per ogni esprit nella conversazione, e sopratutto per ogni otium. Poiché la vita a caccia di guadagno costringe continuamente a prodigarsi fino all'esaurimento in un costante fingere, abbindolare o prevenire: la virtù vera è ora fare qualcosa in minor tempo di un altro e così ci sono molto raramente ore di consentita onestà; in queste, tuttavia, si è stanchi e non ci si vorrebbe soltanto lasciare andare, ma buttare distesi pesantemente in lungo e in largo. [...]
Se esiste ancora un piacere nello stare in società e nelle arti, è un piacere quale se lo sanno procurare schiavi stremati dal lavoro. Che vergogna, questa parsimonia della «gioia» nei nostri uomini colti e non colti!
[Friedrich Nietzsche]
La filosofia ha il potere di rimanere attuale anche se ciò che è stato scritto risale a molti anni fa.
Correre, salutare velocemente, bere un caffè in fretta, sfogliare i titoli dei giornali per poi farsi raccontare le notizie per non perdere tempo: stiamo diventando come i milanesi...
Chi ha più il tempo di coltivare le amicizie? forse, direte voi, di tempo ce n’è e anche tanto, vista la scarsità del lavoro, ma siete davvero sicuri?
Fatevi un giro in questi giorni: sono tutti impazziti per comprare regali di Natale che nessuno ha il tempo di scambiare due chiacchiere: devono portare il bimbo in piscina, la bimba a danza, la moglie in palestra e noi abbiamo la partita di calcetto. La sera andiamo a farci una birra al bar? macchè... c’è la champions!
La gente che trovi in giro nei bar, nei circoli, è quella gente che lì non dovrebbe propri esserci: studenti liceali e universitari! E giù a dire “ai miei tempi non era così”. Si che era così! Adesso si esce di più e dunque ce ne accorgiamo di più!
Poi fanno i convegni sui giovani e la politica, sui giovani e la società, sui giovani e la religione, e chi ci và è soltanto la gente che ha organizzato il tutto, accompagnato da... amici e parenti!
Viviamo in un mondo di finzione! E molti di noi ci credono veramente...
Perchè dico tutto questo?
Mi sono rotto che ogni anno, sotto le feste di Natale, tutti sono presi da una sorte di indulgenza plenaria per la quale bastano dei piccoli gesti a (far) dimenticare un anno di merda per sè e per gli altri!
Recitiamo tutto il giorno, chi al lavoro, chi a scuola, chi all’università, chi cercando un lavoro, e alla fine non riusciamo più a distinguere la finzione dalla realtà.
Chi cerca di uscirne, chi cerca di venire a galla da questo fango si ritrova più infangato di quanto vi è entrato, contaminato da idee pseudopolitiche non sue, da propagande trionfanti ma effimere e ci si illude che, stavolta, tutto cambierà.
Ma come diceva G. Tomasi di Lampedusa:Occorre che tutto cambi per rimanere tutto com’è”!
A volte è bello smettere di correre, ed il fermarti a pensare ti fa sentire... vivo!

mercoledì 26 novembre 2008

Gela e la terra promessa

Hanno vagato per 40 anni nel deserto, fino all’estinzione di tutte quelle generazioni che si son macchiati di peccati contro Dio. Per 40 anni le tribù di Israele, compatti, hanno camminato verso quella Terra promessa che si faceva di giorno in giorno più vicina, ma di giorno in giorno sempre più invisibile.
Guidati da Mosè, il loro liberatore, erano condotti in quel deserto che alla fine del quale avrebbe mostrato loro l’agognata Terra. E lì si sarebbero stabiliti.
Ma non tutti.
Avendo in passato adorato idoli, a Mosè non fu concesso di metter piede sulla Terra promessa. Gli fu al massimo consentito di contemplarla da lontano, spegnendo in parte quella sete di soddisfazione per aver raggiunto la meta tanto cercata ed inseguita e da avervi condotto il suo popolo.
Come dei moderni Mosè, e non dopo quarant’anni di girovagare nei deserti, ma decenni di conditi da promesse, parole, proclami e inaugurazioni, siamo costretti a guardare da lontano i nostri due palazzetti dello sport, moderni “terre promesse” intrise di delusione e disillusione!
Inauguratone uno in pompa magna, con tanto di presidente della provincia regionale di Caltanissetta –allora Filippo Collura- con assessori, sindaci, personalità illustre, giornalisti da ogni dove e con trionfante soddisfazione, tutto sprofondò nel dimenticatoio. Ora il palazzetto inaugurato poco più di un anno fa è una rigogliosa oasi per topi, insetti, piante selvatiche e adornato di crepe e fossati, il tutto, naturalmente, sotto gli occhi dei nostri amministratori che nel frattempo si passano la palla della responsabilità come in una staffetta di atletica, quella stessa atletica che dovrebbe svolgersi al suo interno.
Gli indigeni del luogo, chiamati gelesi, abituati ad una condotta di vita soporifera e a farsi scorrere tutto addosso, cullati dall’adagio “tanto non cambia nulla”, hanno assistito alla inerzia dell’amministrazione comunale, provinciale e regionale, che intanto aveva indossato il vestito della domenica, rinnovandosi (quasi) del tutto e aveva fatto il suo debutto in società fregiandosi della “conquista” del palazzetto, orgoglio della campagna elettorale!
Vistosi l’anello al naso e constatato che le perline e le cianfrusaglie date loro in cambio non avevano alcun valore, gli indigeni hanno cominciato ad “indignarsi”, hanno cominciato a svegliarsi da quel torpore cui il loro voto “libero” li aveva condotti e hanno cominciato a denunciare la mancanza che, naturalmente, raccoglieva consensi e indignazioni da tutte le parti politiche... ma di azioni concrete nemmeno l’ombra!
"Agli indigeni non servono le azioni -avranno pensato- a loro basta distrarli con qualcos’altro che subito dimenticano ciò per cui stanno protestando." Ed ecco iniziare il balletto del rimpasto in giunta, degli uomini di partito che cambiano partito come si cambiano le mutande (speriamo facciano almeno questo...), della nascita di nuove formazioni politiche, dello stadio di calcio, e poi adesso arriva il Natale: chi vuoi che pensi ancora a quel palazzetto dello sport inaugurato e tenuto lì soltanto per essere contemplato da lontano...
E se pure il capo della nostra amministrazione è preso da cambi di partito, da cambi di strategie, da cambi di assessori, da cambi di... parere, si capisce benissimo che ci aspettano altri 40 anni errare nel deserto, dopo dei quali contempleremo il palazzetto da lontano...
Robinson Crusoe
cercò di insegnare la via della fede agli indigeni con i quali fu costretto a vivere: a noi non serve qualcuno che ci insegni la fede, a noi serve qualcuno che ci liberi da Robinson Crusoe!
Solo così ci libereremo dell’anello al naso e delle cianfrusaglie avute in dono...

venerdì 21 novembre 2008

Inchiesta sulla Catania-Gela: limiti di (bassa) velocità...

Questa "inchiesta" porta la data del novembre 2007, ma cambiando l'ordine dei fattori... il risultato non cambia!

Mi associo ai ringraziamenti per l'Autonomia...

sabato 15 novembre 2008

Gelacontro... contro l'Ammazzablogger!

Il Potere politico italiano è rimasto davvero all'età della pietra!
Non ha capito che certe libertà nate grazie alla rete ed insieme ad essa sono ora irrinunciabili, toglierle vorrebbe dire sfidare a viso aperto il Paese, calpestandone la libertà residua con metodi totalitari!
Il potere politico italiano vuole andare contro la storia, vuole tornare indietro nel tempo, in controtendenza totale con il resto del pianeta, vuole che gli unici canali di informazione "autorizzati" siano i media Mainstream che controlla completamente, ovvero i giornali, le radio e le TV nazionali, anche via satellite, totalmente asserviti all'ordine costituito e che trasmettono, molto spesso, menzogne!
Il Potere politico italiano non tollera che i cittadini si informino attraverso canali alternativi ed indipendenti, non tollera che esista una riserva di notizie, facilmente verificabili ed accessibili a tutti sul web e che non può controllare, manipolando la realtà come suo solito e presentando al pubblico le consuete menzogne; ognuno deve starsene isolato in casa propria e subire la violenza delle menzogne TV: questa è la sua idea di libera informazione!
Il Potere politico italiano, non può sopportare che nascano interazioni tra liberi cittadini in nome della volontà di conoscenza, non può tollerare che, grazie alla rete, nascano associazioni di persone consapevoli, ha paura che emergano verità scomode che lo farebbero definitivamente apparire per quello che in realtà è: un gruppo di potere privato che rappresenta solo se stesso e sfrutta il paese come un parassita, un gruppo privato asservito al potere economico delle famiglie potenti che fa solo i propri interessi e quelli dei suoi padroni!
Il potere politico gelese è esattamente lo stesso!
Nessuno escluso!
(...)
"C’è un disegno di legge chiamato "legge ammazza blogger": non è figlio di nessuno.
Sarà forse figlio di puttana. Di padre ignoto e di madre incerta. Nato in provetta o per partenogenesi. Non una voce dei nostri parlamentari, a parte quella di Di Pietro, si è levata a favore della Rete. Eppure dovrebbe importargli qualcosa. Milioni di italiani ci vivono, la frequentano, discutono e... informano!
Il disegno di legge è stato presentato da Franco Levi. Levi è del PD. Il segretario del PD è Veltroni. O non sa nulla, come mi dicono gli succede spesso, o è d’accordo.
I veri giornalisti stanno in Rete, e sono migliaia.
La Rete esprime un Paese diverso. La legge ammazzablogger non va presa alla leggera. Neppure in Cina hanno osato tanto! Se passa... la Rete scompare!
Sono anni che noi siamo le lepri e loro i cani. Che giochiamo in difesa. Ogni giorno una nuova porcata. E’ ora di cambiare musica. Mi sento una lepre mannara, con i denti a sciabola. E’ una bella sensazione. All’inseguimento invece che in fuga.
Centinaia di blogger stanno mostrando la faccia, il nome e cognome.
Sono loro il cambiamento.
Non ci fermerete!!!
Se tutti i blogger del mondo si dessero la mano... "

Liberamente tratto dal blog di Beppe Grillo


giovedì 6 novembre 2008

Gela: niente legalità e politica senza etica!


Mi scrive Emanuele, un utente del Blog.

Noi non siamo giornalisti, ma non per questo ci sottraiamo ad analizzare le dinamiche patologiche e perverse di questo nostro territorio.
Vorremo cogliere l'occasione per fare, una serie di osservazioni e di valutazioni che riguardano la ricaduta di un certo stile di gestione del territorio che vede le istituzioni, tavoli delle spartizioni, veri centri di illegalità morale! E questo non solo ci riguarda, ma ci vede testimoni investiti di una responsabilità etica che è pesante ed alla quale non possiamo più esimerci dall’affrontare. Con dolore dobbiamo constatare che il PD o meglio chi rappresenta il PD nelle istituzioni fa del mercimonio l’unico collante con la città.
Ma non è così e non deve essere così!
E' ingiusto e demagogico ignorare tanta parte di cittadini che ha dato il voto per cambiare!
E’ vero che la gestione politica ed amministrativa è in gran parte connotata dalla logica perversa dei favori ed è anche vero che la cittadinanza non si ribella: noi siamo quiescenti al punto da risultare accondiscendenti. Ma in realtà siamo solo avviliti, indeboliti e, spesso, isolati. Siamo noi che non ci opponiamo e subiamo quasi con sadismo questa forma empia di potere! Siamo noi che li autorizziamo in cambio di piccoli favori!
Pensiamo che la difficoltà abbia preso in ostaggio le nostre coscienze e accettiamo questa devastazione della morale e dei nostri territori. Se riflettiamo, il singolo favore… il posto al figlio, l’incarico professionale, il concorso, l’avanzamento di carriera, etc… costituiscono il fondamento della nostra rovina. Certo chi usufruisce del privilegio avrà difficoltà ad ammetterlo ma è proprio così... purtroppo! Siamo tutti noi ad essere investiti da questa responsabilità, eticamente e moralmente.
E’ anche vero che non è facile combatte, i potenti dalle nostre parti sanno usare la forza della persuasione coatta, il mobbing nel suo aspetto di ricatto sociale, e sanno anche come farti tacere! Tutto deve filare come dicono loro: governano la stampa, ed ostentano il loro strapotere...
Tutto il nostro sistema sociale è malato, afflitto dal favoritismo… di andata e di ritorno. Già, perché se viene favorito un raccomandato viene penalizzato quello che meriterebbe… e allora questi, a sua volta, cerca il modo per entrare nelle maglie del sistema che alla fine favorisce solo lo strapotere di alcuni mentre strangola e stritola tutti noi. Dovremmo compattarci ed evitare che questo accada o quantomeno che non sia la regola: solo così potremo iniziare a contrastare l’illegalità e solo così i nostri politici ed amministratori non sarebbero più i nostri padroni! Solo così, riappropriandoci della nostra cittadinanza, faremo il primo importantissimo passo…
Corruttela e latrocinio non devono essere più strategie della politica che dovrebbe iniziare ad ascoltare i territori e i cittadini che li vivificano con il loro lavoro, con le loro famiglie, con il loro sacrificio, con la loro storia, e a servizio di questi cittadini gli amministratori devono lavorare. C’è anche nelle menti e nei cuori di tanti cittadini, tanti gelesi indignati, che cercano ogni giorno di fare il proprio dovere e che non lottano perché... non ci credono più!
Non consentiamo più l’arbitrio! A nessuno.
Tra pochi mesi le scadenze elettorali, europee.
Prima di votare, scegliamo gli uomini e le donne giuste… e se non ci saranno le preferenze allora disertiamo le liste con candidati che non hanno onorato il loro mandato ma solo ed unicamente se stessi ed i loro interessi!
Alziamo il volume della polemica...
Facciamoci sentire!
Facciamo, anche attraverso questo Blog, la rete della legalità... quella vera e non di facciata! Quella che possiamo fare noi che non abbiamo debiti con il sistema!
Facciamoci coraggio l'un l'altro: anche il fascismo è stato sconfitto, anche Hitler e Stalin...
C’è ancora speranza... forse!
Emanuele

sabato 1 novembre 2008

Gela: protocollo d'intesa tra il Comune e il Majorana

Sabato 25-10-2008, con grande successo, ha avuto luogo il LinuxDay nei locali dell’Istituto Majorana di Gela col patrocinio del Comune di Gela.
La nostra città per la prima volta ha ospitato questa importante manifestazione.
L’evento ha prodotto delle bellissime novità .
E' stato siglato e reso noto nell'occasione dell'evento un importantissimo protocollo d'intesa tra l’Istituto Majorana ed il Comune di Gela per l'adozione del software libero. Ideatore del progetto è il Prof. Antonio Cantaro, supportato dal dirigente Prof. Vito Parisi e grazie alla sensibilità dell'Arch. Emanuele Tuccio (Capo Ripartizione Urbanistica e Manutenzione), dell'Arch. Carmelo Romano (Assessore ai Lavori Pubblici) e della Dott/ssa Antonina Liotta (Direttore Generale).
Il protocollo prevede la migrazione dell’apparato informatico comunale al software libero, col supporto della nostra scuola.
"Riteniamo verosimile -dichiara il prof. Cantaro- che per la prima volta in Italia la cooperazione tra un istituto scolastico ed una importante amministrazione locale, dia origine ad una collaborazione sinergica che sfocierà nel risparmio di molte centinaia di migliaia di euro ogni anno, oltre che nella indipendenza “informatica”. Si tratta di un settore di vitale importanza, oggi, di fatto, monopolizzato dalle multinazionali del software. L'ingente quantità di denaro pubblico che si risparmierà potrà essere destinato ai bisogni primari e prioritari del territorio. L'intesa potrebbe rappresentare esempio e sprone per altre amministrazioni locali, in periodi, come quello attuale, in cui le risorse economiche scarseggiano e risulta pericoloso dipendere, per l’informatica, esclusivamente da multinazionali straniere."
In chiusura di giornata, si è formato l’embrione del LUG (Linux User Group) di Gela che nei prossimi giorni verrà ufficializzato e quindi emetterà il primo vagito.
"Abbiamo comunicato pubblicamente -aggiunge il prof. Cantaro- che le nostre guide sono state adottate e pubblicate dal sito ufficiale openogfice.org. Facendo click sulle due guide, si accede al sito del Majorana di Gela che le contiene. Non possiamo che essere orgogliosi ed ancor più onorati. Un altro passo importante che l’Istituto Majorana e quindi la scuola italiana compie per la diffusione del software libero. Tanto riconoscimento, sicuramente, ripaga il lavoro e la fatica che sono stati necessari per la realizzazione del progetto intero."
E’ fuori di ogni dubbio che usare programmi Microsoft senza licenza è fuorilegge. Per non rischiare di incorrere più in sanzioni amministrative, come è già successo per qualche amministrazione pubblica, ci sono due soluzioni: pagare (e profumatamente) le licenze d’uso, o utilizzare software libero (Open Source).
Non mi sembra la scelta sia così difficile...
E adesso "partono" anche gli altri.
Infatti, prima il Majorana, poi il Comune di Gela, adesso... il Capuana di Siculiana (AG): ormai tutto è software libero!
Il fiume è in piena, l’onda dilaga ed il software libero, insieme con i formati, aperti prendono piede.
"Aspettiamo tutti gli altri. Di sicuro abbiamo dimostrato che non servono mezzi, organizzazioni mastodontiche o cortei. Basta anche un solo docente determinato e coraggioso in ogni Istituto. Noi siamo pronti a sostenervi con la nostra esperienza."

lunedì 27 ottobre 2008

mercoledì 22 ottobre 2008

Gela: la cultura non si misura con le librerie!

Di recente questo Blog ha pubblicato una notizia apparsa su "Corriere della sera" circa la mancana di libreire a Gela.
E’ un triste primato che si aggiunge agli altri già noti, ma forse non è il più grave.
Certo che se la cultura di una città si dovesse misurare con il numero di librerie che accoglie, allo stesso modo la sua religiosità si dovrebbe misurare con il numero di chiese!
Se così fosse, ci accorgeremo che, ad esempio, un paesino come Aidone (5 mila abitanti) in provincia di Enna, conta poco più di 20 chiese; Polizzi Generosa (4 mila abitanti) in provincia di Palermo, ne conta circa 30; e Gela (88 mila abitanti)... ne conta circa 40!
Cosa dovremmo pensare? Che in questi paesini trovano residenza pii abitanti che camminano tutti sulla retta via, mentre a Gela la retta via è... smarrita?
Milano, grande centro urbano, capitale commerciale dell’Italia, conta decine di librerie: sono davvero tutti così colti a Milano? Visitando queste librerie si assiste a gente che spulcia libri, guarda le copertine, guarda i fumetti, le guide di cucina, persino le guide autostradali, poi si avvia verso l’uscio ed esce senza aver comprato nulla!
Alla faccia delle librerie!
Questo mi fa pensare che ci si va soltanto per farsi vedere, per dire agli amici che si va in libreria e sfoggiare lo “chic” che ciò comporta!
Siamo stanchi noi gelesi di dover essere oggetto di critica da parte di chi Gela non la conosce nemmeno!
Altre città d’Italia ben più attrezzate di noi non sfruttano appieno ciò che hanno, e di certo i loro abitanti non sono superiori alle migliaia di gelesi che, senza mezzi (questo si!), riescono a studiare e a laurearsi, pur costretti ad andare in altre città per farlo!
Noi siamo capaci di trasformare le situazioni avverse in stimoli per superarli ed affermarci!
Molti abitanti di grandi città, con grandi mezzi, se messi di fronte a delle difficoltà "vere" (non quelle dettate dalla mancanza del telefonino!) non riescono a venirne a capo, poco abituati come sono a barcamenarsi tra mille difficoltà!
Solo chi ha fame sa cos’è il pane...
Se andassimo a fare un giro nelle case dei gelesi, ci accorgeremmo che esse son pieni di libri, alcuni anche rari, e anche di librerie a Gela ce ne sono. Certo non abbiamo la Feltrinelli, ma piccole librerie che soddisfano i “cultori della cultura” ci sono e funzionano anche molto bene.
Anzi, abbiamo pure degli scrittori molto affermati, che hanno collaborato e continuano a collaborare e scrivere con e per scrittori altretanto famosi!
Prima di scrivere notizie su Gela, e buttar fango sulla dignità dei suoi abitanti... è bene visitarla e conoscerla!

mercoledì 15 ottobre 2008

Gela: altro successo per l'Istituto Majorana

Abbiamo un istituto scolastico superiore che è considerato un modello per il resto degli istituti scolastici d’Italia!
Naturalmente sto parlando dell’Istituto Majorana di Gela, ed in particolare del suo sito ideato e curato dal prof. Cantaro.
Sappiamo tutti la “crociata” condotta dal prof. Cantaro per la diffusione del software libero, crociata sposata e condivisa da questo blog, ma non tutti sappiamo i numerosi progressi e le numerose novità che hanno visto la luce fino ad oggi.
Le video-guide che si trovano sul sito della scuola –peraltro consultabili gratuitamente- hanno rappresentato una iniziativa unica nel suo genere nel panorama scolastico nazionale , video-guide che riguardano i programmi più diffusi sotto ambiente Linux e Windows.
Dopo il sistema operativo, il software produttivo più diffuso -dice il prof. Cantaro- è sicuramente, costituito dalla suite per ufficio che presenta diverse applicazioni: video scrittura, foglio elettronico, presentazioni, database, ecc. Tra le applicazioni della suite, di sicuro, la regina è l’applicazione dedicata alla videoscrittura. Chi non ha mai scritto qualcosa al computer? Penso siano pochi gli utilizzatori di computer che non abbiano utilizzato un software di videoscrittura! Ma quanti utilizzano un software così sofisticato sfruttando almeno il 10% delle sue potenzialità?
Emerge che la maggior parte dell’utenza utilizza la videoscrittura come si potrebbe utilizzare una vecchia macchina da scrivere. Come dite? Non ci credete? Allora poniamoci una semplice domanda: saremmo capaci di inserire, in un documento, un indice generale che in automatico riporta capitoli, paragrafi, numero di pagina, ecc..? Penso che saranno veramente poche le persone che risponderanno in maniera affermativa. Eppure bastano un paio di click per poterlo fare. Questo mi ha spinto a realizzare la guida a Writer, facile ed immediata con 20 video-guide.
Writer è l’applicazione di videoscrittura della "OpenOffice”, che si propone quale alternativa a Word della Microsoft. OpenOffice è una suite completa per l'ufficio che ovviamente risulta indispensabile anche per la casa.
Ma i successi e i riconoscimenti per l’Istituto Majorana e per il prof. Cantaro non si fermano qui.
Di recente, le video guide del sito sono state adottate da OpenOffice.org come guide ufficiali!
“Non possiamo che essere orgogliosi ed ancor più onorati -dice il prof. Cantaro- per l’adozione delle guide da parte di OpenOffice.org Italia. Un altro passo importante che l’Istituto Majorana e quindi la “scuola” italiana compie per la diffusione del software libero. Tanto riconoscimento, sicuramente, ripaga il lavoro e la fatica che sono stati necessari per la realizzazione delle video-guide, miranti ad avvicinare, con semplicità ed immediatezza, al mondo del software libero, quanti voglio varcare le soglie di siffatto splendido universo o, almeno, provare. Al Majorana non ci siamo limitati a realizzare le video-guide per OpenOffice.org, ma ne abbiamo realizzato tante altre sempre per il software open source, per il software libero e per il software gratuito che pur essendo tre cose differenti, di fatto hanno in comune una cosa: sono tutti gratuiti.”
E non è ancora finita: il 25 Ottobre si terrà in tutta Italia il Linux Day. L'Istituto Majorana è stata indicata come una delle due sedi per la Sicilia!
Occasione unica per chi vuole saperne di più, oltre che motivo di orgoglio per le nostre scuole!

sabato 11 ottobre 2008

Gela: 80 mila abitanti e nessuna libreria!



Da "Il Corriere della Sera"

Oltre 80 mila abitanti e neanche una libreria!
E’ uno dei tanti primati di Gela. In una città che ha più o meno lo stesso numero di abitanti di Como o Pisa «il libro è uno sconosciuto» denuncia la scrittrice Silvana Grasso.
Eppure ci sono due licei e diversi istituti superiori.
Come fanno quei pochi o tanti giovani amanti della lettura?
A tamponare provvede qualche cartolibreria che, oltre ai testi scolastici, è fornita di alcuni titoli più gettonati e qualche classico da cercare in mezzo a zainetti, grembiuli e materiale di cancelleria. Come capita entrando nell’affiliato Buffetti di Ugo Randazzo: «Abbiamo i titoli del momento – afferma la figlia Felicia – e a richiesta provvediamo a portare anche dell’altro».
Nonostante la buona volontà Gela resta comunque l’unica città d’Italia di queste dimensioni a non avere una vera libreria! Un primato a cui il sindaco Rosario Crocetta non tiene affatto, tanto da essere disposto ad aiutare economicamente chi deciderà di aprire una libreria nella sua città. «Questo è un fatto drammatico – afferma - ecco perché abbiamo deciso di agire. Siamo pronti a sostenere chi investirà nella cultura».
Per la verità c’è già chi ci ha pensato. E’ lo scrittore di Caltagirone (dove invece di librerie ce ne sono due nonostante i suoi 38 mila abitanti) Domenico Seminerio che ha scoperto per caso il primato di Gela. «Leggendo i dati della mia casa editrice, la Sellerio – racconta - mi accorgevo che a Gela non vendevo mai una copia. Ho cercato di capire ed ho scoperto che non c’è una libreria». A quel punto Seminerio ha pensato che era il caso di provarci: «Mia figlia aveva già intenzione di aprire una libreria nella nostra città, Caltagirone, ma visto che ce ne sono già due abbiamo pensato che forse era il caso di aprirla proprio qui».
Quanto prima Gela potrebbe dunque dire addio al suo triste primato e puntare sulla cultura anche per sfidare la mafia. Da queste parti infatti bisogna fare i conti col racket delle estorsioni che non si lascia certo intimorire dalla forza dei libri: «Non dovrebbero toccarci – confida Seminerio - gestire una libreria non è una grande impresa, il libraio sopravvive appena. E poi in Sicilia si sta facendo una seria battaglia contro le estorsioni che va sostenuta anche in questo modo».
Alfio Sciacca

mercoledì 8 ottobre 2008

Gela: siamo ostaggio di noi stessi!

Abbiamo fallito tutti.
Se 7 giovani di Gela vengono arrestati per avere ridotto, per futili motivi sentimentali, in fin di vita un giovane è un fallimento per tutti. Per l’Amministrazione Comunale, la Chiesa, la Scuola. Per ciascuno di noi.
Non siamo stati buoni testimoni dei valori dell’amore reciproco, della tolleranza e del rispetto degli altri. Non siamo stati capaci di arrivare a questi giovani. E se ci siamo arrivati, non siamo stati in grado di indicare loro la giusta via.
Gela come tutto il “ meridione” è dominata da una logica strana, quella dei “babbi” e degli "sperti". Se rispetti le regole,gli altri, se rispetti la fila, se non ti arricchisci rubando e ingannando sei un babbo. Se non rispetti le regole e quant’altro, sei sperto. Il dramma sta che la cultura dominante ammira e adula e indica come modello da seguire gli “sperti”. Tutti.
U' spertu è un modello da imitare. E se va a finire in galera... meglio! Acquista maggiore immagine e un potere più forte all’interno del gruppo dei suoi amici , che magari diventerà in futuro clan maggiore considerazione. Avere un parente in carcere, per alcune famiglie gelesi, non è una vergogna. Anzi. E’ un motivo per avere più prestigio, maggiore forza, più rispetto. Per alcune famiglie, poi, avere un figlio che chiede il pizzo è una fonte di guadagno. Se poi si va ad analizzare da dove abitano i ragazzi che hanno pestato il loro coetaneo, il gioco è fatto. Quattro dal quartiere Settefarine e 3 dalla Carrubbazza. Non si può criminalizzare un quartiere, ma è anche vero che sono quelli dove maggiore è la disoccupazione, minore il reddito pro capite, maggiore è la presenza di case abusive. Dove l’unica struttura di aggregazione è la parrocchia di San Sebastiano.
Non ci sono strutture sportive, ricreative. Vai a pensare culturali...
Qualche anno fa c’era un centro aggregativo giovanile. Chiuso! Non ci sono soldi. Ma si trovano per feste e festini e carillon... E poi un contributo, non si nega mai a nessuno.
Abbiamo dato vere possibilità a questi giovani? Alternative valide? Carmen Muccio è da capo scuot al quartiere Caposoprano, parrocchia San Antonio. Realtà all’opposto rispetto a quelle descritte: "Non siamo al paradiso terrestre. Non riusciamo a raggiungere tutti i ragazzi del quartiere. Abbiamo parlato con padre Filippo per creare un gruppo scout a Settefarine, ma non ci sono capi. Non ci sono persone adulte che si impegnano a d educare. Non possiamo partire dal nostro quartiere per educare.” Quali difficoltà rispetto al passato. I ragazzi di oggi sfuggono dall’impegno, dalle regole,non sono abituati a risolvere i problremi, c’è sempre qualcuno che lo fa per loro, ma questo qualcuno non riesce a dargli le regole, si pensa che amare i propri figli sia eliminare i problemi per loro ma quando sono soli e devono decidere crollano e si rifugino in altro... Fuggono, non affrontano. Ma i genitori dove sono? Spesso in questi quartieri che ho citato il genitore maschio non c’è, è emigrato, o lavora fino a tardi. L’educazione è lasciata alla mamma che non sempre c’è la fa.
Cosa fare? Impariamo a fare i genitori educatori..."
Scritto da Totò Sauna

venerdì 3 ottobre 2008

Gela e la classe politica siciliana

C’è voglia di nuovo in Sicilia.
Con questo slogan si era presentato il PD alle elezioni regionali.
O meglio, parte del PD. Quel Pd che, almeno nelle intenzioni, voleva contrapporsi alla oligarchia autoreferenziata rappresentata da chi adesso è giunto alla... 5° legislatura regionale!
Vero è che c’era (e forse c’è ancora) voglia di nuovo, e infatti hanno vinto le elezioni Raffaele Lombardo, Silvio Berlusconi e Pino Federico!
Bel colpo ha fatto il PD... si è dato la zappa sui piedi da solo!
Risultato di una gigantesca inconsistenza politica, di gigantesche parole non seguite dai fatti (non è una novità), di giganteschi slogan del tipo “io sono il nuovo” assimilabile al sacro “Io sono il Signore Dio tuo”, testimonianza di un egocentrismo le cui conseguenze ancora non conosciamo.
E’ un gigantesco calderone nel quale non si sa chi comanda veramente, e chi crede di comandare o è stato preposto a farlo è “elegantemente” gabbato dai vecchi lupi ai quali tutto è dovuto.
Ci si aspettava una reazione, ma “l’alba dei morti viventi” non ha ancora visto la luce, e magari siamo fortunati così, visto il ridicolo nel quale son caduti gli esponenti PD: gente che passa all’Mpa, gente che prende le distanze, gente che crea movimenti politici non per smuovere le acque... ma per chiedere assessorati!
Il quadro politico generale è davvero desolante, ma quello di Gela è davvero ridicolo!
Oltre che schifosamente scialbo e privo di contenuti!
Ma la cosa che salta maggiormente agli occhi è che da un pò di tempo la politica a Gela è completamente assente! Non si fanno programmi, non si parla alla gente di programmi politici, non si vedono più politici in giro che parlano delle proprie idee: sono tutti alla ricerca di un assessorato o di un posto di sottogoverno, pronti a ricattare un’amministrazione già di per sè scadente e autocelebrativa! E chi non ottiene un assessorato crea nuove formazioni politiche sperando di mettere assieme un gruppo parlamentare abbastanza forte da poterlo chiedere.
E’ uno schifo!
Tutta qui la voglia di nuovo?
E adesso ci sono 4-5 anni nei quali nessuna consultazione elettorale è prevista, eccezion fatta per le europee. Cosa dovrebbe fare il PD, ricominciando da zero (perchè adesso il Pd è meno che zero!) per risalire la corrente? Potrebbe per esempio decidere di non far trascorrere inutilmente questi 4-5 anni, pensando ad una nuova generazione di cittadini prima e di politici poi, e non più politicanti, quegli stessi politicanti che fanno parte dell’odierno PD! Tutti, nessuno escluso! E’ un fatto di reputazione...
Il Pd se ci riesce (ma ho i miei dubbi, visto le facce che lo compongono...) deve trovare in Sicilia tante persone che hanno già conseguito il successo, o che siano economicamente indipendenti, così da non avere bisogno della base politica per andare avanti, e dare loro pieni poteri per uscire dal clientelismo e dal nepotismo. Ma se si mette a capo di una importante commissione regionale un politico, pardòn, un politicante che ha fatto del clientelismo e del nepotismo la sua condotta principe, si capisce che il Pd prima si estingue, meglio è per tutti!
E’ una questione di sopravvivenza!
C’era voglia di nuovo in Sicilia...

giovedì 25 settembre 2008

Gelacontro: ecco un film già visto...

In Sicilia la famiglia è una cosa importante, sta alla base della nostra società.
E quando la famiglia è numerosa, si sa, le abbuffate sono più ingorde.
E a questa legge non scritta poteva mancare il nostro governatore?
No di certo: non sia mai farsi oscurare dalla fama del suo predecessore....
A parole annuncia rivoluzioni nella spaventosa macchina burocratica e intanto lascia i soliti noti ai loro posti, giura di ridurre da 26 a 12 le società regionali e invece non taglia mai nulla, in nome della trasparenza sceglie come assessori due noti magistrati e poi però il suo governo scivola ancora nella abbuffata dei familiari più intimi assunti per chiamata diretta...
Giovanni Ilarda, l'ex magistrato che ha annunciato una cura dimagrante per un ente pachiderma (21 mila dipendenti) e si vanta di aver ridotto in cinque mesi l'assenteismo del 57 per cento. Cobas, Sadirs, Siad e Ugl hanno fatto sapere che nelle dorate stanze della Regione è entrata da poco anche Giuliana Ilarda, 27 anni, figlia del "grande moralizzatore". Nominata dirigente, con contratto quinquennale, nell'ufficio di gabinetto di un collega di Ilarda senior, ovvero l'assessore ai Beni culturali Antonello Antinoro. Un incarico da 75 mila euro lordi annui, affidato per chiamata diretta! Una bufera che ha costretto la giovane, a dare le dimissioni dall'incarico. Ne ha dato notizia lo stesso assessore, confessando di aver commesso "una leggerezza" nel far assumere la figlia.
Ma non finisce qui.
Si prosegue con Piero Cammarata, primogenito di Diego, sindaco di Palermo, e si finisce con una Misuraca (parlamentare di Forza Italia) e Scoma (assessore di Lombardo), con Davola (ex autista di Gianfranco Micciché) e con Mineo (figlio di un deputato regionale). Quasi tutti sono negli staff degli assessori. Come Rosanna Schifani, sorella di Renato, presidente del Senato della Repubblica.
Ogni assessore può avere 25 collaboratori fra segreteria particolare e segreteria tecnica, un terzo di loro arriva da fuori l'amministrazione.
Così fan tutti. Pagando ciascuno degli 8 prescelti come dirigente 41.807 euro lordi più un'indennità di 7.747 euro e un'altra di 23.500. Come minimo, i fortunati che entrano in uno staff, portano a casa 70 mila euro!
L'esordio come governatore di don Raffaele è stato segnato da nuovi aumenti per 72 onorevoli su 90. Il parlamento ha voluto altre tre commissioni, altri "gettoni", altri incarichi e gratifiche da aggiungere ai 19 mila euro lordi di stipendio per ogni parlamentare. Totale delle spese in più per le tre nuove commissioni: 200 mila euro! Nelle stesse settimane del bonus per gli onorevoli, tutti i dirigenti dei vari assessorati sono stati valutati e promossi: dai 3 ai 15 mila euro in più per ogni burocrate...
"Il mio governo è già impegnato a tagliare gli sprechi", aveva solennemente giurato don Raffaele nel giorno. Numeri e nomi raccontano come sono andate le cose dal suo insediamento.
Studiate, ragazzi, studiate e laureatevi: il futuro è vostro!
Cioè loro...


Fonte dei dati: La Repubblica

domenica 21 settembre 2008

Gelacontro chiude per... mancanza d'acqua!!!


QUESTO BLOG ANDRA' ON LINE IN FORMA RIDOTTA PER VENIRE INCONTRO ALLE MIE CAPACITA' DI... LAVARMI!!!

sabato 20 settembre 2008

Gelacontro denuncia la beffa dell' ICI

Gli italiani che finalmente si sono scrollati di dosso l´imposta sulla casa, l'ICI, dovranno ringraziare soprattutto i siciliani!
Lo dicono i numeri.
Per compensare il gettito mancante, che ammonta a 2,5 miliardi di euro, il governo nazionale ha deciso di utilizzare 864 milioni di fondi stanziati in precedenza per l´Isola.
A conti fatti, è un terzo del budget necessario ad abolire l´Ici.
Ma questo vale solo per l´anno in corso perché, per mantenere l´abolizione dell´imposta anche nel 2009, serviranno altri 2,5 miliardi di euro. Così, verranno utilizzati ulteriori 960 milioni di fondi siciliani per nuove infrastrutture che erano stati ripartiti in annualità differenti. Il prelievo complessivo dai fondi regionali ammonta così a oltre 1,8 miliardi di euro.
Fin qui le cifre nude e crude. Ma in che modo la Sicilia verrà concretamente penalizzata? E chi subirà maggiormente gli effetti del decreto taglia Ici?
TUTTI!
Di sicuro vivono giorni di grande preoccupazione i 3.200 precari che il Comune di Palermo (i 55 milioni necessari, già stanziati in Finanziaria, sono stati infatti dirottati nel decreto per l´abolizione dell´imposta sulla casa), per non parlare degli LSU (dimenticati da tutti).
Il decreto ha portato via pure le somme destinate alla viabilità secondaria (da spendere in due anni), alla quale molto guardava la città di Gela.
Dal fondo destinato agli investimenti immobiliari per gli enti previdenziali sono stati prelevati, sempre per abolire l´Ici, 78 milioni precedentemente assegnati a Enna per la realizzazione del campus universitario. Anche l´agricoltura siciliana ha pagato il suo prezzo, esattamente 50 milioni che erano stati stanziati in favore dei viticultori danneggiati dalla peronospora, e di quegli agricoltori che, anche a Gela, erano stati colpiti dagli eventi atmosferici.
Ma spulciando l´elenco dei finanziamenti eliminati o ridotti per bilanciare il mancato gettito dell´Ici, si scoprono altre decurtazioni «siciliane». Le isole minori della regione dovranno rinunciare a 5 milioni di euro, cioè alla quota del fondo nazionale di 20 milioni che è stato cancellato.
E non sarà creato nemmeno il bosco di Gela, opera garantita da 3 milioni di euro del fondo per la forestazione, che adesso non esiste più!
I tagli al budget per le autostrade del mare costeranno alla Sicilia 2 milioni di euro, altrettanti il ridimensionamento del piano per la banda larga e un milione per le reti digitali.
Anche la sanità non è rimasta immune dall´operazione "addio Ici": è stato infatti tagliato il «fondo transitorio per le regioni con elevato disavanzo» sanitario: 14 milioni complessivi, quattro dei quali destinati all´amministrazione siciliana.
La Sicilia sta pagando un prezzo pesantissimo, è inaccettabile!
Grazie, grazie a tutti... mi sento più siciliano adesso!
Per questo, come suggerisce l 'immagine, ho in mente io una beffa...
Fonte dei dati: La Repubblica

domenica 14 settembre 2008

Gelacontro rende omaggio a don Pino Puglisi



"Màrtyres" in greco antico, "Testimone" in lingua italiana.

Ma "Martire" rende di più l'idea...

Il 15 settembre 1993 veniva assassinato, il giorno del suo 56° compleanno, don Pino Puglisi. Domani ricorre il 15° anniversario della sua... nascita!

Non sto qui a scrivere su chi sia stato don Pino Puglisi, nè su cosa abbia fatto: sventurati coloro che non lo conoscono!

Vuole solo essere un omaggio, dopo quello tributato in questo blog a Peppino Impastato, ad un altro piccolo GRANDE siciliano.

Per non dimenticare...

mercoledì 10 settembre 2008

Gela: Torre di Manfria sul viale del tramonto!

Dobbiamo davvero pensare che i gelesi -siano essi amministratori, politici, o semplici cittadini- siano insensibili agli appelli lanciati in varie forme per salvaguardare quanto di buono abbiamo nella nostra città?
Quante volte abbiamo lanciato il nostro grido di aiuto verso le istituzioni, le associazioni di categoria e persino appellandoci ai semplici cittadini per la salvaguardia della nostra Torre di Manfria?
Davvero non si riesce a capire che essa rappresenta uno dei punti forza per il rilancio del turismo a Gela?
Si che si capisce...
Ma non si capisce l’insensibilità e la sordità (dolosa o non) di chi dovrebbe ascoltare ma che invece si gira “elegantemente” dall’altra parte.
E l’eco di quel grido di aiuto muore ancor prima di giungere alle orecchie di chi dovrebbe sentire!
La Torre di Manfria
, simbolo di un turismo che stenta a decollare, sta vivendo attualmente gli ultimi periodi della sua esistenza!
Ne dubitate? Forse non l’avete vista ultimamente...
Sterpaglie dappertutto, le cui radici si insinuano sotto le fondazioni della Torre minacciandone la stabilità; stabilità resa ancor più debole dai segni del tempo, dagli agenti atmosferici e dai vandali che –vivaddio- a Gela non mancano!
La Torre di Manfria sta morendo!
Nella totale indifferenza generale...

Da qualche parte d’Italia, laddove esiste una stanza dei “bottoni”, qualcuno ha deciso di venire incontro a noi cittadini e di lanciarci una scialuppa di salvataggio.
Ma non si tratta di una scialuppa per salvare noi stessi, bensì di uno strumento in grado di salvare i luoghi a noi più cari.
E’ da qualche giorno che si vede sui canali televisivi la pubblicità a cura del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) che mira a salvaguardare i beni che abbiano un minimo di interesse storico-culturale.
Perchè non provare a valorizzare l'area di Manfria attraverso l'iniziativa i "Luoghi del Cuore", promossa dal FAI?
Leggendo il regolamento sembra che il principale criterio vincolante per rientrare tra i monumenti "degni" di un salvataggio sia il numero di richieste pervenute, e se tutti i gelesi che hanno a cuore la sorte di Manfria partecipassero a questo progetto, si potrebbe fare luce sulla situazione della "frazione" e, perchè no, della città per qualcosa di diverso dalle fonti energetiche o dalla mafia. Aggiungiamo anche - questione non secondaria ma prioritaria - che quella torre DEVE essere messa in sicurezza altrimenti la prossima generazione non potrà nemmeno vederla!
Inoltre, qualche mentecatto ha provveduto a rovinare ulteriormente il monumento con la sua "espressione artistica" di writer ... sarebbe opportuno cogliere l'occasione per segnalare anche questa bruttura.
Forse un intervento del FAI potrebbe inoltre risolvere l'annosa questione su di chi sia la competenza su quella Torre, tra privati che se ne lavano le mani, e comuni che se ne infischiano... si sa che le istituzioni si muovono molto in fretta quando arrivano le telecamere!
Tutto il regolamento lo si trova al sito del FAI – I Luoghi del Cuore
http://www.iluoghidelcuore.it/
Bisogna agire in fretta perchè il termine ultimo delle segnalazioni è il 30 ottobre.



venerdì 5 settembre 2008

Gela: Linux Day 2008 al Majorana

L’istituto Majorana di Gela è stato il primo gruppo organizzatore ad essere stato iscritto, in Sicilia, al Linux Day 2008.
Il Linux Day è una manifestazione nazionale articolata in eventi locali che ha lo scopo di promuovere Linux e il software libero.
Il Linux Day è promosso da ILS (Italian Linux Society) e organizzato, localmente, dai LUG (Linux User Group) italiani e dagli altri gruppi che condividono le finalità della manifestazione.
ILS è una associazione senza scopo di lucro che dal 1994 promuove e sostiene iniziative e progetti in favore della diffusione di GNU/Linux e del software libero in Italia.
La prima edizione del Linux Day si è tenuta il 1° dicembre 2001 in circa quaranta città sparse su tutto il territorio nazionale. Il numero è notevolmente cresciuto negli anni divenendo ormai un appuntamento immancabile nel panorama del software libero italiano.
Il Linux Day 2008 si terrà sabato 25 Ottobre e si svolgerà in maniera parallela in molte città italiane. Esso si rivolge principalmente al grande pubblico. L'accesso alla manifestazione è libero e gratuito, in ogni sua parte e momento. La manifestazione non è, in alcun modo, legata ad attività di gruppi politici, religiosi o di qualunque altro tipo, che non perseguano le finalità della manifestazione stessa, ossia la diffusione del software libero.
La pagina del Linux Day è: http://www.linuxday.it/
Il Majorana di Gela ha adottato il software libero nei propri laboratori informatici ed è, probabilmente, una delle poche, se non l’’unica, scuola del meridione d’Italia a condurre una politica di diffusione del software libero, soprattutto, ma non solamente, a livello di pubblica amministrazione. La promozione ha il suo punto di forza nel WEB ed il sito dell’Istituto Majorana è, ormai, diventato punto di riferimento nazionale per quanti si avvicinano al software libero. Esso offre, gratuitamente, manuali e video guide a quanti vogliono iniziare, o almeno provare, ad entrare in questo meraviglioso nuovo mondo che considera il software e quindi l’informatica, quale strumento al servizio dell’umanità e liberamente fruibile. Il nostro sito, ormai, riceve molte migliaia di visite al giorno con decine di migliaia di pagine giornalmente lette, in progressivo e costante aumento. Segno, questo, di un apprezzato impegno continuo e efficace nel campo dell’informatica e del software libero e/o gratuito.
In particolare, una speciale attenzione la dedichiamo a quanti sono alle prime armi, affinché possano entrare nel mondo del software libero con facilità, amichevolmente e senza traumatici impatti iniziali.
Con questa mentalità ed intento, lavoreremo ed espleteremo la giornata del Linux Day.
Prof. Antonio Cantaro

lunedì 1 settembre 2008

Gelacontro: L’ultimo fallimento dell’eolico, ora le pale aumentano lo smog! E non solo...



Mi scrive Romina, un'utente del blog:

«Più energia eolica ma anche più Co2 in atmosfera»:
è il titolo della terza pagina di Le Monde del 14 febbraio.
Rivela lo studio della Federazione francese dell'ambiente sostenibile - la quale si è accorta che a dispetto dei 18 Gw (gigawatt) eolici (18mila turbine alte 100 metri) installati in Germania e dei 10 Gw eolici installati in Spagna, negli ultimi 5 anni le emissioni tedesche di Co2 sono aumentate dell'1,2% e quelle spagnole del 10,4%!!!
«L'eolico è un colossale inganno economico ed ambientale», conclude lo studio francese!!!
Per fortuna che almeno Oltralpe non ci sono personaggi politici con la faccia tosta dei nostri...
Il direttore del Centro delle energie rinnovabili, tale Raphaël Claustre, ha ammesso:
«Una cosa è certa, se non si riducono i consumi d'energia l'eolico non serve a niente»!
Bella forza, se la si smette di pretendere di avere energia anche l'aria fritta è buona...
E un recente rapporto della E.On tedesca - la principale installatrice di parchi eolici in Germania - lo afferma chiaro e tondo: «Dovremmo avere almeno 24mila turbine eoliche per sperare di chiudere un impianto convenzionale»!
Ci voleva molto a capirlo?
No, se solo si capiscono due cose sull'uso che fa l'umanità dell'energia.
La prima è che la parola-chiave in questo uso è la parola «potenza» e non la parola «energia»: se si erogano 1 kWh di energia con la potenza di 100 W, una lampadina da 100 W sta accesa per 10 ore; se si erogano 1.000 kWh alla potenza di 1 W avrete consumato mille volte più energia ma la lampadina sarà rimasta spenta...
Quando il vento non soffia le pale non girano, e non si aggiunge alcuna potenza al sistema elettrico, esattamente come non si aggiunge alcuna luminosità ad un locale dotato di lampadine potentissime ma spente.
La seconda cosa da capire è che l'energia elettrica è un bene particolarissimo: se ne deve produrre tanta quant'è la domanda, e deve essere prodotta quando richiesta, sennò il sistema va in blackout!
Quando il vento non soffia e la popolazione richiede energia, questa deve essere erogata dagli impianti convenzionali. E succede che il vento non soffi?
Caspita, se succede: nell'anno 2004 il massimo della potenza dei venti in Germania occorse alle 9.15 del 25 dicembre, quando si registrò una potenza di 6 Gw; dopo appena 10 ore si ridusse a 2 Gw, sin quasi ad annullarsi a mezzogiorno del giorno dopo. La differenza fu compensata dagli impianti convenzionali (oltre il 50% dell'elettricità tedesca è prodotta dal carbone e oltre il 30% dal nucleare).
Peggio ancora: il vento non ci fa la cortesia di informarci quando decide di soffiare secondo i nostri desideri. Un dispetto, questo, che può costare molto caro se i venti non sono monitorati con quella cura che - recita la leggenda metropolitana - solo i tedeschi avrebbero...
Infatti, il 4 novembre 2006 mezza Europa fu colpita da un blackout causato dalla incapacità dei tedeschi a star dietro ai capricci dei loro venti: in Italia se ne sentirono gli effetti fino in Puglia!!!
Cosa fa, allora, il vento quando soffia e le pale girano? Fa risparmiare combustibile convenzionale e nulla più!
Quanto? L'aritmetica è facile: per produrre 1 Gw-anno di energia elettrica l'anno sono necessarie 6.000 turbine che costano più di 6 miliardi e durano 20 anni, alla fine dei quali saranno stati prodotti 20 Gw-anno di elettricità. Per produrre i quali, però, basterebbe meno di 1 miliardo di euro in combustibile nucleare: non mi sembra che sia necessaria la consulenza di uno scenziato per comprendere che spendere più di 6 miliardi subito per risparmiare meno di 1 miliardo in 20 anni non sia il massimo della furbizia...
Ecco perché è necessario che l'eolico sia sovvenzionato in modo abnorme col denaro delle nostre tasse.
Ed ecco perché il settimanale tedesco Der Spiegel lo ha definito «la meglio sovvenzionata distruzione dell'ambiente»!!!
E se ci aggiungiamo l'inquinamento "visivo"...
Romina
Fonte: Il Giornale

giovedì 28 agosto 2008

Comiso: alla destra non far sapere cosa fa la sinistra...


La Sicilia è una terra che non trova pace.
Lo dimostra l’ultima vicenda che è balzata alle cronache in queste ore: il sindaco di Comiso, di AN, non un vecchio fascista di altri tempi ma un giovane che non ama chi ha combattuto la mafia e ne è diventato una vittima, vuol cambiare il nome dell’aeroporto di quella città.
Via il nome di Pio La Torre, ucciso dai mafiosi alla fine degli anni settanta, segretario regionale del PCI e autore di una proposta di legge per confiscare i beni di Cosa Nostra, e al suo posto il vecchio nome del periodo fascista, quello del generale Magliocco caduto nella guerra di Etiopia nel 1936.
Alla destra non far sapere cosa fa la sinistra...
Non ditemi che è una frase fatta, perchè mai come in questo caso è lo specchio fedele della realtà. Una realtà che non riguarda Gela, almeno non direttamente, ma riguarda comunque una città siciliana. Quella città che ci ha “scippato” l’aeroporto (o gli è stato svenduto, ma questa è un’altra storia) e che, concessione ottenuta, ha deciso di intitolarlo a Pio La Torre, un politico che combattè la mafia e che dalla mafia è stato ucciso il 30 Aprile 1982. Almeno così decise l’allora sindaco di centro sinistra. Ma, come detto nell’introduzione, con l’avvento del nuovo sindaco (di centro destra)... questa nomea non s’ha da fare!
Così, l'aeroporto di Comiso cambia nome, anzi torna al vecchio nome. Fa discutere infatti la decisione della giunta di Comiso di ripristinare il vecchio nome dell'aeroporto, che torna a essere intitolato al generale dell'Aeronautica Vincenzo Magliocco.
E si, dovete sapere che Pio La Torre vero è che fu ucciso dalla mafia perchè la combattè, ma la sua colpa più grave fu di essere un politico di centro sinistra, e non sia mai che un sindaco di centro destra intitoli un aeroporto ad un “nemico” che sta dall’altra parte del parlamento!
Pippo Digiacomo, l’allora sindaco di Comiso, organizzò una cerimonia per i 25 anni dell'assassinio di La Torre, a cui presero parte i ministri del governo Prodi, Massimo D'Alema e Alessandro Bianchi, ma non fecero i conti col bieco nanismo politico che affligge la quasi totalità dei politici isolani!
Politici, forse... uomini, no di certo!

Giuseppe Alfano, nuovo sindaco di Comiso, ha sottolineato che l'intenzione della giunta non è quella di mettere in discussione la figura e i meriti di La Torre, ritenendo tuttavia «più giusto conservare una denominazione che fa parte da più di mezzo secolo della memoria collettiva della città».
La figura di Pio La Torre è quella di un uomo politico che con enorme coraggio si è battuto contro la mafia e, per mano della mafia è stato ucciso.
"Cambiare nome all’aeroporto di Comiso è una scelta che non offende solo la sua memoria, ma quella di tutti i siciliani onesti che sperano e credono che sia possibile costruire un futuro diverso e migliore per la propria terra. Voler cancellare la memoria di uomini che, per come hanno speso la loro vita, rappresentano un patrimonio collettivo e non di parte, rappresenta un atto arrogante e davvero incomprensibile. Non è questa la strada per costruire una storia condivisa, non è questa la strada per restituire alla Sicilia e al Mezzogiorno orgoglio e memoria di sé e del proprio passato migliore".
E la cosa più disdicevole è la motivazione: «Conscio del pericolo cui andava incontro, ma orgoglioso di essere annoverato tra i pionieri dell’Italia imperiale, chiedeva, con generosa insistenza, di partecipare ad ardita impresa aeronautica intesa ad affermare, col simbolo del tricolore, il dominio civile di Roma su lontane contrade non ancora occupate. Minacciato nella notte da orde di ribelli, rifiutava la sicura ospitalità di genti amiche e preferiva affrontare con lo scarso manipolo di eroici compagni l’impari combattimento per difendere fino all’estremo sacrificio la bandiera della Patria».
Non voglio fare dietrologia politica, ma sembra che alcuni rappresentanti di AN, come il sindaco di Comiso, vivono ancora negli anni trenta, non conoscono quello che è successo dopo, non conoscono la costituzione che dovrebbero invece rispettare e tra la mafia e chi la combatte non hanno dubbi e si affannano ad accantonare quelli che hanno lottato contro di essa, a toglierli di mezzo. In questo modo offendono tutti quelli che hanno avuto nella propria famiglia o tra i propri amici vittime della mafia o che hanno partecipato a quella primavera di Palermo che infiammò la maggioranza dei siciliani dopo le stragi in cui caddero Falcone e Borsellino con le loro scorte.
E riaprono una lacerazione senza senso nella politica e nella società italiana.
Pare che sparare a qualcuno sia ancora uno sport apprezzato in occidente!
Tutto sommato potevano intitolarlo a Lando Buzzanca, avrebbero fatto una figura migliore...


lunedì 25 agosto 2008

Manfria: figli di un Dio minore

I figli sono tutti uguali, ma alcuni sono... più uguali degli altri!
Da sempre sentiamo questa frase, almeno la sua prima parte, perchè per ovvi motivi la seconda parte la si dice sottovoce o la si pensa soltanto...
Essa però non è solo di dominio dei genitori, ma di tutti quelli che hanno la responsabilità della crescita o dell’amministrazione di una qualsiasi risorsa, sia essa umana che non.
In ogni città si hanno quartieri belli e altri meno belli, e in queste città si assiste all’ulteriore aumento della bellezza dei quartieri belli e alla stancante e spesso inconcludente corsa degli altri quartieri per raggiungere la bellezza dei primi.
Naturalmente a Gela, non volendo farci mancare nulla, non vogliamo fare eccezioni. Anzi!
Se poi a decidere se il quartiere bello debba essere il “salotto” della città, piuttosto che il centro di villeggiatura è una amministrazione che disattende le promesse...
Prima dell’arrivo dell’estate avevamo un quartiere di villeggiatura completamente abbandonato dalle istituzioni: vigilanza quasi assente, poca luce, ma abbastanza da occultare i malfattori che, di certo, non mancano.
A vigilare su Manfria sono i titolari stessi delle villette, ma lo possono fare soltanto nel periodo estivo, essendo appunto residenze estive e dunque pressochè disabitate negli altri periodi. Per il resto esse sono preda di ladri che si impadroniscono del quartiere.
Gli abitanti di quella zona non sanno più a chi rivolgersi, tra difensore civico, prefetto, questore, vigili urbani, ma puntualmente la situazione è rimasta la stessa che c’era prima delle loro denunce!
Questa è la situazione di Manfria!
Villette che, praticamente, non hanno serrature, e che dunque possono essere visitati da topi di appartamenti che agiscono come e quando vogliono, celati dall’oscurità e dalla totale mancanza di vigilanza.
Quando negli anni Settanta si cominciarono a costruire le primne villette nel nuovo quartiere balneare di Manfria, si è subito inseguito il sogno di fondare una nuova Rimini bagnata dal Mediterraneo. Ci fu una corsa verso l’investimento fruttuoso che rappresentava quel quartiere, magari per specularci sopra o semplicemente per godersi il mare e lo iodio lontano dall’inquinamento del Petrolchimico. Ci fu un boom economico che seguì la nascita dell’economia industriale che di lì a poco avrebbe mostrato il suo lato peggiore. L’unico.
Oggi le numerose villette di Manfria, nel frattempo passata da contrada a frazione, sono abbandonate a se stesse: niente vigilanza, niente sevizi pubblici, niente esercizi commerciali, niente strutture sportive.
A quanto pare, a quanto la nostra amministrazione lascia intendere, non solo gli abitanti di manfria, ma anche i suoi villeggianti non hanno il diritto di vivere dignitosamente!
Sono considerati... figli di un Dio minore!
Altro che orgoglio di essere gelesi...

Mat. QdS

mercoledì 20 agosto 2008

sabato 16 agosto 2008

Gela: dove vanno gli italiani a ferragosto?

Articolo scritto dal prof. Antonio Cantaro

Avete mai sentito dire che spesso le statistiche vengono fatte anche con la spazzatura?
Vi chiederete cosa sto dicendo...
In effetti quando si vuole sapere il numero di persone che è andata in vacanza, l’indicatore più corretto è proprio la spazzatura.
Supponiamo infatti che in una città con 100.000 abitanti, in condizioni normali, mediamente, si raccolgono 200.000 Kg di rifiuti al giorno. Se nella giornata di ferragosto si dovessero raccogliere 100.000 Kg di rifiuti, significherebbe che il 50% (50.000 abitanti) dei residenti non era in città. Certo magari si useranno dei coefficienti correttivi, del tipo: a ferragosto il pranzo, essendo speciale, produce una quantità di rifiuti superiore del 7% rispetto alla media annuale… e così via dicendo.
Ebbene, anche io, nel mio piccolo e senza pretesa di validità statistica, vista l’esiguità del campione, posso avere un riscontro sulle abitudini degli italiani. Vi chiederete: ma in che maniera? Di sicuro non vado a pesare la spazzatura degli altri.
La risposta è semplice, basta dare uno sguardo alle statistiche del sito. Queste mi forniscono, tra le altre cose, il numero di pagine viste nel sito anche per ora della giornata. Ad esempio nelle due ore durante le quali si gioca una partita importante della nazionale, il numero delle pagine viste nel sito precipita spaventosamente. Deduzione: un gran numero di italiani sta vedendo la partita. Ebbene ieri era ferragosto e pensavo che il sito avrebbe avuto pochi lettori, perchè si sa che tutti vanno al mare ed in vacanza. Ma siamo sicuri che le cose stanno proprio così? Io, francamente, ho molti dubbi in merito e non credo di avere le traveggole.
Il numero delle pagine viste del nostro sito (http://www.istitutomajorana.it/) dal primo al 15 di agosto ha avuto un picco consistente di ben 35.978 pagine viste. Escludendo proprio il valore di picco si ricava che mediamente in agosto avevamo avuto una media di 9.234 visite al giorno.
In pratica a ferragosto le pagine viste in un giorno sono quasi quadruplicate.
Ora non voglio impelagarmi in calcolazioni statistiche di alto livello, ma pure un bambino capirebbe che chi va in spiaggia, di sicuro fa il bagno o prende il sole e non si collega ad internet (fatta eccezione per qualche maniaco del web, fornito di portatile corredato di apposita scheda per il collegamento).
Allora come si spiega quel picco di quasi 36.000 pagine viste? Non sarà che tantissimi italiani, a ferragosto sono rimasti a casa? Tutti i negozi chiusi, le strade deserte, nessuno in giro, che fare?
Navighiamo!
Potrebbe essere, di sicuro, una plausibile ipotesi. Ma perché gli italiani sarebbero rimasti a casa proprio per ferragosto? Anche qui non servono conoscenze d’alto livello. Ritengo che la risposta sia semplice e si possa fornire con un’altra domanda: quante famiglie italiane faticano ad arrivare a fine mese con lo stipendio o non ci arrivano proprio?
Vedete, come, spesso, osservando le piccole cose, si possa arrivare a grandi verità.
Che dirvi, avrei dovuto essere contento di quei numeri, in fondo è stata una bellissima giornata per le statistiche del nostro sito ed invece sto scrivendo quest’articolo con molta tristezza, magari avrei preferito che, proprio ieri, nessun italiano avesse visitato il sito...
Antonio Cantaro