lunedì 1 settembre 2008

Gelacontro: L’ultimo fallimento dell’eolico, ora le pale aumentano lo smog! E non solo...



Mi scrive Romina, un'utente del blog:

«Più energia eolica ma anche più Co2 in atmosfera»:
è il titolo della terza pagina di Le Monde del 14 febbraio.
Rivela lo studio della Federazione francese dell'ambiente sostenibile - la quale si è accorta che a dispetto dei 18 Gw (gigawatt) eolici (18mila turbine alte 100 metri) installati in Germania e dei 10 Gw eolici installati in Spagna, negli ultimi 5 anni le emissioni tedesche di Co2 sono aumentate dell'1,2% e quelle spagnole del 10,4%!!!
«L'eolico è un colossale inganno economico ed ambientale», conclude lo studio francese!!!
Per fortuna che almeno Oltralpe non ci sono personaggi politici con la faccia tosta dei nostri...
Il direttore del Centro delle energie rinnovabili, tale Raphaël Claustre, ha ammesso:
«Una cosa è certa, se non si riducono i consumi d'energia l'eolico non serve a niente»!
Bella forza, se la si smette di pretendere di avere energia anche l'aria fritta è buona...
E un recente rapporto della E.On tedesca - la principale installatrice di parchi eolici in Germania - lo afferma chiaro e tondo: «Dovremmo avere almeno 24mila turbine eoliche per sperare di chiudere un impianto convenzionale»!
Ci voleva molto a capirlo?
No, se solo si capiscono due cose sull'uso che fa l'umanità dell'energia.
La prima è che la parola-chiave in questo uso è la parola «potenza» e non la parola «energia»: se si erogano 1 kWh di energia con la potenza di 100 W, una lampadina da 100 W sta accesa per 10 ore; se si erogano 1.000 kWh alla potenza di 1 W avrete consumato mille volte più energia ma la lampadina sarà rimasta spenta...
Quando il vento non soffia le pale non girano, e non si aggiunge alcuna potenza al sistema elettrico, esattamente come non si aggiunge alcuna luminosità ad un locale dotato di lampadine potentissime ma spente.
La seconda cosa da capire è che l'energia elettrica è un bene particolarissimo: se ne deve produrre tanta quant'è la domanda, e deve essere prodotta quando richiesta, sennò il sistema va in blackout!
Quando il vento non soffia e la popolazione richiede energia, questa deve essere erogata dagli impianti convenzionali. E succede che il vento non soffi?
Caspita, se succede: nell'anno 2004 il massimo della potenza dei venti in Germania occorse alle 9.15 del 25 dicembre, quando si registrò una potenza di 6 Gw; dopo appena 10 ore si ridusse a 2 Gw, sin quasi ad annullarsi a mezzogiorno del giorno dopo. La differenza fu compensata dagli impianti convenzionali (oltre il 50% dell'elettricità tedesca è prodotta dal carbone e oltre il 30% dal nucleare).
Peggio ancora: il vento non ci fa la cortesia di informarci quando decide di soffiare secondo i nostri desideri. Un dispetto, questo, che può costare molto caro se i venti non sono monitorati con quella cura che - recita la leggenda metropolitana - solo i tedeschi avrebbero...
Infatti, il 4 novembre 2006 mezza Europa fu colpita da un blackout causato dalla incapacità dei tedeschi a star dietro ai capricci dei loro venti: in Italia se ne sentirono gli effetti fino in Puglia!!!
Cosa fa, allora, il vento quando soffia e le pale girano? Fa risparmiare combustibile convenzionale e nulla più!
Quanto? L'aritmetica è facile: per produrre 1 Gw-anno di energia elettrica l'anno sono necessarie 6.000 turbine che costano più di 6 miliardi e durano 20 anni, alla fine dei quali saranno stati prodotti 20 Gw-anno di elettricità. Per produrre i quali, però, basterebbe meno di 1 miliardo di euro in combustibile nucleare: non mi sembra che sia necessaria la consulenza di uno scenziato per comprendere che spendere più di 6 miliardi subito per risparmiare meno di 1 miliardo in 20 anni non sia il massimo della furbizia...
Ecco perché è necessario che l'eolico sia sovvenzionato in modo abnorme col denaro delle nostre tasse.
Ed ecco perché il settimanale tedesco Der Spiegel lo ha definito «la meglio sovvenzionata distruzione dell'ambiente»!!!
E se ci aggiungiamo l'inquinamento "visivo"...
Romina
Fonte: Il Giornale

10 commenti:

falco ha detto...

Vallo a dire a tutte quelle allodole che si fanno infinocchiare dagli specchi rappresentati dalle pale eoliche!

Qualcuno si comporta come vechi indigeni ai quali basta non dico regalargli, ma anche solo fargli vedere qualche biglia colorata!
E le biglie colorate qui hanno preso la forma di pale eoliche!!!

Diego ha detto...

L'articolo pubblicato l'avevo già letto qualche mese fa su Il Giornale del padrone.
Questo articolo è la dimostrazione di quanti danni può creare l'informazione mirata perchè e di questo che si tratta.
Se Gianni avrebbe avuto prima l'accortezza di andare a leggere per intero l'articolo di Le Monde non lo avrebbe pubblicato.
In fatti l'autore di questo articolo un certo Franco Battaglia sembra aver dichiarato guerra a tutte le fonti rinnovabili. colgo l'occasione per segnalarvi un altro suo articolo sul fotovoltaico.
Il battaglia carognescamente omette alcuni particolari riportati dall'articolo a cui fa riferimento dando a capire al lettore che l'aumento di CO2 è dovuto all'eolico. Ma le cose non stanno così.
Punto primo: Il battaglia omette che l'aumento di CO2 in Germania e in Spagna non sono dovute all'eolico ma al particolare contesto in cui hanno operato le due nazioni.
La Germania avendo annesso la parte est e la Spagna in un boom economico fenomenale; di conseguenza è aumentata la richiesta e la produzione di energia da fonti fossili.
Altrettanto carognescamente omette che la Danimarca campione nell'eolico ha diminuito le emissioni di CO2 dell'11%.
Dal 1990 al 2006 l'attività economica in Danimarca è aumentata di oltre il 40%, mentre le emissioni di CO2 sono diminuite di circa il 14% (corretta per le fluttuazioni nel tempo e di energia elettrica di scambio con altri paesi).
L'altra metà dell'articolo è dedicata alla riduzione dei consumi.Raphaël Claustre direttore del Centro delle energie rinnovabili dice: “Una cosa è certa, se non si riducono i consumi d’energia l’eolico non serve a niente.
Questa è informazione e questo dimostra chi sono le allodole.

Gianni Marchisciana ha detto...

Caro Diego, io l'aricolo lo avrei pubblicato comunque!
Non fosse altro per rispetto degli utenti di questo blog che periodicamente (e ti assicuro che sono in tanti) mandano le loro email con richiesta di pubblicazione.
Come hai benissimo potuto notare, alla fine dell'articolo è riportata la fonte di riferimento, cosicchè ognuno di quelli che l'avesse letto avrebbe avuto tutto il materiale necessario per completare l'informazione e farsi una idea propria p rima di rispondere.

A corollario:
LA VERITA' STA SEMPRE IN MEZZO...

Spero tu conservi a lungo il tuo senso critico e la tua misura di accortezza: sono necessari a questo blog!

Anonimo ha detto...

Caro Gianni se tu mi dici che dopo aver letto l'articolo di Le Monde avresti pubblicato comunque un articolo del genere degno solo di essere preso come esempio di giornalismo da non seguire sono costretto a ricredermi sull'idea che mi ero fatto di te.
Sono le conseguenze di questo tipo informazione, perchè questo non è giornalismo, ad avere effetti devastanti per la collettività.
Spero che almeno su questo sei d'accordo con me.
In quanto al tuo augurio non era proprio necessario.

Gianni Marchisciana ha detto...

Caro anonimo, mi dispiace intanto che tu non ti firmi, e in ogni caso il mio voleva solo essere un "diritto di cronaca" verso tutto quanto sucede. E ciò che è scritto sulla carta stampata succede...
Riguardo al fatto che tu ti sia ricreduto sull'idea che ti sei fatto su di me devo dire che sinceramente non scrivo e dico le cose solo per COMPIACERE chi, come te, vuole leggere cose a esso gradite.

Diego ha detto...

Non è mia abitudine dire quello che penso dietro l'anonimato.
E' la seconda volta che mi succede proprio quando sto per scrivere il nome/url che mi si invia il commento.
Ad ogni modo non ho nessuna intenzione di iniziare una discussione in qui.
Spero di incontrarci qualche volta per uno scambio di idee, se ti fa piacere.
Saluti, Diego

Anco_Marzio ha detto...

Scusate..una domanda:
Ma è vero che il parco eolico off-shore previsto nelle nostre coste, non si fà più?

Gianni Marchisciana ha detto...

Anco Marzio, ben tornato.
Ancora non si sa nulla di preciso sul parco eolico.
Il sindaco ha dato mandato ai suoi legali per l'opposizione, e ricorrerà al TAR se necessario.
Ma ci sono in ballo troppi soldi.
Restiamo in attesa.
Ah, anche Sgarbi si è schierato con il sindaco...

Anco_Marzio ha detto...

Grazie, x il bentornato..
Cmq.. mi era arrivata questa notizia alle orecchie e per di +, i costruttori avrebbero deciso, vista l'agguerrita opposizione, di spostarlo verso le colline del territorio buterese..
Sarebbe una buona notizia!

Anonimo ha detto...

non x Butera...