mercoledì 23 aprile 2008

Gela e i tre moschettieri


“Siamo rimasti in tre…”
Inizia così un vecchio adagio siciliano che accompagna la nostra storia insieme ad altri ben più noti motivetti.
E come uno scherzo, di cattivo o di buon gusto staremo a vedere, il destino ha voluto riproporre il numero 3 anche dopo l’ultima aspra, tirata e dura battaglia elettorale culminata, appunto, con l'elezione di tre candidati di Gela a deputato all’ARS.
Tre “onorevoli”, tre personalità, tre stili diversi.

Tre modi diversi di vedere le cose.
Federico, molto presente tra la gente e molto disposto all’ascolto di essa; Donegani, esponente giovane e innovativo che ha contrapposto al vecchio modo di far politica una ventata di novità; Speziale, classico esempio di politico vecchio stampo, alla vecchia maniera, simbolo di oligarchia radicata nel territorio.
Tutti e tre hanno il compito di “trascinare” il nostro territorio verso l’uscita dall’immobilismo politico e sociale attuale, figlio dell’incapacità –dolosa e non- degli amministratori precedenti.
Campagna elettorale sobria impostata sui programmi, quella di Federico, sull’immagine (alla gente non è sfuggita la numerosissima e massiccia presenza di foto, gigantografie con Federico abbracciato a Lombardo)e “portato” dalla gente comune, dalla gente che lo ha visto fra loro quanto non c’era nessun altro interlocutore pronto ad ascoltarla.

Quella stessa gente lo ha premiato.
Di contro, abbiamo assistito ad una vera e propria battaglia cruenta, uno scontro generazionale tra, come detto, il vecchio metodo politico e il nuovo “spogliato” di quelle vecchie oligarchie. Non entro nel merito su quale delle due candidature sia stata “di troppo” –anche se poi, grazie all’enorme successo di Lombardo, sono stati entrambi eletti- ma, sul modo di condurre la campagna elettorale e sul modo in cui l’hanno chiusa, qualcosa va detto.
La cosa che più salta agli occhi è che dietro la candidatura di Speziale c’era un “apparato” a dir poco maestoso: consiglieri comunali, assessori, dirigenti di partito, sindacati, e persino… il presidente della provincia regionale di Caltanissetta! Alla faccia dell’imparzialità…
Imparzialità mostrata a più riprese e in tutta la campagna elettorale da parte del sindaco Crocetta. Questo va detto.
Dietro Donegani, a quanto ne so, non c’era nessuno dei suddetti, nessun consigliere comunale né assessori di sorta, nessun sindacato e men che meno il presidente della provincia regionale di Caltanissetta, che ha deciso di essere imparziale solo nei confronti di Donegani e non nei confronti di Speziale!
Differenza di condurre la campagna elettorale enorme, l’uno con lo slogan “L’impegno continua”, l’altro rispondeva con “C’è voglia di nuovo in Sicilia”.
Speziale
che proclamava il motto “Io ho fatto”: ho fatto sindaci, ho fatto presidenti della provincia, ho fatto questo e ho fatto quest altro; Donegani con il motto “Io farò”: farò nuovo modo di far politica, darò spazio a gente nuova, etc.
La risposta della gente è stata che a nessuno gliene frega poi tanto di cosa tu abbia fatto… conta cosa vuoi fare da adesso in poi!
Magari Donegani altro non sarà che uno dei tanti che dicono di fare per poi farsi risucchiare dal sistema, come già è successo, sia a lui sia a suoi illustri predecessori, ma la risposta della gente è stata chiara: NON VUOLE PIU’ VECCHIE OLIGARCHIE AUTOREFERENZIATE PER CUI VALE IL MOTTO “IO HO FATTO”, MA VUOLE GENTE NUOVA, CON IDEE FRESCHE, CON UN NUOVO MODO DI FARE POLITICA CHE COINVOLGE TUTTA LA SOCIETA’ SENZA RIMANERE PRIGIONIERA TRA LE QUATTRO MURA DI UN PARTITO POLITICO!
E’ questa la vittoria di Federico e di Donegani.

Entrambi hanno fatto passare un messaggio di freschezza che la gente ha recepito, usando stili diversi, più nazional popolare l’uno, più politicamente radicato l’altro. La gente li ha premiati entrambi, la gente ha premiato il coraggio di costoro che hanno “resettato” le vecchie oligarchie e hanno deciso di rischiare avvalendosi di gente fresca e politicamente “incontaminata”.
Speziale ha perso pure la battaglia dello stile, quando sul palco ha “dimenticato” di fare gli auguri al suo compagno di partito, destinando il suo augurio soltanto al rivale della opposta coalizione. Nella stessa trappola non è caduto Donegani che, pur ribadendo con orgoglio di aver vinto senza l’apparato politico e istituzionale con cui si accompagnava Speziale, a quest’ultimo ha teso la mano nel nome nel bene comune al quale dovrebbero lavorare insieme: Gela.
E una ulteriore, splendida e speriamo realizzabile lezione di stile è venuta da Federico, il quale molto serenamente e senza squilli di tromba ha teso la mano ad entrambi auspicando la nascita di un’azione sinergica finalizzata allo sviluppo del nostro territorio.
Complimenti… a chi li merita!
"Siamo rimasti in tre, tre somari e tre briganti sulla strada longa longa di Girgenti…"

13 commenti:

mechanicalpeople ha detto...

Caro Gianni,
il tuo post stavolta -devo dire- mi sembra un po' sopra le righe.
Mi sembri schierato apertamente dalla parte di Donegani, a cui attribuisci un ruolo quasi messianico, che, con tutto il rispetto per te e per lui, appare eccessivo.
Che tu lo stimi è certamente lecito, essendo Miguel un bravo ragazzo e un abile comunicatore, ma non mi pare ancora un politico di spessore.
Avrà l'opportunità di crescere.
Spero che questa legislatura sia la prima tappa di una grande carriera.
Ma Donegani non viene fuori dal nulla!
La sua è una famiglia di grande tradizione politica. Suo padre Giorgio fu assessore allo sport al Comune di Gela, la madre Melina è stata consigliere provinciale del PCI. Non vorrei sbagliarmi, ma credo che anche il nonno sia stato un noto sindacalista.
Insomma viene da una famiglia stabilmente inclusa nei quadri del PCI da almeno 50 anni!
Non sempre è nuovo tutto quello che ha il cellophane sopra!


Ecco i voti del Pd nel nostro collegio:

32.544, voti di lista

Speziale 8561
Aronica 5322
Donegani 6419
Vullo 952
totale 21254 voti di preferenza

ovvero 11.290 elettori del PD in provincia di Caltanissetta non hanno espresso nessuna preferenza, un po' più di uno su tre!

Difatti:

Nei comuni del Nord della provincia
Speziale 1687
Donegani 512

Nei comuni del sud
Speziale 6847
Donegani 5907

In sostanza il pur magro bottino di voti racimolati al nord della provincia ha permesso a Speziale di confermarsi deputato. Donegani e Aronica ripescati grazie al successo stratosferico del Centrodestra.
A Gela una metà del PD sta con Speziale, un'altra metà con Donegani, 5021 a 5023, e altri 1706 con nessuno dei due.

La lotta interna al Pd resta aperta.
Eppure in un momento di crisi e di sconfitta per il Pd, in provincia si festeggia!
Al nord l'elezione di Aronica, che ha garantito, pur non entusiasmando, un rappresentante alla potente Margherita di Caltanissetta.
A Gela, il PD virtualmente spaccato in due, apparato e fronda, finisce per portare a Palermo due ex amici...

Pensate. Se si trattasse di una strategia...saremmo di fronte a un capolavoro!

Gianni Marchisciana ha detto...

Beh caro Mech, stavolta driei che hai toppato di brutto.
La mia stima va nei confronti di Donegani come nei confronti di Federico. Ho voluto porre l'accento su Donegani perchè, a differenza di Speziale, ha saputo rinnovare il "cerchio" politico attorno al quale ha costruito la propria candidatura.
E il fatto che il mio post sia prevalentemente inperneato sul dualismo Speziale-Donegani è proprio per lo strano evento rappresentato dalla candidatura di due gelesi (anche se Speziale non lo è) all'interno della stessa coalizione.
E, permettimi, condannare Donegani perchè viene da una famiglia di politici sarebbe come condannare un architetto, o un avvocato che viene da una famiglia di avvocati!
In passato, un mafioso, figlio di mafiosi, ci ha insegnato e ci ha mostrato come si può combattere la mafia.
Donegani è figlio di politici ed è anche figlio di quella politica e quella partitocrazia che hanno trascinato il nostro paese all'isolamento della politica dalla gente comune. Questo errore non l'ha commesso Federico, anzi, ho cantato le sue lodi e i suoi meriti nel mio post (se lo hai letto attentamente). Ma tu con il tuo commento hai esaltato l'aspetto che era lungi da me fare esaltare, comportandoti esattamente come quella vecchia classe politica che io da qui combatto: hai messo in rilievo un punto che io non ho mai voluto dire o scrivere, esattamente come fa un vecchio politico in difficoltà con gli argomenti e che si rifugia nella dialettica!
La tua analisi del PD a Gela come in Sicilia sinceramente mi lascia totalmente indifferente, anzi, mi infastidisce alquanto! Segno che forse sta più a cuore a te che a me...
Ho sempre detto, E QUESTO BLOG MI E' TESTIMONE, che non me ne frega niente chi affronta e risolve i problemi della nostra città... BASTA CHE SI RISOLVONO!
La mia voleva soltanto essere un'analisi del voto vista da fuori, vista da uno che qui si firma con nome e cognome, tu l'hai trasformata in una propaganda politica DEGNA DI UN POLITICO NAVIGATO, E SENZA NOME E COGNOME.
Buona giornata.

mechanicalpeople ha detto...

Buona giornata Gianni,
ho riletto con attenzione il tuo post e il mio commento.
Ma tuttavia continuo a non capire perchè te la sei presa così tanto!
Forse è colpa del mio modo di scrivere un po' troppo aggressivo che però vorrebbe essere solo un gioco dialettico.
Sono così costretto a rispondere ai tuoi appunti.

- io non condanno nessuno, men che meno Miguel Donegani, con cui mi felicito e a cui rinnovo l'augurio di una splendente carriera politica.

- sono altrettanto felice per l'elezione di Pino Federico e Lillo Speziale, che credo abbiano meritato per impegno profuso i successi elettorali ottenuti.

- mi stupisco invece per il tuo modo di trattare la vicenda interna al Pd, ovvero la presunta contrapposizione di Speziale e Donegani.

Per questo motivo ho riportato i dati elettorali, e nel tentativo di dare un contributo alla lettura del risultato elettorale del Pd, volevo far notare che:

1-sia Speziale che Donegani hanno preso quasi tutti i loro voti a Gela e che gli elettori del Pd al Nord della prov. di Caltanissetta hanno scelto di non esprimere la preferenza.

2-conseguentemente sono risultati 1° e 2° della lista dividendosi perfettamente a metà i voti della città.

3-il sistema elettorale regionale non consente alla coalizione vincente di ottenere più di 62 deputati su 90 e la lista di Lombardo come era ampiamente prevedibile ha dovuto rinunciare a 9 seggi.

4-i 9 seggi perduti dal Centrodestra vanno alla 2° lista regionale più votata, che come era ampiamente prevedibile è il PD.

5-pertanto la possibilità di eleggere due candidati nel nostro collegio poteva essere data come attendibile.

6-il Pd è oggi un partito con tante anime dentro, a Gela come in provincia, eppure la vecchia dirigenza del PCI di Gela ha portato due uomini a Palermo.

7-La mia ultima considerazione era solo lo sforzo di sintetizzare tutti questi noiosi ragionamenti in una battuta.

Non credo che questo basta a farmi accusare di trasformare "l'analisi in propaganda politica DEGNA DI UN POLITICO NAVIGATO, E SENZA NOME E COGNOME"!
Praticamente un mostro!
Dai Gianni, non devi essere permaloso,
non ho mica messo in dubbio la tua buona fede o il tuo impegno e comunque rispetto le tue idee, qualunque esse siano.
Anzi sono disposto a discuterne con te e con tutti coloro che ne hanno voglia.
Quindi sii tollerante e per citare un personaggio importante "correggimi se sbaglio", ma non mi accusare della prima cosa che ti viene in mente.
Perché se tu ci metti la faccia io ci metto il cuore.
E poi perché io, come te Gianni, ripongo nel web e nella comunicazione digitale la speranza del rinnovamento che stiamo tutti ardentemente aspettando.

Gianni Marchisciana ha detto...

Mech, la mia analisi non fa una grinza, e confermo tutto quanto detto compreso, perdonami, il tuo modo di "manipolare" le paorle degna di un politico navigato.
E non è la prima volta che succede e di certo non è la prima volta che te lo faccio notare.
Tollerante lo sono, ad anche tanto, prova ne è il fatto che non ho MAI cancellato un solo commento su questo blog.
Ma dall'essere tollerante all'essere travisato o, peggio ancora, "etichettato"... ce ne corre.

Detto questo, capisco che tutto questo è dovuto alla grande intelligenza di cui tu sei dotato e del grande senso della "focalizzazione" dei problemi che a me piace molto. Spero solo che ciò non rimanga fine a se stessa ma sia "veicolato" in modo propositivo.

Emanuele ha detto...

Premetto che non voglio fare il difensore di nessuno, ma mi sembra che "la polemica" di mechanicalpeople sia alquanto pretestuosa ed allusiva.
Miguel Donegani rappresenta, io lo ho votato, il tentativo di rinnovare lo scenario politico cittadino in termini di partecipazione alle scelte complessive per il futuro di questo terrirorio ,fino ad ora ad appannaggio di pochi. Miguel rappresentava l'unica speranza di scardinare all'interno del centro sinistra,
assetti e metodi che facevano riferimento solo ed esclusivamente ad una " CASTA" di cui Speziale era ed è il riferimento, con tutti gli errori in termini di sviluppo complessivo del territorio che uesto blog tenta di sottolineare.

Quindi "la lotta" all'interno del Pd non è tra Donegani e Speziale, è tra due metodi, due concezioni della politica.
Ti posso garantire se Miguel non portasse avanti un progetto di rinnovamento e di partecipazione, all'interno del PD, il consenso delle teste pensanti, e ti assicuro che non sono poche, che gli hanno dato un contributo importante svanirebbe in pochissimo tempo.
Toccherà a noi,e quindi anche a te se na avrai voglia, tempo e passione fare im modo che la partecipazione alle scelte di sviluppo di questa città non passino più sopra le nostre teste(Zappalà docet).
C'è il tempo delle parole, importante per comprendere e capire, ma sopratutto è arrivato il tempo del fare per il bene di questa città.E per favore non mettiamo etichette politiche a nessuno se vogliamo veramente uscire dal tunnel dei luoghi comuni.
Stimo Gianni Marchisciana, che non conosco personalmente, per la voglia di fare, di esserci, di spendersi, evitiamo polemiche e lavoriamo tutti assieme per questa città cosi bella e cosi difficile.

mechanicalpeople ha detto...

Ti assicuro che non era certo mia intenzione metterti un'etichetta addosso Gianni.
Anche perché il tuo pensiero lo esprimi liberamente sul blog, per cui per sapere come la pensi basta leggere quello che scrivi.

mechanicalpeople ha detto...

Apprezzo molto le tue parole Emanuele, e spero che quello che tu auspichi si realizzi.
Chiarirò ancora il mio pensiero spero una volta per tutte e so che verrà rispettato come io ho rispettato il pensiero degli altri.
Fondamentalmente io non mi sento di credere in questa contrapposizione tra vecchio e nuovo, che oggi va tanto di moda.
Ovvero non mi è abbastanza chiaro cosa distinguerebbe il nuovo dal vecchio.
Sarà un problema mio.
Ma d'altro canto non credo che il vecchio sia così male, né che il nuovo sia tanto meglio.
In definitiva credo che il Pd tanto a Gela quanto nella provincia debba ritrovare invece unità di intenti e di vedute.

Anonimo ha detto...

A cosa serve presentarsi come una novità facendo parte di un sistema vecchio e ben consolidato che ci ha portato allo sfascio attuale a discutere di problemi vecchi che sanno di muffa.
Niente è più dannoso che dimenticare il passato.
Non metto in dubbio l'onestà di questi signori ma metto in dubbio la loro capacità a risolvere i problemi che ci assillano.
Speziale, stando a sentire chi lo conosce da decenni da operaio dell'AGIP grazie al mestiere di politicante ha raggiunto un tenore di vita inversamente proporzionale ai risultati raggiunti a beneficio della comunità gelese e regionale.
Federico e Donegani per anni hanno avuto ruoli di un certo peso nell'amministrazione di Gela e che io sappia non mi sembra che gli si possa attribuire meriti degni di nota o che abbiano solo tentato di risolvere i noti problemi di cui soffriamo.
I problemi di Gela c'erano prima ci sono ora e se come è vero che il futuro è figlio del passato credo che gli annosi problemi ci saranno anche dopo.
Non credo che Donegani,Federico e Speziale da soli senza il sostegno attivo di tutto il popolo gelese possano ottenere qualcosa da un sistema clientelare risultato di anni di politica assistenziale e referenziale e connivenze tra mafia e politica.
Non ci resta che fare quello che abbiamo sempre fatto fino ad ora sperare che questi tre moschettieri riescano a sconfiggere il crudele Richelieu.

EMANUELE ha detto...

Il problema non è tra vecchio e nuovo,al contrario il problema è se esserci e partecipare alle scelte o subirle in nome di interessi che niente hanno a che fare con la nostra comunità.

Deborah ha detto...

Premetto che sono parecchio sfiduciata dalla politica italiana dopo aver assistito, incredula, alla schiacciante vittoria elettorale di due partiti, la Lega e l'MPA, che auspicano, più o meno apertemente, la divisione a metà - Nord e Sud - di questo Paese.
Non dimentichiamo che la Lega e l'MPA hanno conseguito un successo elettorale di proporzioni inimmaginabili: la prima ha ricevuto ben 3 milioni 26 mila e 844 voti (Camera) e 2.644.248 (Senato); la seconda con Lombardo, votato dal 64% degli aventi diritto al voto (percentuale bulgara!!!!!!), si è aggiudicata la direzione della Sicilia.
Entrambi parlano di federalismo: si badi, non prospettano un federalismo politico - ovverosia una separazione di fatto del Paese - perchè sanno benissimo che, così facendo, non otterrebbero alcun riscontro presso l'elettorato; viceversa, presentano il federalismo fiscale come la soluzione dei problemi ancestrali dell'Italia: la sperequazione tra Nord e Sud.
Cosa si intende per federalismo fiscale? La risposta è semplice: la possibilità per le Regioni e gli Enti locali (Province e Comuni) di imporre tasse per finanziare le proprie spese.
E in termini pratici? Gestione pressoché esclusiva da parte di ciascuna regione degli introiti provenienti dalla regione stessa. Pertanto, la Lombardia, regione più ricca d'Italia, avrà servizi sanitari d'eccellenza, risorse e forse, sempre che gli amministratori lo concedano, i cittadini lombardi potranno godere di qualche vantaggio economico in più. E la Sicilia? E' lapalissiano quale sarebbe la sorte della nostra regione, in mano ai poteri forti e al controstato.
Io, come detto in incipit, sono delusa dalla politica ma lo sono ancor di più della società italiana, che, consepevolmente o meno, ha optato per la divisione anziché ricercare l'unità.
Io ho fatto 1000 km per espletare i miei diritti di cittadina italiana ed oggi non ho rappresentanza in Parlamento.
A chi mi chiede - i "sempre teneri" cugini transalpini - di spiegare loro il perchè di questo inspiegabile, a parer loro, successo delle destre e, soprattutto, della Lega, io provo a risalire indietro con la storia fino ai tempi dell'Unità d'Italia. Ma questo altro non è che un esercizio dialettico, nulla di più. La realtà è che la Sinistra, cui ho sempre riposto le mie aspettative, si è alienata il consenso della fascia più debole - il proletariato - che ora vota in massa la LEGA!!!! Un partito xenofobo, razzista con una esplicita matrice territoriale. L'allenza con Lombardo e l'MPA è stata strumentale per assicurare la vittoria del PDL su scala nazionale. Da oggi temo che il Mezzogiorno, in particolare, sprofonderà nel baratro. Il PD, rifiutando un accordo con la Sinistra, ha consegnato l'Italia in mano ai potenti, alle banche, agli industriali, alle reti televisive, che avranno assoluta libertà di manovra nei prossimi cinque anni.
Quanto a me, auspicano un rinnovamento della Sinistra, mettendomi io stessa in prima persona, perchè sono convinta che il "maanchismo" del PD sia una degenerazione dell'idea di unire tutte le componenti sociali. Non puoi candidare Crisafulli, come non puoi presentare la candidatura di Matteo Colaninno ai vertici dei giovani industriali e dell'operaio della Thyssen, perchè è assolutamente impossibile trovare una convergenza tra due interessi opposti: quando l'uno è in posizione di superiorità rispetto all'altro che subisce, deve essere lo Stato, quello ETICO, a intervenire con una legislazione di protezione, anzitutto, della fascia più debole.
Io ci credo ancora, non voglio pensare, oggi, il 25 aprile, che è finito il tempo della Sinistra.

Ps: ve ne prego, non mi accusate di comunismo perchè so operare perfettamente la distinzione tra idea e prassi.

Roberto ha detto...

Bella questa discussione, dunque dunque ci partecipo pure io.
Mi piace l'analisi fatta da Emanuele e dico che la sua analisi si può racchiudere con il secondo commento cha ha fatto che cito di seguito: "Il problema non è tra vecchio e nuovo,al contrario il problema è se esserci e partecipare alle scelte o subirle in nome di interessi che niente hanno a che fare con la nostra comunità".
Ecco il punto... PARTECIPARE ALLE SCELTE O SUBIRLE?
Di conseguenza l'appartenenza politica uno la deve avere, perchè se non ce l'hai non vedo come tu possa interloquire o sperare di cambiare le coscienze. Come fai a fare vita sociale se non hai un quadro politico e una idea politica? dunque, chiunque di noi può averla, anche Gianni. Anzi, soprattutto Gianni.
Mech ha detto una cosa giustissima, che è stata ripresa da Emanuele: non è una questione di contrapposizione tra vecchi e nuovo, ma di metodi vecchi e nuovi. Io Speziale (opinione personale) l'ho sempre visto come qualcosa di vecchio già 15 anni fa!!!! La vecchia volpe, il vecchio lupo, il vecchio barone da salutare con il "vossia" e un bel baciamano degno dell'espressione verista della nostra cultura.
Piuttosto, la cosa grave che ha sottolineato Gianni, e che nessuno ha ripreso, è il fatto che il nostro presidente della provincia Collura si sia schierato apertamente e sfacciatamente con l'uno e non con l'altro, invece di rimanere imparziale per rispetto a quella carica istituzionale che ricopre! VERGOGNA!!!!!
Vi ricordate la battaglia fatta da costui quando era candidato? VOTATE COLLURA PERCHE' E' GELESE!
Cazzo... la provincia di Caltanissetta da 10 anni è all'ultimo posto della classifica italiana dei servizi! Se questi sono i risultati, alla prossima elezione del presidente della provincia... VAFFANCULO IL GELESE!!
Collura è stato una vergogna per Gela e per la provincia, nessuno si è mai accorto che avevamo un presidente della provincia! E' sempre stato l'ombra di se stesso, anzi, la caricatura di se stesso!
Ammiro Gianni per il suo coraggio e per la perseveranza nella sua battaglia (io avrei già mollato...!), e mi complimento con lui per questo suo post, e se poi lo si vuole tacciare di appartenenza politica... ma che male c'è? non ha mai fatto propaganda politica in questo blog!
Mech, ritengo tu sia una persona molto scaltra e preparata, davvero, e capisco che le tue critiche siano costruttive, magari come dici tu, il modo in cui le esponi trae in inganno, ma è innegabile che tu rappresetni una di quelle menti libere e pensanti, oltre che brillanti, che questa società ha bisogno.
Emanuele ha fatto una riflessione importante, invitando tutti a riflettere a nostra volta, traspare che ha una cultura politica molto radicata, ed è conoscitore dei metodi politici che si usano dietro le quinte (è lì che si fa politica!).
E poi Deborah... ma chi sei? sei davvero grande! E la tua analisi fredda e attendibile mi induce a pensare che sei una miilitante, ma questo non sminuisce la tua analisi, anzi. Ah, a quei "cugini transalpini" che ti chiedono come mai in Italia ha vinto la destra, rispondi chiedendogli come mai in Francia è al potere un coglione come Sarkozy....

mechanicalpeople ha detto...

Caro Roberto,
su COLLURA - mi da quasi fastidio scrivere il suo nome- sfondi una porta aperta.
Avendolo tra l'altro conosciuto direttamente, ne ho un'opinione pessima come uomo e come politico.
Eppure sono stato costretto a votarlo due volte!
Primo perché di sinistra e poi perché gelese.
Oggi mi pento di aver sostenuto un personaggio tanto inutile quanto viscidamente opportunista.
Il sostegno a Speziale da parte di un personaggio del genere credo sia stato controproducente!

Il tuo commento - devo dire molto gradevole e gratificante per scrive qui - mi suggerisce una riflessione che voglio condividere con tutti voi.

Con l'approssimarsi delle elezioni Provinciali, fra non molto i partiti organizzeranno una nuova campagna elettorale.
Molti candidati si presenteranno aspirando ad accedere a uno dei posti in paradiso al consiglio provinciale.
La guerra interna al PD di Gela produrrà tra lacrime e sangue un candidato alla Presidenza (Di Dio?), che probabilmente si confronterà con un forzista di Caltanissetta.
Senza il bombardamento mediatico della TV nazionale, le elezioni assumeranno una connotazione localista e campanilista e la storia si ripeterà, tutti i gelesi voteranno il gelese, tutti i nisseni il nisseno.
Ovvero si realizzerà il solito braccio di ferro tra il capoluogo e la città più popolosa per accaparrarsi una poltrona sostanzialmente inutile alla collettività.
Le province infatti hanno ormai poche risorse, poche competenze, una quantità spropositata di enti, uffici, funzionari, dirigenti, impiegati sostanzialmente necessari solo ai partiti che ci piazzano i loro uomini a tutti i livelli.
Le province difatti sono da una ventina di anni scatole svuotate dal rafforzamento dei poteri assegnati alle regioni e ai comuni. Per cui un sindaco di un comune anche medio è sensibilmente più potente di un Presidente di Provincia, che è diventata quasi una carica onorifica.
Nell'ultima legislatura i senatori Salvi e Vietti presentarono un disegno di legge che intendeva abolire le Province, come era prevedibile non se ne fece nulla. La casta protegge se stessa a oltranza.

Prendiamo il nostro caso, la provincia di Caltanissetta:
il territorio è fortemente disomogeneo, pochissimi i rapporti economici e sociali e, come ho dimostrato con i dati del PD - ma vale per tutti i partiti-neanche politicamente esiste una reale integrazione.
Nessuno è contento, i gelesi perché ritengono che la subalternità a una città più piccola sia tanto umiliante quanto scomoda; i nisseni perché costretti a subire i numeri elettorali di Gela e ritrovarsi un Presidente come Collura (come biasimarli).
Non credo neanche che la soluzione sia l'istituzione della Provincia a Gela, che sarebbe un altro ente parassita.
L'abolizione della Province, con l'attribuzione delle residue competenze ai Comuni o a Consorzi di Comuni liberamente aggregati, sarebbe credo una soluzione auspicabile.

PS: Io Berlusconi lo cambierei con Sarkozy immediatamente e se non bastasse ci aggiungerei anche Fini, rappresentante di una finta destra europea, fascista dentro e moralista fuori, da far venire il vomito anche a mussolini!

Anonimo ha detto...

Io con Sarkozy scambierei le rispettive mogli...