venerdì 2 maggio 2008

Gelacontro denuncia: Lombardo, fuori le palle!

E dunque Milano avrà il suo Expo nel 2015.
Non si tratta di vedere il “vicino di casa” che ha appena ottenuto un obiettivo di importanza notevolissima. Tuttavia, questo evento crea non poche preoccupazioni.
La realizzazione infatti di infrastrutture logistiche e di tutto l’apparato che servirà all’organizzazione dell’Expo ammonterà a decine di milioni di euro. E questa spesa, oltre che da capitali privati, dovrà essere affrontata anche con finanziamenti pubblici, e il tutto in soli sette anni.
Considerando che davanti a noi si presenta un periodo non positivo per l’economia italiana, le risorse dovranno essere “ritagliate”, sottraendole, di fatto, a quelle che si sarebbero dovute inviare al Sud, se consideriamo anche la politica della Lega.
La coperta è troppo corta, se tiri dalla testa si scoprono i piedi.
Il governo (e l’opposizione) dovrà sbrigasi a reperire quei fondi, e l’unico modo è quello di tagliare gli sprechi.
Il federalismo fiscale può aiutare, ma solo se fatto bene: passando dallo Stato centrale alle Regioni, aumenta il tasso di responsabilità, perché così capiremo se i soldi per le tasse che paghiamo sono spesi bene o male.
Noi siciliani avremmo già dovuto rivendicare il “nostro” federalismo appellandoci al nostro Statuto speciale.
Quando la Sicilia rivendica l’autonomia dello Statuto lo fa più per forma che per sostanza. Nessuno dei Governi della Regione, infatti, in sessant’anni ha mai avuto azioni forti per il rispetto del nostro Statuto. E vi è ancora un’altra inadempienza, gravissima, dei presidenti della Regione e dei loro governi: non aver mai posto dinanzi alla Corte Costituzionale, la questione della disparità di trattamento dei cittadini di fronte alla legge (art. 3 della Costituzione) nel momento in cui tre regioni d’Italia (Veneto, Liguria e Val d’Aosta) sono dotate di ricchi casinò che danno una notevole ricchezza all’intera regione. Qualcuno obietterà che altre tre regioni a Statuto Speciale (Friuli, Sardegna e Trentino) non hanno mai fatto questa rivendicazione, ma lo Statuto Siciliano è LEGGE COSTITUZIONALE, mentre quello delle altre regioni non lo sono!
I presidenti della Regione si sono comportati come se avessero avuto l’anello al naso, regalando a noi siciliani, invece dell’orgoglio di esserlo, una umiliazione di una classe politica che non ha saputo rappresentare questi punti di forza ai Governi nazionali. E nemmeno ha saputo mettere con determinazione sul campo iniziative politiche per ottenere il rispetto di tutte le norme dello Statuto, in particolare l’istituzione dell’Alta Corte (art. 24) e le funzioni del Presidente della Regione come Capo della Polizia (art. 31)!
La classe politica ha stracciato lo Statuto, anzi, peggio ancora, lo ha utilizzato come scudo per non far crescere la Sicilia e mantenere lo stato di bisogno dei cittadini con i quali ha scambiato regolarmente il consenso elettorale!
Aggiungo che alla luce dei comportamenti di questi sessant’anni, la classe politica ha mantenuto volutamente in stato di bisogno i siciliani, ritenendo che avessero l’anello al naso, in modo da farli accorrere a frotte nelle loro segreterie!
Un bel successo di cui si dovrebbero vergognare tutti i Presidenti passati!
Per quello attuale... staremo a vedere!

1 commento:

Antonio ha detto...

Bel post Gianni.
E molte delle cose dette da te, ammetto che non le sapevo.
La Sicilia è stata sempre denigrata, derisa e vessata per l'incapacità dei nostri politici. Ma non mi riferisco solo ai politici regionali, ma anche ai sindaci, i consiglieri che, spesso, non sanno nemmeno parlare! Qui in Sicilia, chi ha una famiglia numerosa.. diventa consigliere comunale! E questo si perpetua pure nelle alte sfere: prendi Mastella per esempio.! Io sono favorevole al federalismo fiscale così, come dici tu, se i nostri politici hanno le palle, questo è il momento di tirarle fuori!